Rapiti italiani in Egitto. Riscatto di 15 milioni di dollari

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Cinque italiani rapiti Venerdì scorso in una zona desertica vicina al sudan

 

Roma 22 Settembre 2008

Cinque italiani sono stati rapiti in Egitto nella zona desertica di Kark Talh al confine con il Sudan (■ Guarda la mappa). Gli italiani, tutti di Torino e provincia, sono: Lorella Paganelli, 48 anni, Giovanna Quaglia, 52, Walter Barotto, 68, Mirella De Giuli, 70, e Michele Barbera, 72. Il gruppo è partito da Torino sabato 13 settembre con un volo per Il Cairo. Da qui si è poi diretto verso il sud dell’Egitto. Giovedì mattina Lorella Paganelli ha telefonato alla cognata dicendo che non avrebbe potuto mettersi in contatto con la famiglia per alcuni giorni perché stavano andando in una zona desertica. «È stata l’ultima volta che l’abbiamo sentita», ha detto la cognata. «Eravamo abbastanza tranquilli perché Lorella ci ha abituati ai suoi lunghi viaggi».

SEQUESTRATI VENERDÌ – Insieme a loro sono stati rapiti anche cinque tedeschi, un romeno e otto egiziani (due guide, quattro autisti, il proprietario del tour operator Aegyptus che ha organizzato il viaggio e un ufficiale di polizia che faceva da scorta). Lo conferma il ministero del Turismo del Cairo, che ha smentito la presenza di due israeliani e che ha rivelato che alla base dell’azione non ci sarebbero motivazioni politiche bensì un tentativo di ottenere un riscatto. Il sequestro, insommma, sarebbe opera «di una banda di criminali». Il ministero degli Esteri tedesco ha aggiunto che il gruppo è stato in realtà rapito venerdì scorso, ma la notizia è trapelata solo oggi.

IL RISCATTO – I rapitori, quattro e mascherati, hanno chiesto un riscatto imprecisato e sono in corso trattative per liberare i sequestrati, che potrebbero essere già stati portati in Sudan. La cifra richiesta, secondo quanto riporta l’Ansa citando «fonti egiziane non ufficiali», si aggirerebbe attorno ai 15 milioni di dollari. Il capo della polizia di Assuan ha dichiarato che stanno collaborando anche le polizie libiche e sudanesi.

Il Ministro degli esteri, Franco Frattini, in volo per gli Stati Uniti, segue in stretto contatto con l’Unità di Crisi della Farnesina il caso del sequestro in Egitto di un gruppo di stranieri, tra i quali vi sono 5 italiani. Il Ministro ha dato disposizioni di attivare la piena collaborazione tra i Paesi interessati, e la Farnesina in queste ore mantiene stretti contatti con gli altri Ministeri degli esteri, oltre che con le diverse autorità italiane e gli uffici diplomatico-consolari in Egitto. Come sempre in casi analoghi, la vicenda richiede ogni possibile cautela da parte dei mezzi di informazione nella diffusione di notizie non verificate, ed il Ministero degli Esteri, da parte sua, si atterrà criteri di stretto riserbo sull’evoluzione della vicenda.