Lettera inviata attraverso il sito del Quirinale.

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All’attenzione dell’Ill. Presidente della Repubblica Italiana

Gentile Presidente, mi chiamo Cristian Ribichesu e sono un insegnante delle scuole secondarie. Le scrivo perché sono preoccupato per il futuro della nostra Scuola e del nostro Paese. Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un lento declino delle istituzioni educative e, insieme, ad una sempre più complessa realtà sociale e giovanile. Una volta, nelle tante piccole realtà che ancora esistono e rappresentano una ricchezza importante, e forse non ancora ben valorizzata, della nostra Italia, tra le figure più significative per gli abitanti di questi centri erano compresi i parroci, i medici e infine gli insegnanti. Oggi, in questo momento di particolari contingenze, i docenti non godono della stessa considerazione che li caratterizzava, invece, alle soglie dell’Unità italiana. Se orientata verso il miglioramento del Paese, che non può esistere senza un’Istruzione che dia a tutti le stesse opportunità di studio, una riforma della Scuola è giusta e doverosa, ma ovviamente ciò non può accadere aumentando il numero degli alunni per classe e diminuendo i finanziamenti per la stessa Istituzione Scolastica nazionale. Fiducioso, mi rivolgo a Lei, Signor Presidente, in quanto Capo dello Stato, massimo rappresentante e primo Garante del potere del Popolo sovrano della nostra Repubblica, per chiederLe di ripensare una sola volta in più, fra le varie volte che già ha fatto o farà, se sia opportuno firmare la legge per la riforma scolastica oppure se sia giusto restituirla alla Camera, chiedendo a tutti una ulteriore riflessione sulla formazione dei nostri giovani, anche in ragione dell’art. 3 della Costituzione Italiana e degli articoli 28 e 29 della Carta dei Diritti dell’Infanzia dell’O.N.U. Siamo tutti consapevoli che il miglioramento sociale e economico dell’Italia e una continua educazione alla pace e alla crescita culturale degli italiani avverranno solo con il conseguente miglioramento della Scuola.
RingraziandoLa per l’attenzione
Le rivolgo i miei più cordiali saluti
Sassari, 12/10/08
Cristian Ribichesu