INCHIESTA-La Scuola oggi: analisi d’una situazione di fatto.

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 Grazie al nostro professore Cristian Ribichesu, abbiamo fatto una ricerca sui problemi della scuola evidenziando le lacune e i problemi e cercando di dare alcune risposte.La Scuola è l’organizzazione specializzata nell’educazione ufficiale rivolta alle nuove generazioni.

Questa educazione mira all’acquisizione di conoscenze teoriche e pratiche e al conseguimento di criteri di orientamento della condotta individuale, in una serie di discipline e ambiti di vita, attraverso una trasmissione graduale del sapere, dagli ordini inferiori a quelli superiori in cui è ripartito il sistema dell’istruzione. La società riconosce l’importanza della Scuola per il suo valore educativo, ma l’importanza scolastica non si limita solo alla formazione dell’individuo,  influisce direttamente, anche,  sul miglioramento economico della società dove è inscindibile, o almeno dovrebbe esserlo, il collegamento economia – scuola – lavoro.

Possibile causa della sottoccupazione, nonostante alti livelli di scolarità, è la stessa  massificazione e democratizzazione dell’istruzione, non negativa per il coinvolgimento maggiore di persone, ma per un abbassamento dei livelli culturali. Caratteristica fondamentale della Scuola è o dovrebbe essere quella di creare delle possibilità di ascesa sociale, rendendo tutti uguali, con la valorizzazione dell’individuo per quelle che sono le sue potenzialità e il suo impegno, e non in base alla provenienza sociale. Però, sia per l’esigenza del mondo lavorativo, che richiede il conseguimento di un numero maggiore di titoli di studio, anche oltre la laurea, sia per il citato abbassamento dei livelli culturali, si è osservato che le istituzioni scolastiche non diminuiscono il divario fra chi proviene da classi avvantaggiate e chi no. Non solo i primi hanno la possibilità di accedere a titoli e istituti “migliori” e/o superiori, come ulteriori qualifiche post-universitarie o master, ma anche nella frequenza delle stesse scuole questi hanno, di base, dei vantaggi di competizione e di successo scolastico maggiori dei secondi, nonché una maggiore possibilità di inserimento nel mondo del lavoro.

Purtroppo, la Scuola oggi è completamente degradata, risultando agli ultimi posti in Europa, producendo una miriade di promossi che non hanno i requisiti e che, una volta posti nel mondo del lavoro, data la precarietà di questo, non hanno le conoscenze, competenze e abilità per realizzarsi e trovare un’occupazione.

Malgrado ciò la Scuola è lo strumento principale per aspettative di vita migliori e per superare la disuguaglianza indicata bisognerebbe tendere a un continuo perfezionamento dell’istruzione.

Per questo cresce l’importanza del lavoro dei docenti, considerando, anche,  la disoccupazione e la globalizzazione, che concorrono a una maggiore responsabilità legata alla funzione civile-educativa degli insegnanti nei confronti dei giovani e della società.

Non è irrilevante che il miglioramento economico del Paese, ma anche delle autonomie locali, possa avvenire per mezzo del miglioramento del sistema scolastico, oltre al maggior investimento nella ricerca, attraverso un incremento dei livelli culturali e una maggiore interazione con il mondo lavorativo.

Ovviamente non può essere solo una riforma della Scuola a garantirne il miglioramento, ma devono essere gli stessi docenti ad impegnarsi personalmente per impartire più cultura e più strumenti per un’analisi critica della realtà, per cui diventa inevitabile una maggiore preparazione degli stessi, sia nell’ambito specifico delle loro materie d’insegnamento che in quello tendente ad una preparazione sociologica, psicologica, pedagogica e programmatorio-didattica necessaria per degli operatori professionali che educano altre persone.

Per ciò, una possibile riforma del sistema scolastico italiano dovrebbe favorire il miglioramento della professionalità dei docenti, non solo attraverso ottimizzazioni del percorso formativo, ma anche con un riconoscimento maggiore di questo mestiere, sia socialmente che con un aumento delle condizioni economico-retributive. Infatti è logico che a una maggiore preparazione professionale si dovrebbe accompagnare un aumento dello stipendio, sia per un dovuto adeguamento alla “scala mobile” e sia perché, nella società, si riconosce maggiore rilevanza sociale ai lavoratori statali in base alla loro retribuzione. Un aumento salariale, congruo, va di pari passo con un implicito riconoscimento dell’importanza della professione docente da parte dello Stato e una maggiore considerazione pubblica concorre al rinforzo della stima del proprio lavoro da parte degli insegnanti, favorendo il miglioramento dell’attività svolta.

Un passo verso il progresso scolastico è stato l’istituzione di scuole di specializzazione, ma nonostante tutto, la Scuola italiana soffre un gap che sembra incolmabile rispetto agli altri sistemi dell’istruzione europea.

A settembre 2007 i ministri della Pubblica Istruzione e dell’Economia hanno presentato il Quaderno Bianco. Nello stesso Quaderno bianco, vero e proprio documento d’analisi, viene ribadita l’importanza della Scuola e dei docenti per il miglioramento nazionale, in ambito sociale ed economico.

Dal ‘96 al 2006 gli studenti sono aumentati di circa il 20%, ma contemporaneamente vi è una dispersione scolastica corrispondente all’aumento, se non superiore. Attraverso questo documento emerge che gli studenti italiani passano più tempo a scuola rispetto agli altri alunni europei, ma ottengono risultati peggiori in merito alla matematica, alle scienze e alla padronanza linguistica.

Quindi non è la quantità di tempo trascorso a Scuola a migliorare i livelli culturali, quanto la qualità dell’insegnamento, e durante le ore scolastiche antimeridiane.

In base a quanto riportato sul Quaderno bianco,  non influirebbe sulla qualità neppure il numero degli studenti per classe, anzi questo documento elabora uno studio che prevede l’aumento degli alunni in aula nei prossimi anni (un disastro).

Inoltre, poi, rispetto ai risultati dell’indagine Pirls-ICONA* Iea* 2006, risulta che le competenze in lettura dei bambini italiani di quarta elementare sono superiori a quelle degli altri corrispondenti alunni europei e mondiali, ma confrontando i dati del Quaderno bianco e le indicazioni OCSE-PISA risulta che i nostri studenti peggiorano progressivamente fino ai quindici anni, per poi arrivare al conseguimento del diploma con bassi livelli culturali, sia in competenze che in conoscenze.

Evidentemente vi sono vari segnali contrastanti.
Certamente l’aumento degli alunni che frequentano la scuola deve prendere in considerazione il numero corrispondente ai figli degli extracomunitari o dei rom, che spesso abbandonano i banchi di scuola dopo la licenza media, se non anche dopo il raggiungimento dell’età dell’obbligo. In realtà la  popolazione italiana sotto i quindici anni sta diminuendo e il divario non si colma neanche con i figli degli immigrati.

continua nelle sezioni:

 * I problemi sono quindi altri.

 Il rapporto sapere e saper fare e le istituzioni dei laboratori

* CONOSCENZE

 * GLI OBIETTIVI GENERALI DEL PROCESSO FORMATIVO

 * Ulteriori analisi di errate valutazioni.

 * Il problema educativo e la situazione di fatto di molti istituti tecnico-professionali.