Roaming e non solo…

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Se l’Unione europea vuole davvero dimostrare il suo ruolo a favore dei cittadini, intesi come lavoratori o consumatori, allora deve continuare così.Attivato il Fondo europeo sugli effetti della globalizzazione e tagliate le tariffe del roaming
Due esempi degli ultimi giorni, versante cittadini. Il primo: l’Unione europea attiva, per la prima volta in Italia il Fondo europeo sugli effetti della Globalizzazione. 35 milioni di euro destinati a 6000 lavoratori licenziati nel tessile in quattro regioni (Piemonte, Lombardia, Toscana e Sardegna), per favorire il loro ritorno nel mondo del lavoro. Licenziamenti dovuti agli effetti negativi sul mercato europeo del lavoro dei meccanismi della globalizzazione, per i quali si può attivare lo strumento lanciato nel 2007 dal presidente della Commissione Barroso.

Secondo caso: la decisione, sempre della Commissione, di tagliare le tariffe del roaming, cioè di quei servizi come SMS o l’uso del web sui cellulari, nell’area Ue. Da una media attuale di 29 centesimi per SMS a un massimo di 11 (ma anche meno, se funziona la concorrenza). Beneficiari: 37 milioni di persone tra turisti, lavoratori che viaggiano, studenti Erasmus che nel 2007 hanno trasmesso 2 miliardi e mezzo di messaggi di testo, per un valore di 800 milioni di euro. Tanto per dimostrare, come hanno detto lo stesso presidente Barroso e le commissarie Reding e Kuneva, che esiste davvero un mercato unico delle telecomunicazioni.

Questi progressi si aggiungono ad altri, verificatisi di recente, che hanno consolidato il ruolo dell’Unione europea nel più generale contesto globale. Due esempi anche qui: il primo, la maggior solidità dimostrata dai mercati europei nel contesto del disastroso scenario finanziario degli Stati Uniti. Molti addetti ai lavori si sentono in dovere, in questi giorni, di ringraziare la nascita dell’euro, la politica monetaria della BCE e il mercato unico come strumenti essenziali per attutire, almeno in parte, gli effetti della recessione americana che si profila all’orizzonte. Poi, secondo esempio, la posizione europea univoca e forte, trainata dal presidente di turno del Consiglio Sarkozy, sullo scenario della crisi russo-georgiana. Progressi di portata forse inedita, che confermano la necessità di un rafforzamento delle istituzioni, come quello proposto dal Trattato di Lisbona.

Insomma, l’Ue come attore importante verso il cittadino e verso il mondo. Vale davvero la pena mobilitarsi e partecipare in massa alle elezioni del Parlamento europeo del prossimo giugno, un appuntamento cruciale per consolidare la base democratica del processo di costruzione europea.