Cancro: promuovere la prevenzione e garantire l’accesso ai farmaci

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Il cancro provoca 1 milione di morti l’anno. Il Parlamento sollecita quindi l’adozione di provvedimenti, anche di natura finanziaria, per accrescere la prevenzione e la diagnosi precoce, come screening e campagne di informazione. Occorre poi sostenere politiche contro il fumo e bandire l’esposizione a sostanze cancerogene sul luogo di lavoro. Bisogna anche promuovere l’accesso uniforme ai farmaci, un trattamento individuale ottimale, la formazione continua degli oncologi e la ricerca.  

Nel 2006 sono stati diagnosticati circa 2,3 milioni di nuovi casi di cancro mentre nell’UE ci sono più di 1 milione di morti, soprattutto a causa di tumori del polmone, del colon e del seno. Di fatto, secondo stime dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (AIRC), un europeo su tre ha nella vita una diagnosi di cancro e uno su quattro muore di tale malattia.  

Il Parlamento europeo – con 621 voti favorevoli, 10 contrari e 6 astensioni – ha quindi adottato una risoluzione che invita la Commissione, il Consiglio e gli Stati membri a prendere «i provvedimenti necessari» sulla prevenzione, la diagnosi precoce e la diagnosi e il trattamento, comprese le cure palliative per ridurre l’aumento «altrimenti troppo significativo» dell’incidenza del cancro. E chiede loro di prevedere anche il necessario sostegno finanziario per le azioni coordinate e per l’opportuno rafforzamento delle capacità. Il Parlamento sollecita inoltre iniziative che forniscano sostegno alle persone direttamente o indirettamente colpite dal cancro, in particolare mediante l’avvio e lo sviluppo in tutta l’UE di azioni di supporto e di assistenza psicologica loro rivolte. 

Il Parlamento chiede poi di creare, a livello interistituzionale, una Task Force europea contro il cancro con il compito di raccogliere e diffondere le migliori prassi in materia di prevenzione, screening e trattamento, nonché di indirizzare e coordinare il miglioramento della lotta contro il cancro in Europa. Accanto agli attuali progetti in materia di diagnosi precoce, la task force dovrebbe in particolare sostenere nuove misure volte ad aumentare almeno del 50%, entro il 2018, la quota di popolazione partecipante alle campagne di screening nei vari Stati membri. 

La prevenzione innanzitutto, promuovere lo screening dei tumori 

I deputati notano che, secondo stime della OMS, almeno un terzo di tutti i casi di cancro può essere anticipato e che un altro terzo potrebbe essere curato se diagnosticato ad uno stadio precoce e trattato adeguatamente. La prevenzione, per i deputati, «offre la strategia a lungo termine più efficace da un punto di vista dei costi per il controllo del cancro». Per tale ragione, osservando che in media solo il 3% del bilancio complessivo dei paesi OCSE per la sanità viene destinato alla prevenzione contro il 97% speso per l’assistenza e le cure, ritengono necessario rettificare tale «grosso squilibrio».

Per il Parlamento è anche necessario attuare programmi di screening su scala nazionale, conformi agli eventuali orientamenti europei, per migliorare la qualità dei servizi diagnostici e terapeutici, contribuendo a un più efficace controllo della malattia. Questi programmi, infatti, se correttamente impostati e gestiti, permettono di ridurre l’incidenza del cancro e la mortalità, «indipendentemente dai vincoli di bilancio che pesano sullo Stato». E’ anche necessario sostenere lo sviluppo di programmi europei di accreditamento/certificazione per lo screening, la diagnosi e la cura del cancro, basati su orientamenti europei di quality assurance.  

I deputati chiedono inoltre di promuovere campagne d’informazione sullo screening dei tumori rivolte al grande pubblico e a tutti i prestatori di servizi di assistenza sanitaria e di incoraggiare il ricorso a misure preventive efficaci in rapporto ai costi, come idonei test HPV e PSA per la diagnosi precoce del cancro della cervice uterina e della prostata. Sollecitano poi iniziative volte a prevenire il cancro attraverso la riduzione dell’esposizione professionale e ambientale agli agenti cancerogeni e la promozione di stili di vita sani, in particolare per quanto riguarda i principali fattori di rischio (come l’alcol, il tabacco, l’obesità, un’alimentazione poco sana e la scarsa attività fisica), attribuendo «un’attenzione particolare» ai bambini e agli adolescenti. 

Cancro ai polmoni: ambienti senza fumo e disassuefazione 

Il 25% di tutti i decessi per cancro nell’Unione europea è riconducibile al fumo. Quest’ultimo, inoltre, è responsabile dell’80-90% dei decessi per cancro ai polmoni nel mondo. Il Parlamento, pertanto, esorta Italia e Repubblica Ceca a ratificare la Convenzione quadro sul controllo del tabagismo, entrata in vigore nel febbraio 2005. Chiede poi di sostenere e dare attuazione a politiche organiche di controllo del tabacco che includano la creazione di ambienti liberi da fumo e interventi per la disassuefazione dal fumo, «in quanto metodi efficaci per ridurre l’incidenza del fumo e prevenire un elevato numero di decessi per cancro». 

Bandire le sostanze cancerogene dai luoghi di lavoro 

Secondo fonti sindacali, almeno l’8% dei decessi per cancro registrati ogni anno sono provocati dall’esposizione ad agenti cancerogeni sul luogo di lavoro. Per il Parlamento tale esposizione potrebbe essere prevenuta «sostituendo i cancerogeni con sostanze meno dannose», ma osserva che l’obbligo in tale senso imposto ai datori di lavoro non è sempre rispettato. Invita quindi la Commissione ad intentare rapidamente ricorso contro tutti gli Stati membri che non hanno recepito pienamente la pertinente Direttiva sulla protezione dei lavoratori (2004/37/CE). 

Agevolare la disponibilità uniforme di farmaci 

Il Parlamento sottolinea le differenze «inconcepibili e inaccettabili» esistenti in Europa in termini di qualità delle strutture per il trattamento dei tumori, di programmi di screening, di orientamenti in materia di migliori prassi, di apparecchiature per la radioterapia e di accesso ai farmaci antitumorali, che incidono sui tassi di sopravvivenza nei vari Stati membri. Altrettanto «inaccettabili», notano i deputati, sono le differenze qualitative per quanto riguarda la prevenzione/diagnosi precoce dei tumori e il loro follow-up, in particolare per le procedure diagnostiche applicate e la loro integrazione nei servizi sanitari nazionali degli Stati membri. 

Sollecitano quindi una norma UE per la valutazione di approcci diagnostici e terapeutici innovativi e l’identificazione delle migliori prassi mediche e cliniche, e chiedono di garantire in tutti gli Stati membri «la disponibilità uniforme dei farmaci anti-cancro per tutti i malati che ne hanno necessità». Occorre inoltre accelerare le procedure semplificate di immissione in commercio a livello UE per rendere più rapidamente disponibili ai malati di cancro farmaci innovativi salvavita e ricorrere a un sistema di prezzi provvisori e di rimborsi soggetti a condizioni in attesa di determinare la validità del farmaco.  

Il Parlamento invita poi la Commissione a presentare entro giugno 2008 una proposta intesa a garantire un’informazione «di qualità, obiettiva, affidabile e non promozionale» sui farmaci, proveniente da una pluralità di fonti. Mediante reti di professionisti sanitari, dovrebbe inoltre migliorare le informazioni disponibili per i pazienti sulle varie opzioni di cura e sui modi per ricorrervi per far sì che abbiano accesso «al migliore trattamento disponibile».  

A livello nazionale è anche necessario prevedere équipes oncologiche multidisciplinari incaricate di garantire un trattamento individuale ottimale per tutti i pazienti. Occorre inoltre migliorare la formazione degli oncologi e dei professionisti della sanità, riconoscere la specializzazione in oncologia medica e garantire "l’apprendimento permanente" degli oncologi conformemente ad orientamenti concordati. 

I deputati esortano inoltre gli Stati membri a rendere obbligatoria la registrazione dei tumori con una terminologia europea standardizzata, in modo da rendere possibile la valutazione dei programmi di prevenzione, screening, trattamento e i tassi di sopravvivenza e la comparabilità dei dati fra gli Stati membri. Occorre poi sostenere reti di registri nazionali per il cancro per eseguire uno studio a livello europeo sulle ineguaglianze nell’incidenza del cancro e sul tasso di sopravvivenza. 

Vietare le importazioni di prodotti chimici cancerogeni e attuare REACH 

Il Parlamento invita chiede di vietare l’importazione di articoli contenenti prodotti chimici cancerogeni e di adottare entro il 1° giugno 2008 l’elenco preliminare delle sostanze ad altissimo rischio nel quadro della "REACH", che comprendono le sostanze cancerogene. Ciò consentirà ai consumatori di richiedere informazioni sulla presenza di agenti cancerogeni negli articoli di consumo e di evitare pertanto l’acquisto di tali articoli. Ritiene infine necessario intervenire a livello europeo «per rafforzare i controlli volti a rilevare negli alimenti l’eventuale presenza di prodotti chimici, inclusi i pesticidi». 

Promuovere la ricerca e il suo finanziamento 

Il Parlamento sollecita una normativa UE che preveda incentivi, all’industria e ai ricercatori, per garantire una ricerca costante e nuove generazioni di farmaci e trattamenti di provata efficacia per combattere e controllare il cancro. E’ anche necessario rendere disponibili fondi comunitari (strutturali e di ricerca) per creare «una rete di referenze finanziaria» per i cancri rari e i cancri difficili da trattare, mettere insieme risorse e specializzazioni e migliorare la diagnosi e il trattamento. Più in particolare, il Settimo programma quadro dovrebbe incoraggiare la ricerca e l’innovazione nell’area della prevenzione primaria, dello screening e della diagnosi precoce, e di nuovi medicinali e trattamenti contro il cancro. Dovrebbe inoltre incentivare la ricerca sulle varie forme di cancro che colpiscono i bambini.  

I deputati chiedono poi una revisione della direttiva sulla sperimentazione clinica per promuovere l’intensificazione della ricerca sul cancro nelle università e migliorare la disponibilità delle informazioni sulle sperimentazioni cliniche in corso o già concluse per i pazienti e il grande pubblico.  

 

Background – I tumori in Europa e in Italia 

In Italia i dati ISTAT sulle principali cause di mortalità indicano che, su un campione di 10.000 abitanti, il 23% è deceduto a causa di un tumore e che la percentuale tra gli uomini è maggiore rispetto alle donne (32,1% contro il 16,8%). Nelle persone di sesso maschile il tumore il più diffuso è quello al polmone, mentre tra le donne è quello al seno. Circa 35.000 persone l’anno (circa 27.000 uomini e 6.000 donne) sono morte a causa di un tumore al polmone. Secondo l’ultimo rapporto ISTAT la mortalità per tumore diminuisce del 2% circa l’anno, ma nel caso del cancro polmonare tale diminuzione riguarda solo gli uomini, mentre nelle donne i decessi sono aumentati dell’1,5%. Il tumore al seno colpisce, invece, 1 donna su 10 e rappresenta il 25% di tutti i tumori che colpiscono le donne. E’ anche la prima causa di decessi per causa oncologica con un tasso di mortalità pari al 17%. In Italia ne sono stati diagnosticati circa 37.000 casi, 152 ogni 100.000 donne. 

Nel 2006 in Europa sono stati registrati 2.288.100 nuovi casi di tumore. Dopo le malattie all’apparato circolatorio, il cancro – con il 25,3% di decessi nell’UE-25 (il 41% tra individui tra i 45 e 64 anni) – è la principale causa di mortalità. Nell’Europa a 27, inoltre, secondo i dati Eurostat, 1.249.584 persone sono morte a causa di un tumore. La forma più frequente è il tumore al seno con 319.900 casi (14% del totale), seguito dal tumore al colon-retto (297.200 casi, 13%) e dal tumore polmonare (256.600 casi, 11%).  

Ma il tasso di mortalità più alto si riscontra per il cancro al polmone che, nell’insieme dei paesi, rappresenta circa il 20% di tutti i tumori maligni. Circa il 90% di tumori polmonari sono legati al fumo. Secondo i dati Eurostat, su un campione di 100.000 uomini nella classe d’età 45-64 anni, i paesi europei con tassi di mortalità maggiori per tumori all’apparato respiratorio sono: Ungheria (236 decessi), Repubblica Ceca (187) e Slovacchia (174), mentre i livelli più bassi si registrano in Svezia (39) e Finlandia (51). In Italia sono stati registrati 98 decessi. 

Per quanto riguarda il cancro al seno, il dato sulla mortalità nell’UE-27 è pari a 26,8 su 100.000 donne di tutte le età, ma colpisce soprattutto le donne tra i 45 e 64 anni (48,2 decessi su 100.000 donne) ed è responsabile per più del 7% dei decessi in Europa. I tassi di mortalità più alti nell’UE sono stati registrati in Danimarca (66 decessi su 100.000 donne in età 45-64), nella regione fiamminga del Belgio (64) e nei Paesi Bassi (60), mentre i più bassi in Grecia (38), Spagna (38) e Finlandia (40). In Italia ci sono stati 48 decessi su 100.000 donne. 

Link utili 

Risoluzione del Parlamento europeo sul cancro al seno nell’Unione europea (25/10/2006)