Nord Stream: evitare a Gazprom di dominare il mercato europeo del gas

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Il gasdotto Nordstream risponde alla necessità di soddisfare i fabbisogni energetici dell’UE, ma pone problemi ambientali e geopolitici. Il Parlamento chiede di valutare la situazione del mercato derivante dalla sua realizzazione e, se del caso, prendere misure per evitare che Gazprom domini il mercato UE del gas in assenza di pari condizioni per le società europee in Russia. Sollecita inoltre una politica energetica comune e una diversificazione geografica e delle fonti. 

Nord Stream è un progetto infrastrutturale che sarà realizzato nell’area del Baltico con la costruzione di un corridoio sottomarino lungo 1.200 km e largo circa 2 km, divenendo pertanto il più grande sito di costruzione sottomarina al mondo. Approvando con 542 voti favorevoli, 60 contrari e 38 astenuti la relazione di Marcin LIBICKI (UEN, PL), il Parlamento ricorda che esso è solo uno dei molti progetti di infrastruttura del gas che consentiranno di sostituire carburanti fossili più nocivi per l’ambiente.  

Il progetto, secondo i deputati, avrà un’ampia dimensione strategica e politica sia per l’UE che per la Russia e contribuirà a soddisfare i futuri fabbisogni energetici dell’UE. Sottolineano tuttavia che il principio di reciprocità deve essere rispettato appieno in termini di investimento, qualora l’interdipendenza tra l’UE e la Russia si sviluppi in un partenariato. Precisano poi che i paesi terzi traggono maggiore profitto dal mercato aperto europeo, mentre agli investitori europei in Russia «non sono concessi simili vantaggi». Il Parlamento esorta quindi la Commissione, nell’ambito delle proprie competenze, a valutare la situazione in termini di concorrenza del mercato provocata dalla possibile realizzazione del gasdotto Nord Stream e, laddove necessario, a prendere misure intese a «evitare che Gazprom assuma un ruolo dominante sui mercati del gas europei qualora non siano accordati alle società europee pari diritti di ingresso sul mercato energetico russo».  

Ritiene peraltro, alla luce della situazione politica attuale della Russia e delle sue ambizioni geopolitiche, che sia estremamente importante che quest’ultima «dia prova di disponibilità per quanto concerne la cooperazione nel quadro della politica energetica europea». Sottolinea poi l’importanza che la Russia ratifichi il trattato sulla Carta dell’energia e il relativo protocollo sul transito, «in quanto tale ratifica ridurrà il potenziale di conflitto riguardo a progetti come Nord Stream». 

 

Politica energetica comune e diversificazione dei fornitori e delle fonti 

I deputati ricordano che il progetto, insieme ad altri gasdotti complementari, dovrebbe essere pianificato nello spirito di una politica estera energetica europea comune. Sottolineano peraltro che la sicurezza energetica deve essere considerata «un componente essenziale della sicurezza globale dell’UE», la cui definizione «non dovrebbe limitarsi esclusivamente all’assenza di produzione interna dell’UE ma dovrebbe anche tenere in considerazione gli aspetti geopolitici della dipendenza dalle importazioni e le relative possibili conseguenze delle interruzioni legate a motivi politici». Sollecitano l’attuazione di una politica europea di approvvigionamento del gas naturale «coerente e coordinata», basata su un’attenta valutazione a livello europeo degli aspetti ambientali di soluzioni alternative e sulla reciproca solidarietà fra Stati membri. 

Tenendo poi conto della crescente dipendenza dell’UE da un numero limitato di fonti energetiche, di fornitori e di rotte di trasporto, i deputati ritengono essenziale sostenere iniziative volte alla loro diversificazione, sia geografica sia mediante lo sviluppo di alternative sostenibili. Sottolineano peraltro che il terzo pacchetto energetico ridurrà la dipendenza energetica di ogni Stato membro poiché, in un mercato completamente liberalizzato e integrato, «nessuno Stato può essere disconnesso da un fornitore di un paese terzo». 

Una valutazione d’impatto ambientale indipendente 

I deputati rilevano le preoccupazioni espresse da alcuni Stati membri in merito alla costruzione e alla manutenzione del gasdotto, sottolineando che l’area del Baltico è patrimonio comune dei paesi che vi si affacciano e «non una questione attinente alle relazioni bilaterali tra gli Stati». A tale riguardo, si oppongono all’attuazione del progetto nella scala proposta «senza che si disponga preliminarmente di una valutazione dell’impatto ambientale positiva» ed invitano la Commissione, il Consiglio e gli Stati membri a garantire che la costruzione del gasdotto Nord Stream sia pienamente conforme alla legislazione dell’UE sulle valutazioni d’impatto ambientale e a tutte le convenzioni internazionali.  

I deputati sottolineano che l’esecuzione di lavori in un’area che potrebbe interessare sino a 2.400 km² nel Mar Baltico può rappresentare «una seria minaccia per la biodiversità» e il numero di habitat, nonché per la sicurezza e il corretto funzionamento del trasporto marittimo nella regione. Chiedono quindi una valutazione d’impatto ambientale obiettiva da parte di un organismo indipendente, tenendo in considerazione il parere di tutti gli Stati litorali ed insistono affinché il Consiglio si attivi per pervenire a valutazioni d’impatto ambientale obbligatorie nelle relazioni tra l’UE e i paesi terzi. 

Alla luce della crescente domanda di gas nell’UE, il Parlamento chiede di esaminare e promuovere tracciati alternativi per il gasdotto, che prendano in considerazione sia gli aspetti ambientali che economici. Rileva poi l’assenza di qualsiasi strategia per far fronte alle avarie strutturali e alle minacce esterne alla sicurezza del gasdotto e la mancanza di strutture istituzionali che rispondano adeguatamente ai temi di sicurezza ambientale e geopolitica legati al progetto. Propone infine che il Commissario per l’energia, in cooperazione con l’Alto Rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, possa esercitare un’ampia autorità per intervenire in questioni concernenti la sicurezza geopolitica.