Lotta alla droga: informazione, prevenzione e riconversione

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Nel rilevare il ruolo della società civile e delle comunità religiose nella lotta alla droga, il Parlamento sollecita campagne d’informazione sui rischi per la salute avvalendosi di uno stretto partenariato con i media, soprattutto Internet. Chiedendo un mandato chiaro per il Forum della società civile e più fondi pubblici per le associazioni, auspica politiche che rispettino i diritti fondamentali. Occorre anche vagliare le potenzialità della riconversione delle colture per usi terapeutici.

In risposta al Libro Verde della Commissione, il Parlamento ha adottato con 600 voti favorevoli, 35 contrari e 32 astensioni la relazione di Giusto CATANIA (GUE/NGL, IT) che riconosce il ruolo fondamentale svolto dalla società civile a sostegno dello sviluppo, della definizione, dell’attuazione, della valutazione e del monitoraggio delle politiche in materia di droga. Riconosce peraltro che le chiese e le comunità religiose hanno svolto un ruolo molto attivo nella lotta contro la droga e, pertanto, «la loro esperienza dovrebbe essere tenuta presente nella formulazione, nell’attuazione e nella valutazione delle politiche in materia di droga».
 
I deputati invitano inoltre i governi di tutti gli Stati membri, le associazioni non governative, la società civile e le associazioni di genitori e di professionisti a condurre campagne d’informazione esaustive, soprattutto nelle scuole, sui rischi e i danni alla salute fisica e mentale causati dall’uso di droga. Tali campagne dovrebbero anche vertere sulla salute delle madri e la trasmissione maternofetale delle sostanze stupefacenti, sul trattamento disponibile per i minori e i delinquenti tossicodipendenti e sul sostegno ai genitori con figli tossicodipendenti. In tale contesto, insistono «sul fondamentale partenariato con i media» nella diffusione di informazioni scientifiche circa i rischi che l’uso di droghe implica sulla salute mentale e fisica.
 
Il Parlamento sottolinea poi l’importante ruolo che deve essere svolto da Internet nel garantire «un modo trasparente e coerente» di scambio di informazioni sull’attuazione e sullo sviluppo della strategia 2005-2012 dell’UE in materia di droga. Così come nel facilitare il coinvolgimento della società civile e garantire la sua partecipazione all’attuazione del piano d’azione e nel migliorare l’accesso ai programmi di prevenzione e la loro efficacia rafforzando, al tempo stesso, la sensibilizzazione. Esorta quindi i media elettronici «a divenire partner privilegiati della lotta antidroga», grazie alla loro influenza presso le giovani generazioni.
 
Un mandato chiaro per il Forum della società civile sulla droga
 
Il Parlamento sottolinea l’importanza della costituzione del Forum della società civile sulla droga come primo passo verso il coinvolgimento più concreto e costruttivo delle associazioni UE nelle dinamiche comunitarie sulla politica di prevenzione e lotta contro la droga. Nel ritenere che il Forum dovrebbe rappresentare «un ampio spettro e un equilibrio delle opinioni», ricorda che il suo obiettivo dev’essere il dialogo e il confronto diretto con le associazioni in prima linea nella lotta alla droga – che si tratti di prevenzione o di riabilitazione – e di avere uno strumento pratico per sostenere le politiche in materia di droga.
 
Per i deputati, il Forum dovrebbe disporre di un mandato chiaro, di agende ben definite, procedure trasparenti e programmi di lavoro realizzabili «che abbiano un’incidenza reale sul processo decisionale». A tal fine, è necessario coinvolgere maggiormente il Forum nelle varie attività realizzate a livello comunitario, come ad esempio attraverso la partecipazione alla valutazione del piano d’azione dell’UE in materia di droga (2005-2012). Occorre anche un’intensa sinergia tra i lavori del Forum e quelli dell’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (OEDT).
 
Il Parlamento chiede un impegno finanziario da parte dell’UE nel sostegno alle attività della società civile europea per i progetti in corso e per le future iniziative nel settore. Invita inoltre gli Stati membri ad estendere, ove possibile, le disposizioni concernenti i finanziamenti statali ai servizi prestati da organizzazioni professionali civili. Ritiene infatti importante che la società destini risorse economiche al sostegno delle organizzazioni di volontariato e delle associazioni di genitori impegnate nella lotta contro l’abuso di droghe, in particolare presso i giovani.
 
Garantire una politica antidroga che rispetti i diritti fondamentali
 
La Commissione e gli Stati membri sono invitati a promuovere la parità di accesso ai programmi, la copertura delle popolazioni nascoste e dei gruppi emarginati e le attività dirette allo sviluppo delle capacità. Dovrebbero inoltre promuovere le iniziative della società civile volte a rafforzare, nei luoghi di lavoro e presso i giovani, la prevenzione e l’informazione sui rischi legati all’uso di stupefacenti e di sostanze psicotrope. Allo stesso tempo, occorre sottoporre a trattamento le persone tossicodipendenti incarcerate e istituire programmi dettagliati di prevenzione per lottare contro l’uso di droghe nei quartieri a rischio delle città. E’ anche necessario attuare progetti speciali di reinserimento per i bambini della strada e per le famiglie socialmente svantaggiate.
 
Il Parlamento, d’altra parte, invita l’Agenzia europea per i diritti fondamentali a realizzare uno studio degli effetti delle politiche antidroga, a valutarne l’efficacia e a stabilire se, e in che misura, tali politiche «abbiano oltrepassato il limite e costituiscano una violazione dei diritti individuali». A tale proposito, sottolinea la necessità di basare le politiche in materia di droga «su prove scientifiche solide». Invita inoltre gli Stati membri a potenziare le attività comuni e i servizi esecutivi comuni tra i servizi di polizia e le organizzazioni della società civile, in particolare a livello di comunità locali.
 
Riconversione delle colture per fini terapeutici o distruzione
 
Nel sostenere una strategia UE per le regioni del mondo interessate dalla produzione di materie prime da cui derivano le sostanze stupefacenti, il Parlamento sottolinea l’esperienza delle organizzazioni europee che si occupano di promuovere la riconversione delle colture locali per fini terapeutici e medici. Ma ribadisce che tali colture «vanno tenute costantemente sotto strettissimo controllo». Commissione e Stati membri sono inoltre invitati a esplorare formule di collaborazione con le organizzazioni della società civile europea impegnate nella promozione di sostanze derivate dalla foglia di coca destinate esclusivamente a usi legali. Sarebbe così possibile «contribuire efficacemente, sottraendo materia prima, alla lotta internazionale contro il narcotraffico, garantendo allo stesso tempo l’uso sicuro di tali sostanze».
 
Nel chiedere di dare seguito alla raccomandazione del Parlamento sulla produzione di oppio a fini terapeutici in Afghanistan, i deputati sottolineano poi l’importanza di promuovere progetti pilota – quali ad esempio “Il papavero per la medicina” – volti alla conversione di alcune coltivazioni illegali di papavero esistenti in produzioni industriali di antidolorifici. Come anche a quei progetti intesi ad indagare su quali benefici possa apportare la concessione di licenze per l’utilizzo a fini medici della coltura del papavero, sul modo in cui ciò possa avvenire e su quali controlli devono essere svolti sotto la responsabilità dell’ONU.
 
Il Parlamento, d’altra parte, esorta la Commissione a esaminare, di concerto con la società civile, le possibilità di lotta contro le coltivazioni illegali di papavero mediante irrorazione di sostanze che non siano nocive per gli esseri umani, gli animali o l’ambiente.