Invece No

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Ai capitolini il piacione non piace più.

La Sinistra (o quel che ne rimane) fallisce anche l’obiettivo-Roma, e per molti la colpa è ancora di Veltroni. Nella debacle dell’ex coalizione di governo, nel rimpasto raffazzonato della vecchia repubblica, non trovano di meglio che additarsi a vicenda, rimpallandosi le responsabilità della sconfitta. Rutelli ha giocato male le proprie carte nello show televisivo di Rai Tre, dove Alemanno ha compiuto il sorpasso che il suo schieramento non era stato in grado di attuare nel weekend del tredici Aprile. È una tendenza del paese, tanto individuale quanto generalizzata, e non ci si può più nascondere dietro a un dito, dietro agli errori in campagna elettorale, a quelli d’immagine. Le proposte sono la chiave di (s)volta di questa tornata, che guadagna con la capitale il “traino” per Palazzo Valentini, e cede il passo  sotto il profilo del dialogo. I fatti parlano chiaro: mentre il nuovo sindaco era in piazza e per le strade a parlare con la gente, Rutelli stava nella nicchia del comitato a discutere di poltrone, ruoli chiave, assessori e direttive. L’aver calcato la mano su disegni distanti dalle esigenze comuni, su progetti improbabili e concetti fumosi, su scelte cervellotiche (una per tutte il bracciale antistupro) e l’ormai trito manifesto dell’antifascismo, non ha giovato alla causa. Una politica lontana da quella che gli permise di strappare il capoluogo laziale a Gianfranco Fini e a Pierluigi Borghini, uno di seguito all’altro, nel ’93 e quattro anni dopo. È vero che l’ex primo cittadino aveva avuto, al tempo, l’appoggio multimiliardario conseguito dal Giubileo, dalla privatizzazione della Acea, dalla vendita della Centrale del Latte, e dalla visibilità internazionale, ma tutto ciò avrebbe dovuto incidere positivamente sull’immagine di buon timoniere, anziché detronizzarla. Invece no. Fallisce il terzo assalto alla seggiola-premio, e tutti i nodi vengono al pettine, pressappoco come quando i governi propongono le temute finanziarie. Per loro, sono manovre salvifiche e necessarie, per il popolo sono legnate: avete fatto i cattivi, ora pagate. State puniti. E di tanto in tanto, il popolo stesso, restituisce.