SPECIALE MATURITITA’ Gettonatissimi Svevo, Moro e il ’68

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Molti puntano sui 60 anni della Costituzione, ma è un argomento già affrontato. Attenzione al saggio breve ( CON LINK UTILI)

MILANO – Il tototema impazza. È difficile ipotizzare quanto ci sia di intuito e quanto di scaramanzia dietro ai nomi che circolano nelle community online di studenti. Difficile, pur alla luce dei temi scelti negli anni scorsi, estrapolare i criteri di selezione ministeriali. Si può far leva su due indizi: le ricorrenze e l’esclusione di temi «freschi».

DANTE – Lo scorso anno la scelta di un passo dell’XI canto del Paradiso di Dante suscitò numerose polemiche e molti malumori negli istituti tecnici, dove il poeta toscano non era incluso nel programma di quinta. Tenendo conto che negli ultimi quattro anni è toccato in sorte due volte, si dovrebbe poter parlare di «scampato pericolo», per quanto le lezioni televisive di Roberto Benigni abbiano rivitalizzato l’interesse nazionale per il sommo poeta. Puntando sulle ricorrenze, invece, circolano due nomi, in Rete e non solo, per il tema di letteratura: Svevo e Quasimodo. Italo Svevo moriva esattamente ottant’anni fa. Mitteleuropeo per nascita triestina e studi, compose pochissime opere (un punto a favore degli studenti al momento del ripasso), tuttavia fondamentali per profondità filosofica e per aver introdotto nella letteratura italiana il pensiero di Freud. Con Svevo la letteratura italiana «supera» il Verismo, e chissà che il tema non verta proprio su un paragone tra la concezione del mondo nel Verismo e nella letteratura più «analitica e introversa» introdotta da Svevo. Salvatore Quasimodo, invece, morì a Napoli quarant’anni fa esatti, e potrebbe essere un vero spauracchio per gli studenti italiani: le sue poesie sono ermetiche per definizione, e spesso gli insegnanti di italiano lo affrontano in fretta, «all’ultimo minuto» tra maggio e giugno.

STORIA –Sul fronte del saggio breve o tema di storia, molti studenti puntano sul 60esimo anniversario della stesura della Costituzione italiana. Difficile: lo scorso anno una traccia riguardava il cammino dal fascismo alla Carta fondamentale. Si parla anche del 30esimo anniversario dell’assassinio di Aldo Moro per mano delle Brigate Rosse, senza dimenticare il quarantennale del ’68, l’anno della rivolta studentesca. Si tratta di fatti storici molto recenti. Un consiglio: se a scuola non se n’è parlato e si è letto poco al riguardo, meglio lasciar perdere.

NON SOLO RICORRENZE – Non sempre negli scorsi anni il ministero ha scelto autori o temi legati a particolari ricorrenze. Sembra più opportuno avere almeno un’infarinatura su Unione Europea, problemi ambientali globali e Risorgimento. Nel 2006 si optò per Mazzini. Nel 2007 si ignorò Garibaldi nel bicentenario della sua nascita: chissà che non rientri in gioco quest’anno, nel 160esimo anniversario dei moti del ’48 di cui fu protagonista. Alla fine, come insegna l’esperienza degli anni passati, molti alunni, soprattutto negli istituti tecnici, punteranno sul saggio breve o articolo di giornale. Ma attenzione: si può essere ferrati sul tema da trattare, ma digiuni delle tecniche espositive tipiche di questi testi. E anche la tecnica conta.

Simone Bertelegni (Corrirere.it)
16 giugno 2008

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