Valutazioni a Poche Ore Dal Caos

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L’invasione è ormai inarrestabile, i faccioni dei politici dilagano ovunque.

Cartelle, cartelloni e carte di caramelle, telegiornali, telecronache e telerisse, "in fila per tre col resto di due" dalla fine della Seconda guerra Mondiale. Nessun generalissimo ne voglia all’autore se la parola guerra è rimasta, e resterà, minuscola. La campagna elettorale sta per chiudersi, eppure nessuno sembra essersene accorto. I leaders vanno avanti a proporre soluzioni speculari, scopiazzate per mancanza di idee e carenze grammaticali, e perché sono i problemi del momento quelli che fanno più presa sull’opinione pubblica. Ma questa potrà mutare davvero in due mesi di lavaggio del cervello? No, ognuno resterà sulle sue posizioni, senza impegnarsi più di tanto a capire chi e cosa potrà offrire una svolta credibile sincera. Dunque, dimostrano a Roma, meglio accapigliarsi, fare baruffe insensate e gridare al voto truccato ancora prima dello spoglio. Da suocera a suocera, le maldicenze saettano terribili nell’aria, in Rete e sulla carta stampata. Secondo Berlusconi la stampa di Sinistra frequenta i circoli chic, dunque condiziona il bel mondo e non solo; quando Sua Emittenza va nelle capitali straniere viene salutato e osannato. Delirio mistico o semplice applausometro?

Casini mette in guardia (chi?) dalle sirene ingannatrici: se con Bertinotti era notte fonda, Bossi spegnerà definitivamente la luce. Chiaroveggente?

El Paìs mette in risalto la campagna elettorale machista del probabile governo futuro: mai vista una tale assenza di problemi che riguardano le donne. Ma quante di esse hanno potere decisionale nel parlamento spagnolo? Umoristi.

Roberto Cuillo, viceresponsabile dell’Informazione del Pd, assicura che Veltroni ha stravinto il duello mediatico col Cavaliere, nell’arena di Porta a Porta, nonostante i trucchi e l’ostracismo di Mediaset. Il potere logora chi non ce l’ha?

Sono valutazioni aperte all’ironia e antifaziose, un’istantanea della situazione di chi, ahinoi, dovrà governarci per una legislatura. Sempre che non spunti, all’improvviso, una nuova mastellopoli.