Meteostasi e Il Regno Dell’Insulso

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Esiste un’autentica vocazione alla denuncia, che passa attraverso il filtro degli stati di allarme, pericolosi focolai ch’è bene spegnere al più presto con misure drastiche: l’ottimismo a fondo perduto, la controinformazione, la trappola dei ricordi. Eppure i dati sull’inquinamento del pianeta sono realmente preoccupanti, non servono l’ambientalista o il disastrologo di turno per mettere a fuoco la gravità del problema. Entro mezzo secolo potrebbero scomparire i ghiacciai del Polo Nord, e il condizionale è d’obbligo, in quanto la previsione è ottimistica. L’intero ecosistema sarebbe sconvolto in maniera irreversibile, ma al di là di qualche titolo in scaletta si continua a incentrare l’economia globale sul petrolio, giocando ai piromani sulle nostre braci. Gli studi sulle energie pulite sono completati da tempo, le ricette non hanno controindicazioni, da quella più avveniristica alla più semplice, fruibile; auto elettriche, motori ad acqua, filtri & depuratori che nessun (alto?) costo può posporre alla salvaguardia del pianeta, “salutare” pirolisi per surclassare la piaga degli inceneritori e delle discariche a cielo aperto. La lista si perde nella memoria, salvo presentare un conto salatissimo. Carcinomi, infezioni, allergie, ecomostruosità, e un triste crepuscolo casalingo, quello del Mediterraneo. Secondo gli esperti è ormai una zuppiera bollente, una minestrina tropicale di schiume, mucillagini, piranas e alghe carnivore. Ai bagnanti dona i piaceri della piscina, l’effetto stufato di verdure e il brivido dell’imprevisto, tra sciami di meduse di consistenza biblica. Oltre duecentomila persone colpite sulle coste dello Stivale in pochi mesi, un bollettino che rimanda ai conflitti mondiali, e una serie di bufale eccellenti, come quella che vuole pelagia noctiluca, cothyloriza tubercolata, aurelia aurita e consorelle urticanti a spasso solo nelle acque pulite, e mette al sicuro gli scarichi illeciti e la pesca intensiva dalle incursioni dei NAS o delle telecamere. La benzina verde non è meno dannosa della vecchia Super, specialmente se i catorci del passato continuano a spalmare sulle strade nuvole di monossidi; e poi littorine, autobus a gasolio, parabole dello smog e dell’incoscienza, treni d’amianto, veleni industriali e scorie chimiche smaltite nei modi più insulsi. L’inquinamento è un lenzuolo vergognoso che non si scrolla al balcone dell’universo in occasione di un summit politico, un’olimpiade o un appuntamento con la storia. Perché la storia è adesso.