Il Progetto Madè

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Venerdì 18 aprile si è tenuta ad Assisi, nella sala stampa della Basilica, la conferenza stampa per la presentazione de “La via Crucis” del maestro Madè, un progetto che si protrarrà per circa un anno.

Una bella iniziativa – ha commentato padre Vincenzo Coli custode del Sacro Convento – che ha dato inizio ad una proficua collaborazione tra l’artista siciliano e la Basilica di Assisi. La via crucis sarà composta da 17 pannelli che verranno collocati nel cosiddetto Chiostro dei Morti, situato nella parte interna del complesso architettonico della Basilica. Davvero un grande onore – dice il maestro Madè – avere la possibilità di esporre le mie opere accanto ad artisti di fama mondiale come Giotto e Cimabue che hanno fatto tanta parte della storia artistica italiana. E in effetti la via crucis, guiderà turisti e pellegrini attraverso il percorso che dalla Basilica inferiore porta a quella superiore, costituendo così un trade d’union all’interno di un percorso artistico pieno di capolavori. Si spera dunque di vedere presto al loro posto i  pannelli commissionati che verranno realizzati in maiolica su pietra lavica con una tecnica particolarissima che si avvarrà dell’arte e della tecnica degli artigiani del comune siciliano di Santo Stefano di Camastra. Tra i relatori anche il critico Adorno che ha tracciato un breve excursus artistico sul maestro Madè tessendone le lodi per un’impresa tanto ardua e impegnativa. All’iniziativa hanno partecipato pure il sindaco di Palermo Diego Cammarata, il sindaco di Santo Stefano di Camastra Giuseppe Mastrandrea, il comandante del Corpo di Polizia Municipale di Palermo Nunzio Purpura, il cantautore missionario Rino Martinez e la Corale Polifonica “San Sebastiano” del Corpo di Polizia Municipale di Palermo che, alla fine della conferenza, si è esibita in concerto con un repertorio classico e religioso spaziando da Bach e Beethoven fino a Verdi e Perosi. Particolarmente emozionante e significativo è stato il Cantico delle creature di Frisina ispirato appunto al cantico di san Francesco e realizzato a quattro voci che sembrava completare artisticamente il ciclo di affreschi di Giotto sulla vita del Santo presenti in Basilica. Il coro è stato diretto da Serafina Sandovalli, mentre all’organo si è esibito il maestro Antonio Stira.