Il clima politico sta cambiando. Ma non è finita… – di Ermanno Filosa

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"Ora Berlusconi è legittimato, i suoi alleati non lo considerano più come espediente, ma come una soluzione; e il Partito democratico lo ha finalmente preferito a Prodi"

La politica italiana, flagellata dalla partitocrazia e dalla conflittualità, dal frammentarismo settario, resta ancora debole. L’intesa tra Berlusconi e Veltroni, non è un inciucio. Non sentiamo odore di una nuova casta. Lo scenario politico italiano ha visto piu’ volte  le regole democratiche scardinate da patti occulti di potere: non è questo oggi il clima.

Viviamo una nuova  fase, quella del cambiamento, una trasformazione che si percepisce decisa e forte. Si ha comunque l’impressione che Berlusconi voglia aprire un vero e proprio ciclo politico, al di là di una sola legislatura. E’ una visione politica che si alza al di sopra degli opportunismi e degli attuali assetti di potere.

Ma non è finita. Il Pdl dovrà superare volontà egemoniche, e non interessa a nessuno, se non all’ex-pm Di Pietro, che venga percepito un Pd “in genuflessione”. La nostra politica vive così un passaggio delicato, e l’intesa per il futuro non deve ridurre Veltroni a una comparsa di Berlusconi; il Pd ha rifatto il look della sinistra, perciò la sua leadership è così mal sopportata a sinistra. In questo momento per Veltroni è meglio la legittimazione di Berlusconi che la nostalgia di D’Alema per il centrosinistra.

E poi  il nostro Walter si ritrova con l’unico alleato che in questo momento fa l’opposizione all’opposizione, l’ex-pm Di Pietro. Sopravvissuta allo sterminio dei piccoli partiti, oggi l’Italia dei Valori è un nano circondato da due giganti. L’antiberlusconismo continuo di Di Pietro, conferisce un penoso ritaglio di visibilità privo di proposte; il ruolo  sabotatore di una visione di progresso e di intese sulle cose da fare, irrita la scena politica e ci riconduce a volte a una fase primitiva del “fare politica” .

Ma non è finita. Nel  Pd si stanno moltiplicando nidi di vespe. Le voci del dissenso diventano sempre più forti  nel processo interno per trovare il capro espiatorio in relazione alla sconfitta elettorale. Una pletora di capi, gerarchi e dirigenti rimasti senza poltrona, adesso si muovono nel cono d’ombra della rivalità tra Veltroni e il presidente D’Alema. È una sottile lotta partitica di posizione che potrebbe condurre a sussulti politici non concordanti con l’attuale intesa Veltroni-Berlusconi.

Ora Berlusconi è legittimato, i suoi alleati non lo considerano più come espediente, ma come una soluzione; e il Partito democratico lo ha finalmente preferito a Prodi. La monnezza di  Napoli e l’uso dell’esercito: sono preoccupato. Sinceramente. Le lotte elettorali e i sentimenti: il nostro Cavaliere ha dimostrato di conoscerne i meandri piu’ sottili per girare il consenso veso la sua parte politica. Silvio, e se a Napoli ci scappa il morto? Pensaci, pensaci bene.