EAU. QUATTRO CONDANNE A MORTE PER OMICIDIO

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EAU. QUATTRO CONDANNE A MORTE PER OMICIDIO

EAU. QUATTRO CONDANNE A MORTE PER OMICIDIO

27 maggio 2008: una coppia di amanti e due loro amici sono stati condannati a morte negli Emirati Arabi Uniti per l’omicidio del marito della donna, avvenuto nel 2003.
La Corte d’Appello dell’emirato di Sharjah ha confermato le condanne capitali già emesse per due volte dalla Corte Suprema di Abu Dhabi, contro cui gli imputati erano ricorsi ogni volta.
Khowla Abbas, 17enne all’epoca del crimine, aveva invitato il suo giovane marito a un barbecue sulla spiaggia. Una volta giunti sul posto, il suo amante e due complici, entrambi all’epoca 17enni, lo avrebbero immobilizzato consentendo alla ragazza di colpirlo piu’ volte con un coltello. Il quartetto, nonostante il tentativo di far passare l’omicidio come una tragica rapina, fu individuato ed arrestato dalla polizia nel giro di 24 ore.
La pena di morte, prevista dalla legge degli Emirati in caso di omicidio, stupro e traffico di droga, e’ in realta’ raramente applicata e puo’ essere condonata qualora la famiglia della vittima perdoni l’omicida, accettando un risarcimento in denaro.
Tuttavia la madre del giovane assassinato, morta poco dopo la sua scomparsa, nelle ultime ore della sua vita ha fatto promettere a tutti i suoi figli che non avrebbero mai perdonato la nuora e i suoi complici.

 

EGITTO. LEGGI D’EMERGENZA PROROGATE DI DUE ANNI
Il Presidente Muhammad Hosni Mubarak ha il potere di commutazione e di grazia
Il Presidente Muhammad Hosni Mubarak ha il potere di commutazione e di grazia

26 maggio 2008: l’Egitto ha prorogato di due anni lo stato d’emergenza, sollevando le proteste delle associazioni a difesa dei diritti umani.
"Il Parlamento ha approvato oggi la decisione del presidente Hosni Mubarak di prolungare lo stato d’emergenza di due anni, a partire dal 1° giugno, o almeno fin quando non sarà pronta una nuova legge anti-terrorismo”, comunica l’agenzia ufficiale MENA.
Le leggi d’emergenza, imposte per la prima volta nel 1981 dopo che ufficiali dell’esercito assassinarono il Presidente Anwar Sadat, limitano drasticamente le libertà individuali e i diritti civili, consentendo al Governo di giudicare non solo i terroristi, ma anche appartenenti ai Fratelli Musulmani, in tribunali militari senza il diritto d’appello. Dal 1981, ne sono stati arrestati migliaia e dozzine di loro sono stati giustiziati.
Il Primo ministro – aggiunge la MENA – ha assicurato di “usare la legge solo nella lotta contro il terrorismo … e per proteggere la sicurezza della nazione e dei suoi cittadini”.
Lo scorso anno, il Ministro della Giustizia e degli Affari Parlamentari, Mufid Shehab, aveva detto che la legge d’emergenza sarebbe stata abbandonata nel 2008, anche se la nuova legge sul terrorismo non era ancora pronta.
“Lo stato d’emergenza è da decenni una delle principali cause della violazione dei diritti umani nel paese”, ha dichiarato Hafez Abu Sada, dell’Organizzazione Egiziana per i Diritti Umani (EOHR), secondo cui nell’Egitto di oggi le leggi d’emergenza non sono giustificate.
Per Sada, creare attesa per una legge anti-terrorismo è “un modo di ingannare la gente, dal momento che già c’è una legge anti-terrorismo dal 1992, che può arrivare fino alla pena di morte. Una nuova legge non fermerà la violenza o il terrorismo”.
Le leggi d’emergenza erano state promulgate l’ultima volta nell’aprile 2006 per un biennio e scadranno ufficialmente il 31 maggio.

 

ALGERIA. DODICI CONDANNE A MORTE PER TERRORISMO

25 maggio 2008: dodici persone sono state condannate a morte in contumacia nella città algerina di Boumerdes per aver costituito un gruppo terroristico islamista, oltre che per omicidio, sequestro e pianificazione di attentati esplosivi.
Un altro imputato, Arec Rabah, è stato condannato in un caso distinto a 20 anni di carcere, sempre in contumacia, dopo essere stato riconosciuto colpevole di legami con un “gruppo terroristico armato”.

 

 
 
Questa pubblicazione è stata realizzata nell’ambito di un progetto cofinanziato dalla Cooperazione italiana. Tuttavia le opinioni qui espresse sono imputabili soltanto a Nessuno tocchi Caino e non possono in alcun modo essere considerate rappresentative delle posizioni ufficiali della Cooperazione italiana.

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