ALLARME EMERGENZA EDUCATIVA

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Quando si proclama una catastrofe, un’emergenza senza confini, subito ci si mobilita in molte forme, a seconda della propria indole e della propria appartenenza, creando una grande catena di solidarietà….. Quando si proclama una catastrofe, un’emergenza senza confini, subito ci si mobilita in molte forme, a seconda della propria indole e della propria appartenenza, creando una grande catena di solidarietà che da respiro e speranza a chi è stato colpito e dona senso alla vita e ci riconcilia con il mondo anche se lo abbiamo appena mandato a …Lo abbiamo sperimentato a livello nazionale in occasione di terremoti e diluvi, lo abbiamo visto e forse contribuito a livello internazionale per cataclismi, terremoti, uragani e super ondate assassine.Ora l’annuncio è fatto ed è autorevole:”siamo in mezzo aduna grande emergenza educativa”. Lo ha detto Benedetto XVI al Popolo dell’Azione Cattolica, frase che lui aveva già pronunciato qualche anno prima. In realtà l’annuncio e purtroppo anche il contenuto, non è nuovo, ben altri, di molte appartenenze diverse hanno usato le stesse parole per esprimere lo stesso concetto,ma si sa, Ubi major minor cessat (traduzione se lo dico io conta poco,se lo dice il Papa è la notizia del giorno). Subito dopo queste parole la cronaca non si è risparmiata nel voler dare ragione nella concretezza della realtà alle papali e l’effetto eco dovuto non solo alla sonorizzazione della piazza romana si trasforma in un vero e proprio grido d’allarme: se i fatti di Verona e il numero dei calci usati per uccidere il malcapitato di turno sono archeologia, diventano presente Roma tra velocità e razzismo. Ma le notizie dove i giovani sono protagonisti negativi sono un triste rosario sul quotidiano di turno: Giovani, aumenta il consumo di ecstasy e di cocaina; Due ragazzi di 16 e 18 anni hanno assassinato un altro giovane a colpi di pistola e mazza da baseball per vedere l’effetto; In manette due giovani spacciatori Vendevano la cocaina all’interno della loro abitazione; Super chirurgo dichiara Con la minore solo atto erotico-virtuale o cibernetico»; 21 anni Ha accoltellato la rivale in amore. C’è stato un pestaggio di una 15enne, in provincia di Modena, esattamente a Mirandola, tutto per un ragazzo; un gruppo di ragazzini stia in classe in semicerchio, dando le spalle all’insegnante, mentre quest’ultima svolge la sua lezione…. I grani continuano perché i fatti sembrano senza fine. Ci sono i fatti, le persone che non vanno sui giornali, quelli che conosciamo il volto, il nome, sono i nostri ragazzi, non sempre quelli con l’etichetta di “disgraziati”, ma anche quelli dall’etichetta di “buona famiglia”, quelli a cui non manca niente, in entrambi i casi super protetti da una omertà prima familiare, protettiva al limite della cecità, sia sociale frutto di una indifferenza degradante

É cambiato il mondo: quello degli adolescenti ma prima ancora quello degli adulti, se il professionista cinquantenne non si accontenta più di una o più amanti ma cerca la tredicenne, e se un grande calciatore si giustifica davanti a un giudice dicendo di non essersi accorto di avere imbarcato tre transessuali, come se il passare una sera con tre prostitute donne, mentre la propria fidanzata è incinta, fosse invece una cosa normale. È la normalità, oggi, a generare i mostri.

 Sulle cause c’è un vocabolario intero pieno di paroloniEdonismo: primo tra i colpevoli di stili di vita sempre più al limite, per la ricerca di un piacere che non si può fermare e che subito dopo diventa vecchio.Relativismo: grande motore del pensiero debole dominante, un’ideologia in forza della quale si afferma che non esiste nulla che abbia carattere di assolutezza e di immutabilità, ma che tutto sia «relativo» al tempo, ai luoghi, alle persone nelle concrete situazioni in cui si trovano; una prassi, cioè un comportamento pratico che non tiene in nessun conto principi e norme morali fondati sulla natura umana e quindi sulla legge naturale. In questo modo giustifico tutto quello che fai senza dover rispondere ad un Dio rompiscatole.Consumismo: è una delle malattie della società e dell’uomo contemporaneo. Si compra più di quanto serva, si acquistano oggetti non tanto per la loro necessità o per il piacere di adoperarli, il cosiddetto valore d’uso, quanto per quello che rappresentano, perché sono degli status symbol, per il loro cosiddetto valore di scambio.E poi i soliti grandi imputatiFamiglia, Scuola, Chiesa, Televisione: tutte e quattro le realtà in piena crisi di popolarità e di opinione, stessa richiesta di consistenza e una forsennata ricerca della propria identità, ognuno nel suo campo, sia come struttura che come persone che appartengono ad esse.E poi i condannati di sempre, altri bei capitolini di temi sempre affrontati con troppa leggerezza e forse presunzione, tanti preconcetti e la paura di chiamare i fatti con il loro nome: giovani e Alcol, giovani e Droga Giovani e Sesso. Via moralismo e luoghi comuni, altrimenti impariamo a stare zitti.In politica va di moda il commissariamento, tra le agenzie istituzionali va di moda il lavorare in rete, chiamatela un po’ come volete, ma o si affronta il grande tema educativo con molta serietà e urgenza oppure le lacrime versate per l’ennesimo fatto eclatante saranno semplicemente lacrime di coccodrillo….