Obama per gli Stati Uniti e per il mondo

0
1078

DAGLI USA : Durante le elezioni primarie Hillary Clinton disse molte volte che lei era pronta dal primo giorno ad essere presidente a causa della sua esperienza. John McCain ha detto la stessa cosa. Ambedue hanno cercato di sottolineare la loro esperienza per dimostrare che Barack Obama non è preparato per abitare nella Casa Bianca data la sua inesperienza. Entrambi gli avversari di Obama si sono sbagliati. Il senatore dell’Illinois ha dimostrato nella campagna delle primarie e dell’elezione generale che merita il voto degli americani. L’ora di McCain è passata otto anni fa quando perse le primarie repubblicane a George Bush, l’attuale residente della Casa Bianca. A settantadue anni suonati la maggior parte degli americani va in pensione o lo è già. McCain dice che lui è pronto per il lavoro più importante. Si sbaglia. I tre dibattiti presidenziali hanno dimostrato che nonostante la sua lunga esperienza e i suoi valori di patriota è Obama l’individuo di cui l’America ha bisogno. McCain è apparso impreparato per quanto riguarda il suo giudizio. Nonostante le sue ripetute asserzioni che lui mette sempre il Paese prima di tutto, la sua scelta di Sarah Palin a vicepresidente ha rivelato il cinismo completo. La Palin si è dimostrata completamente impreparata per diventare presidente in caso qualcosa dovesse succedere a McCain. Scegliere Palin è stato un calcolo puramente politico. È difficile mettere in dubbio il giudizio di Obama. A cominciare dalla sua opposizione alla guerra in Iraq. Il senatore dell’Illinois è uno dei pochi leader a essersi schierato contro il conflitto che si è rivelato disastroso per gli Stati Uniti ed anche per il mondo. Ma non è solo il giudizio di Obama che lo rende meritevole della residenza alla Casa Bianca. Le qualità oratorie di Obama sono state paragonate a quelle di John Kennedy e Martin Luther King ed alcuni sono andati oltre e fare anche il nome di Lincoln. Ecco come si spiegano le folle che partecipano ai suoi numerosi comizi. La capacità di Obama di ispirare il popolo è qualcosa che si vede rarissimamente. Le parole di Obama ispirano ad agire persino coloro che non si interessavano alla politica. Obama ha parlato spesso durante la campagna della necessità di cambiare rotta, il suo proverbiale “change”, cambiamento. Dopo otto anni di George Bush e di un governo repubblicano che hanno rovinato l’economia è indispensabile aria nuova. McCain non sarebbe un altro Bush ma in grande misura continuerebbe la politica dei repubblicani che insiste sull’iniziativa privata come soluzione a tutti i problemi. Il fatto che McCain abbia votato il 90% con Bush ci dice che poco cambierebbe e si tratterebbe in molti sensi di un terzo mandato per l’attuale residente della Casa Bianca. Obama non è un socialista come McCain ha cercato di dipingerlo. Infatti, la politica di Obama è moderata anche se più progressiva di quella di McCain. L’esempio chiave è la sanità che secondo il piano di Obama rimarrebbe in grande misura nelle mani dell’iniziativa privata anche se ci sarebbero agevolazioni per cercare di assicurare tutti. Le esperienze internazionali di Obama e la sua capacità di mediazione farebbero di lui un presidente americano che riuscirebbe a ripulire e rinnovare l’immagine dell’America nel mondo. Nato da padre del Kenya e da una madre del Kansas, Obama sarà il primo presidente afro-americano. Sarà una conferma per il mondo che negli Stati Uniti gli ideali non sono parole ma anche realtà. Oliver Wendell Holmes, il citatissimo giudice della Corte Suprema americana, scrisse che il presidente Franklin Roosevelt aveva “un intelletto di seconda classe ma un temperamento di prima classe”. Il romanziere Christopher Buckley, figlio del noto scrittore di destra William Buckley, ha detto che Obama possiede ambedue “un intelletto di prima classe e un temperamento di prima classe”. Gli Stati Uniti ed il mondo ne avranno bisogno. Obama rappresenta la miglior speranza per gli americani e data l’importanza degli Stati Uniti nelle relazioni internazionali anche per gli altri cittadini del resto del mondo.