“Profonda preoccupazione” di Benedetto XVI per la situazione in Libano

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Propone dialogo, comprensione e ricerca del compromesso

CITTA’ DEL VATICANO, domenica, 11 maggio 2008

Rivolgendosi ai 40.000 pellegrini riuniti in piazza San Pietro questa domenica, Benedetto XVI ha espresso la sua apprensione per la drammatica situazione che sta vivendo il Libano, che rischia di ricadere nella guerra civile.
Di fronte ai tentativi del Primo Ministro filo-occidentale Fouad Siniora di limitare il potere del partito sciita Hezbollah, quest’ultimo ha compiuto una prova di forza contro il Governo occupando Beirut ovest.
In questo contesto, si sono verificati gravi scontri che hanno provocato morti e feriti. La situazione appare ora meno critica dal momento che Hezbollah ha abbandonato Beirut ovest riconsegnandola all’esercito, ma la storia del Libano, travagliato negli ultimi decenni da una sanguinosa guerra civile caratterizzata da pause e recrudescenze, fa temere per il futuro.
Il Governo, del resto, non ha il controllo reale del Paese, da sette mesi senza Presidente della Repubblica.
Dopo la recita della preghiera mariana del Regina Caeli, il Pontefice ha affermato di seguire "con profonda preoccupazione" le vicende che sta attraversando lo Stato mediorientale, "dove, allo stallo dell’iniziativa politica, hanno fatto seguito, dapprima, la violenza verbale e poi gli scontri armati, con numerosi morti e feriti".
"Anche se, nelle ultime ore, la tensione si è allentata – ha osservato -, ritengo oggi doveroso esortare i libanesi ad abbandonare ogni logica di contrapposizione aggressiva, che porterebbe il loro caro Paese verso l’irreparabile".
Per ricomporre la crisi, secondo Benedetto XVI sono necessari "il dialogo, la mutua comprensione e la ricerca del ragionevole compromesso", che rappresentano "l’unica via che può restituire al Libano le sue istituzioni e alla popolazione la sicurezza necessaria per una vita quotidiana dignitosa e ricca di speranza nel domani".
"Che il Libano, per l’intercessione di Nostra Signora del Libano, sappia rispondere con coraggio alla sua vocazione di essere, per il Medio Oriente e per il mondo intero, segno della reale possibilità di pacifica e costruttiva convivenza tra gli uomini", ha auspicato.
Come ricorda l’Esortazione post-sinodale Una speranza nuova per il Libano, ha sottolineato, le diverse comunità che compongono il Paese sono "una ricchezza, un’originalità ed una difficoltà. Ma far vivere il Libano è un compito comune di tutti i suoi abitanti" (cfr. n. 1).
"Con Maria, Vergine in preghiera a Pentecoste, chiediamo all’Onnipotente un’abbondante effusione dello Spirito Santo, lo Spirito dell’unità e della concordia, che a tutti ispiri pensieri di pace e di riconciliazione".