Gli Strumenti Della Trasparenza

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La luna di miele del governo è terminata, stanno salendo al pettine i nodi, pronti a ingarbugliare daccapo la matassa.

Il premier e il suo entourage sono stati abili a delineare alcuni provvedimenti di grande impatto popolare (mutui, Ici, detassazione degli straordinari, questione rom e immigrazione clandestina, accumulo rifiuti in Campania), ma lo spettro più temuto è ancora lì, e si chiama confusione. Tant’è, proprio nella tana del Presidente del Consiglio, Umberto Bossi ha sottolineato il clima caotico di Palazzo & dintorni. Teatro del dramma, Arcore: festa del Carroccio. “Veltroni ha ragione”, afferma il senatur, “c’è troppo bordello. Come si fa a costruire qualcosa?”. Parole che rimbalzano in estremo Oriente, dove Berlusconi è in visita a Tokyo, in attesa del vertice del G8 in programma sull’isola di Hokkaido. Il Cavaliere getta acqua sul fuoco, e afferma che drammi non ce n’è, tranne quelli creati ad hoc dalla stampa; il ministro leghista ama divertirsi con le sparate che l’hanno reso famoso, mentre nel governo c’è grandissima unità. L’opposizione ha investito la Lega del ruolo di spina nel fianco, ma per quanto l’immagine faccia comodo ai suoi componenti, da più parti si leva un coro comune: solo se Berlusconi impedisse il federalismo, ci sarebbe battaglia. È necessario che il dialogo con le forze di Sinistra non sia un ginepraio spinoso, un percorso funestato da blocchi e ripicche da comari invelenite, sostituendo il puro ostracismo con strumenti di trasparenza. Quelli che finora intorbidano le acque della Giustizia. Il lodo Alfano sarà motivo del contendere a tempo (in)determinato, almeno finché non si sarà fatta chiarezza sul disegno di legge che sospende i processi per le quattro massime cariche dello Stato. Dal trespolo socialista, tra una bordata di fischi e l’altra, il segretario del Pd ha dichiarato che il ritiro dell’emendamento blocca processi potrebbe distendere l’ambiente, e la soluzione proposta dal ministro per la Semplificazione Calderoli sembra dunque la più valida, ma è storia: sorgeranno altre rogne, diatribe, musi da cavallo. Sospendere i procedimenti per reati punibili fino a dieci anni di carcere commessi entro il giugno ’02 farebbe gridare allo scandalo chi ne sta subendo uno per fatti avvenuti due mesi,o due giorni dopo. Limitare le intercettazioni telefoniche a carico dei personaggi pubblici? L’Associazione Magistrati insorge, con piena pertinenza e il sostegno della Costituzione, articolo 54: “[…] I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge”. L’alternativa è un esecutivo di reiterati malfattori, pregiudicati e condannati, alcuni in via definitiva, con le mani nella stanza dei bottoni. Sono già settanta, in Parlamento, meglio non incrementare la media. Eppure, è al vaglio un decreto che decurterà del 40% i fondi destinati alla macchina giudiziaria, tagliando gli stipendi ai magistrati, e bloccando l’assunzione di personale amministrativo. Se l’intento è di snellire e razionalizzare i tempi all’interno dei tribunali, qualcosa nel cerchio non quadra.