Attento Silvio, sei impantanato – di Ermanno Filosa

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Quello che appare su stampa e televisioni è un panorama completamente diverso rispetto all’azione del governo.

L’attenzione si concentra su fatti che nulla hanno a che vedere con il programma di governo e portano in primo piano l’attacco continuo di certa magistratura a chi deve governare scelto dal Paese, mentre si vuole sovvertire il voto popolare”.

Sono convinto che Silvio Berlusconi sia un genio. Come lui ne nasce uno solo ogni cento anni. La storia della sua vita lo dice, è davanti agli occhi di tutti. Grande e geniale imprenditore, capacità politiche insospettate: basta pensare alla impresa di formare un partito chiamato Forza Italia in tre mesi, vincere l’elezioni e divenire Capo del governo. Un mostro impressionante. Un mito. Chiara volontà di lotta per modernizzare lo Stato, desiderio di essere ricordato per aver dato contenuti autentici e di alto spessore di valori alla parola “libertà”. Insomma un grande, un vero statista.

Ma visto da qui, dai Caraibi, da un italiano nel mondo, Silvio in questo momento, l’uomo geniale, sembra impantanato, allo sbando, avvilito e assillato da problemi che gli fanno perdere la visione chiara delle cose e del ruolo che milioni di elettori gli hanno assegnato.

Sembra sconfortato, e quindi tentenna e entra in apparente contraddizione. In questi giorni ha detto: “Quello che appare su stampa e televisioni è un panorama completamente diverso rispetto all’azione del governo. L’attenzione si concentra su fatti che nulla hanno a che vedere con il programma di governo e portano in primo piano l’attacco continuo di certa magistratura a chi deve governare scelto dal Paese, mentre si vuole sovvertire il voto popolare”.

Va bene. Ma allora andiamo avanti. Ho l’impressione che il gossip in forma involontaria lo crei lo stesso Cavaliere, ed allora permette a qualcuno allusioni  sconvenienti su di lui e  un  ministro donna nel suo governo. Non cada nella trappola del gossip continuo. La vita mi ha insegnato che in politica gli atti si fanno, non si dice di volerli fare e poi stop.

Presidente Silvio avanti tutta, ora o mai più! Veltroni, condizionato dall’ex-pm Di Pietro, ha dimenticato la strada del dialogo e ha scelto  la lotta politica: ha imboccato una strada a mio avviso senza ritorno.  Veltroni è un fiume-chimera che torna alle sue sorgenti:  è il sogno, un giro di parole. La illusione sconfitta. Ma oggi rappresenta il timore: paura di perdere se stesso, di lanciarsi così nell’immagine futura fino a perdere il profilo del suo divenire politico. E scomparire come Occhetto. Veltroni è circondato da nidi di vespa, Di Pietro lo incalza e fa l’opposizione all’opposizione, mentre D’Alema lavora per cambiare la guida del Pd. 

E allora avanti Presidente Silvio. Subito: decreto legge contro le intercettazioni e galera per chi le usa. Se non si opera così si dà l’impressione che si è sfibrati, e quindi indecisi nell’usare la forza-sovranità popolare parlamentare. La gente è stufa:  vuole vederci fare al governo ciò per cui ci ha votato. Presidente: diamo un colpo netto alla questione giustizia, il nodo giustizia impedisce di governare. A nodo duro, taglio netto e via.

Da oltre 14 anni Lei caro Presidente Silvio parla della riforma della giustizia, separazione di carriere e funzioni, e non si è fatto niente. Basta. È giunta l’ora di andare avanti: un decreto legge ad effetto immediato. Nessuno in Italia ha avuto la forza parlamentare che ha il Suo governo ; se non si fanno le grandi riforme adesso, quando allora? Non ha più alle costole come alleato il tentennante Casini. Non ci sono scuse.

Aria di rinvio e  mediazione. Gradualità. Ma qual è il compenso per il mediatore, che cosa vi è sotto? Si tentenna, un passo avanti e due indietro. Perchè? A lei piace caro Cavaliere essere delegittimato davanti al mondo? Non penso. E allora  avanti  un  colpo secco, e senza tentennamenti e con determinazione. Ci faccia sognare con una decisione forte.

E poi pensiamo alle famiglie che non arrivano a fine mese, Presidente Silvio! Diamo prospettive certe ai giovani. Sistemiamo in forma urgente le pensioni, e non tassiamo quelle degli italiani residenti all’estero e così con il risparmio  potranno sottoscrivere una assicurazione sanitaria privata. Non cadiamo nella trappola di alcuni media e non inseguiamo scandali e gossip inutili, non facciamoci distrarre dalla corretta azione del Governo. È opportuno riportare l’attenzione sulle cose che contano davvero, vale a dire i tanti provvedimenti contro il carovita (abolizione dell’ICI, detassazione degli straordinari…), quelli per riportare sicurezza nelle città, per togliere i rifiuti dalle strade della Campania e per ridare efficienza alla pubblica amministrazione, premiando chi lavora bene e punendo i fannulloni. Ammodernare la rete consolare.

Presidente Silvio, dovrebbe parlare meno e fare di più. La Tav sbloccata, tra un anno parte il Ponte  sullo stretto di Messina, va bene; ma prenda – ripeto – provvedimenti urgenti per le famiglie, per i giovani. Bisogna elevare lo stipendio agli italiani: alla fine, meglio un Ponte di Messina fermo ma famiglie serene e giovani sicuri del proprio futuro.

DECIDERE. Ha tutte le condizioni per farlo. Non ha piu’ scuse o alibi. Se è gravemente ricattato lo dica; avvisi la Nazione che la mafia di certi magistrati con l’allenza dei noti poteri forti ha stretto intorno al collo un solido nodo scorsoio; dica se è minacciato nella sua persona o nel suo patrimonio. La comprenderanno, gli italiani la capiranno, sanno usare l’intelligenza. E le daranno la forza e la determinazione per rompere lacci e lacciuoli che frenano la sua azione di Governo.

DECIDERE. Se non lo farà sarà risucchiato dalle sabbie mobili del pantano in cui adesso si trova. Il tritacarne mediatico e giudiziario delle toghe rosse potrebbe estenuare la sua figura di leader. La credibilità è come una piuma al vento, basta un nulla per farla scomparire tra le nuvole. Il tentennare insinuante, quindi, lo trascinerà nella poltiglia limacciosa e senza futuro lucido. E la nostra bella Italia sarebbe condannata ad un declino infernale, in balia di una sinistra radicale e forcaiola. Mi creda. E poi, lei queste cose le sa bene.    

È l’ora di dimostrare che è veramente cresciuto. Vogliamo Silvio lo statista: adesso.

Ermanno Filosa – Italia chiama Italia