Una rete di computer portatili “sente” i terremoti e riduce i tempi per allertare la popolazione

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Un nuovo e semplice progetto per monitorare i terremoti e limitare i danni su persone e cose proposto nel 2006 è stato finalmente realizzato. L’idea è di Elizabeth Cochran, una sismologa dell’UC Riverside, e prende ispirazione da altri progetti simili, come il famoso SETI@home: si tratta di convincere le persone a “mettere in rete” le capacità del proprio portatile. Il network di computer volontari sarà in grado di eseguire molte e ripetute misurazioni sismiche per rilevare il verificarsi di un terremoto.

Chiunque possieda un computer portatile può partecipare al progetto. Il software per gestire la rete, progettato da Cochran e dai colleghi Jesse Lawrence, della Stanford University, e Carl Christensen, sarà disponibile probabilmente da quest’estate. Il motivo per cui il computer deve essere un portatile è che all’interno di queste macchine esiste uno strumento chiamato accelerometro, un sensore di moto in grado di raccogliere le informazioni sismiche.

“Grazie alla densa rete di rilevatori che si potrà raggruppare, in caso di terremoto si potrebbe mandare un allarme precoce, attraverso Internet, alle città confinanti,” spiega Cochran. “Questo darebbe alle persone 10-20 secondi per prepararsi all’arrivo dell’onda sismica.”

Sembra poco, ma può fare la differenza fra trovarsi fuori o dentro da un edificio.