Silvio Pasqualoni, emigrato in Belgio dal 1955, pensionato dopo una vita di lavoro in miniera

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 Lettera aperta agli italiani di un pensionato italiano in Belgio e botta e risposta tra Abelice e Pasquiloni


il Signor Berlusconi ha inviato un lettera a tutti gli italiani che vivono all’estero chiedendo loro il voto per il suo Partito. 

Gli emigrati sono quelli che hanno lasciato l’Italia per cercare lavoro e un futuro dignitoso per loro e le loro famiglie. Quando sono partiti l’Italia era uscita dalla guerra, resa povera dalle sciagurate politiche del ventennio fascista.

Noi emigrati abbiamo svolto i lavori più umili, più duri e pericolosi. Molti, moltissimi hanno pagato con la propria vita e molti altri pagano ancora il prezzo del proprio lavoro e della silicosi. L’emigrazione Italiana ha contribuito con le rimesse allo sviluppo economico del nostro Paese. Abbiamo continuato a lavorare e a soffrire, mentre il Cavaliere, che oggi ci chiede i voti, diventava per miracolo, giorno dopo giorno, l’uomo più ricco e potente del Paese.

 Quel Cavaliere che poi è diventato in prima persona "il politico", con l’unico obiettivo di salvaguardare i propri interessi e continuare a fare sempre più gli affari propri e della propria famiglia.

 Senza timore il Cavaliere, un uomo tra i più ricchi del Mondo, chiede oggi i voti  ai pensionati, ai disoccupati, ai precari, ai lavoratori, a tutti coloro che stentano ad arrivare alla fine del mese.

 Quel Cavaliere che durante i cinque anni del suo Governo ha ridicolizzato, con la sua politica, estera tutto il Paese. Così facendo, noi italiani all’estero ci siamo vergognati, sentiti umiliati e derisi.

 Quel Cavaliere che seguiva, senza battere ciglio, il suo amico Bush e portava l’Italia in quella sbagliata e vergognosa  guerra in Iraq. Guerra che ha fatto migliaia di morti,che oggi è il frutto dell’acuirsi del terrorismo internazionale e delle forti crisi economiche, non da ultimo responsabile del costo incredibile del barile di petrolio.

 Dovrebbe avere un po’ di ritegno e imbarazzo, il Cavaliere, nel chiedere il voto agli italiani e in particolare a quelli che vivono all’estero.

 Cari connazionali, in Italia e nel Mondo,  mi rivolgo in particolare alle donne e ai giovani: neghiamo il voto al Partito del Cavaliere e dei suoi amici.

 Il Governo Prodi e il Ministro degli esteri D’Alema, tra mille difficoltà, ma sempre leali e sinceri, ci hanno riscattato in Europa e nel Mondo. Ci hanno ridato motivo di speranza e credibilità. Hanno dovuto per due volte di seguito riparare i danni  prodotti sotto ogni punto di vista dai Governi del Cavaliere.

Alla mia età farò di tutto per sostenere il Partito Democratico guidato da Walter Veltroni. Un Partito che ha saputo raccogliere le migliori tradizioni democratiche del nostro Paese, un Partito che guarda al futuro e che è speranza per una società più coesa, più solidale e più giusta.

Non lasciamoci neanche per un secondo ingannare dal Cavaliere e dalle sue promesse, agiamo tutte e tutti insieme per evitare un suo ritorno alla guida del nostro Paese, perché sarebbe solo una vera sciagura per l’Italia e per gli Italiani .

Forza e coraggio.

Silvio Pasqualoni


LA RISPOSTA- DI  Abelice da Bruxell  

SALVATORE ALBELICE, CANDIDATO NELLA CIRCOSCRIZIONE EUROPA PER IL PDL, RISPONDE ALLA LETTERA DEL "PENSIONATO" SILVIO PASQUALONI.-

La replica.....
Caro Signor Albelice,  Ritengo a questo punto necessaria una risposta a quella che, più di una lettera, sembra essere un'accusa personale ed ingiustificata alla mia persona. Non mi sembra di voler nascondere a nessuno le mie opinioni politiche, quando nella mia missiva scrivevo a chiare lettere "neghiamo il voto al Partito del Cavaliere e dei suoi amici" e che "farò di tutto per sostenere il Partito Democratico". Insinuare di voler ingannare qualcuno quando esprimo le mie idee in forma tanto esplicita mi sembra un'offesa all'intelligenza degli elettori a cui lei stesso si rivolge. Sono deluso delle sue accuse in quanto la sua risposta più che entrare nei contenuti della mia lettera è un attacco personale. Da lavoratore e minatore mi sono avvicinato alla sinistra decenni fa perchè lì ho trovato una possibilità di riscatto che altri mi negavano. Le suggerisco di mettere a confronto la mia lettera con la sua risposta: da una parte le considerazioni politiche di un minatore con la licenza elementare, dall'altra l'attacco personale di un uomo di Berlusconi.   Cordiali Saluti  Silvio Pasqualoni