Bambini: martiri delle guerre

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Siamo sempre  pronti ad iniziare nuove guerre, invece di coltivare la pace dentro ogni uomo , in molti paesi lontano dall’Europa muoiono ogni giorno piccoli innocenti la guerra è nemica di tanti bambini morti per cause che non gli appartengono .

Le guerre spezzano con forza  le loro vite in una fase dove piuttosto  dell’ dolore che provano ci vorrebbe tanto amore   e protezione , per secoli le guerre era una forma di scontro fra soldati, oggi le guerre non guardano in faccia a nessuno,  bambini , donne, anziani vittime innocenti di guerre senza senso. 

(Fonte ONU) Come sostiene il nuovo rapporto "Children and Conflict in a Changing World" del Rappresentante Speciale del Segretario Generale dell’ONU per i bambini nei conflitti armati e dell’UNICEF – realizzato a 10 anni dallo studio di Graça Machel "L’impatto delle guerra sui bambini" – la guerra viola tutti i diritti dell’infanzia: il diritto alla vita, alla salute e alla nutrizione, all’istruzione e alla protezione, a vivere in famiglia e nella propria comunità, a crescere sani e a sviluppare la propria personalità.  

Il Rapporto, analizzando quelle che vengono definite gravi violazioni dei diritti dell’infanzia nei conflitti armati, contribuisce a delineare un quadro allarmante della condizione dei bambini nei principali scenari di guerra: 

  • Uccisione o mutilazione di bambini: almeno 1/3 delle vittime di residuati bellici sono bambini. In 85 tra paesi in guerra e scenari postbellici armi leggere e ordigni inesplosi sono all’origine dell’uccisione e menomazione permanente di milioni di bambini. In Libano, centinaia di migliaia di bombe a grappolo sganciate nel 2006 restano disseminate in aree scolastiche e terreni agricoli, con gravi rischi per la vita dei bambini. 
  • Arruolamento e utilizzo di bambini soldato: nel 2002, l’arruolamento illegale di bambini veniva segnalato in 18 paesi in guerra; nel 2004 tale pratica veniva registrata in 43 paesi. 
  • Attacchi contro scuole o ospedali: aumentati drammaticamente negli ultimi anni. Nel 2006, in Afghanistan sono stati oltre 100 gli attacchi con bombe e missili contro edifici scolastici e più di 105.000 bambini non hanno potuto frequentare la scuola a causa delle condizioni di insicurezza. 
  • Stupri e gravi abusi sessuali: commessi in tutti gli scenari di guerra assumono la forma di schiavitù sessuale, induzione alla prostituzione, mutilazioni genitali, violenze di genere e altre brutalità, con conseguenze mediche e psicologiche spesso permanenti. Nella Repubblica Democratica del Congo, il 33% delle vittime di violenze sessuali sono bambini. 
  • Rapimento di bambini: spesso finalizzato all’arruolamento, sfruttamento sessuale e lavoro forzato. Dall’inizio della guerra nel nord dell’Uganda i bambini rapiti sono stati oltre 25.000; in Nepal più di 22.000 scolari sono stati rapiti dai Maoisti tra il 2002 e il 2006. 
  • Sfollamento forzato di popolazioni: ai bambini che muoiono per i combattimenti se ne aggiungono molti altri che perdono la vita per malattie e malnutrizione, effetto diretto delle condizioni disastrose in cui sono costrette a vivere le popolazioni colpite dalla guerra: nel 2006, 18,1 milioni di bambini sono stati costretti ad abbandonare le proprio comunità, 5,8 milioni ridotti alla condizione di profughi e 8,8 milioni sfollati all’interno dei confini dei loro paesi.
  • Negato accesso all’assistenza umanitaria: sia esso deliberato o causato dalle condizioni di insicurezza, contribuisce a mettere a rischio la sopravvivenza stessa dei bambini. Nel 2006, gli attacchi in Ciad contro 118 veicoli umanitari hanno seriamente ostacolato le operazioni di assistenza umanitaria. 
  • Detenzione illegale di minori: violazione che necessita maggiore attenzione. Nel aprile 2007 oltre 400 bambini palestinesi erano rinchiusi nelle carceri israeliane per reati minori, privati del diritto alle visite familiari e in alcuni casi giudicati da tribunali militari, in violazione delle norme internazionali sulla giustizia minorile. 
  • Distruzione e difficoltà d’accesso a servizi di base: in Iraq, Darfur e Ciad le difficoltà d’accesso all’acqua e a servizi igienici di base hanno causato epidemie e aggravato lo stato nutrizionale dei bambini.
  • Il fenomeno del terrorismo ha accresciuto la vulnerabilità dei bambini.

 
 

Piangiamo  per questi bambini ,anche se ci sembrano lontano da noi perche li vediamo in tv e sono lontani dall’Italia dal Europa ,ma questi morti appartengono a tutta l’umanità ,quale futuro ci sarà per quelli ancora vivi ?. 

Chiediamo insieme un impegno ai potenti del mondo perche un giorno Vorremmo non dover più piangere bambini, martiri delle guerre.