Sulla lingua Italiana..in decadenza

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A seguito dell’annuncio di un coinvolgimento della Dante Alighieri nella strategia per la difesa dell’italiano, diffuso recentemente dalla Farnesina, …… http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&currentArticle=IO3H4 , apparso su Italia Oggi, scritto da Alessandro Masi, Segretario Generale della Dante Alighieri, che mi lascia sorpresa e preoccupata.  Lasciando da parte le citazioni di Articoli e Regolamenti, imprecise e confuse, il Segretario Generale della Dante Alighieri comincia con il fare commenti  scortesi nei confronti del Mediatore europeo, che è un potenziale alleato, che ha mostrato di ben comprendere il problema del plurilinguismo europeo e ha già dato pareri in favore dei cittadini a condanna della Commissione e del Consiglio di Ministri. Come se non bastasse, Alessandro Masi conclude con l’inneggiare al Rapporto Maalouf, che discrimina pesantemente l’italiano in sede europea, e al Commissario Leonard Orban, il quale non riempie il compito che gli è stato istituzionalmente assegnato, quello del Multilinguismo delle istituzioni europee e dell’Europa, che non è nient’altro che la messa in pratica del Regolamento N°1/58. Regolamento che concerne le lingue ufficiali degli Stati Membri dell’Unione e nessun’altra. Il Regolamento N° 1/58, ai fini del funzionamento dell’Europa istituzionale, mette le lingue ufficiali degli Stati Membri su un piano di parità, non contempla, tra queste, quali sono internazionali e quali no. Semmai si dovesse accordare una priorità tra le lingue ufficiali dell’Europa, questa non potrebbe essere definita che a partire dai criteri di funzionamento istituzionale dell’ Europa comuniataria, tra i quali il peso demografico, all’interno delle frontiere dell’Europa, è fondamentale.  Peraltro, quanto alla qualità di lingua internazionale, l’italiano lo è a pieno titolo ed è semplicemente inaccettabile che questa qualità sia riconosciuta solo all’inglese, a causa del colonialismo e delle conquiste militari, l’italiano è molto di più di questo : è una lingua « culturalmente » internazionale. C’è da chiedersi se, prima di scrivere l’articolo, il Segretario Generale della Dante Alighieri abbia letto il Rapporto Maalouf, in che lingua, e se ne abbia compreso il contenuto, le derive e la confusione che questo Rapporto instaura tra lingue ufficiali, lingue minoritarie, dialetti e lingue degli immigrati, lingue internazionali e lingue di lavoro. C’è da chiedersi anche se Alessandro Masi abbia un’idea delle basi del funzionamento istituzionale della Comunità Europea, del contenuto del Regolamento N° 1/58 e del pensiero che lo sottende. Se pensiamo di poter difendere l’italiano, senza conoscere i termini del problema, in sede europea, e se non riusciamo a fare una distinzione netta tra quello che si deve fare in questa sede e quello che si può fare a livello internazionale mondiale, non arriveremo a nessun risultato.  I veri nemici dell’italiano non sono gli altri, siamo noi stessi, con il nostro provincialismo e la nostra superficialità. In sede europea, ci vergogniamo di esigere i documenti nella nostra lingua perché siamo stupidi e snob,  pensando che faccia « fico » conoscere le lingue degli altri Paesi . Non abbiamo ancora capito che le lingue si devono conoscere per comprendere a fondo le posizioni degli altri Stati Membri dell’Unione e le motivazioni che le determinano, per inter-agire con gli altri cittadini europei ma non certo per l’apprendimento di base delle materie e delle problematiche in gioco, che devono necessariamente essere acquisite e assimilate nella sola lingua che ci permette di accquisirle e assimilarle senza ombre, nella loro complessità, vale a dire l’italiano la lingua che ci ha educati ovvero e-dotti, tirati fuori,  dall’indifferenziato del caos e che ha strutturato la nostra forma mentis. Spero che qualcuno, prima o poi, riesca a riprendere il treno in corsa.