La Sanità In Tribunale

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Appropriazione indebita e corruzione, questi i capi d’accusa che hanno portato alla condanna di Girolamo Sirchia, l’ex ministro della Salute.

Tre anni di carcere e cinque di interdizione dai pubblici uffici, che i giudici della IV sezione penale di Milano hanno inflitto all’imputato, libero di fatto per gli effetti dell’indulto. Le presunte tangenti risalirebbero al periodo in cui Sirchia era primario al Policlinico del capoluogo lombardo, e sarebbero state pagate per favorire l’acquisto di apparecchiature sanitarie da parte di alcuni nosocomi milanesi. Seicentoquaranta milioni di lire versati in diverse soluzioni fra il ’96 e il 2001, e un assegno da diecimila dollari del Febbraio 2000, emesso da un’azienda produttrice e venditrice di sacche di sangue – accreditato su un conto svizzero dello stesso Sirchia. Merce di scambio privilegiata, come sempre, gli appalti d’asta. Per quanto riguarda il fronte tangenti, figurano anche assegni in dollari della Health Care di Chicago, e tre da 11.000 marchi ciascuno della Immucor tedesca. L’appropriazione indebita è riguarderebbe 300.000 euro prelevati dalla Fondazione Sangue dell’imputato, in qualità di tesoriere di quest’ultima. “Sentenza fuori dalla realtà” ha commentato Sirchia, “nonostante le numerose prove portate dalla difesa, non sono stato creduto”. Ma tant’è, restano pochi dubbi a molti, quando i giudici inaspriscono (di tre mesi) la pena richiesta della procura.