IRAN: DIECI IMPICCAGIONI NEL CARCERE DI EVIN

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VERSO ABOLIZIONE PENA DI MORTE MA OMOSESSUALITA’ DIVENTA REATO
TERRORISMO, 300 CONDANNE A MORTE DA INIZIO ANNO
FISSATA PRIMA ESECUZIONE ESERCITO DA 1961

26 novembre 2008: nove uomini e una donna sono stati impiccati per omicidio a Teheran, nel carcere di Evin.

“La donna aveva ucciso suo marito, con cui aveva contratto un matrimonio a tempo, tagliandolo poi a pezzi”, ha dichiarato un funzionario presente alle esecuzioni, citato dall’agenzia Fars.
Identificandola come Fatemeh Pajoh, il giornale Vatan Emrouz scrive che la donna aveva avuto “sospetti” nei confronti del marito, senza fornire dettagli.
Per alcuni gruppi iraniani a difesa dei diritti umani Fatemeh avrebbe commesso l’omicidio dopo aver scoperto che l’uomo abusava sessualmente di sua figlia.
Nell’Islam sciita è consentito ad uomini e donne di contrarre matrimoni a tempo.
La magistratura iraniana ha ribadito più volte che in caso di omicidio il risarcimento costituisce un diritto e che spetta solo ai familiari della vittima stabilire se la condanna a morte dell’omicida debba o meno essere eseguita.
In base alla legge, la famiglia dell’ucciso può risparmiare la vita del colpevole accettando il “prezzo del sangue”, anche se sono noti casi di familiari che hanno perdonato l’omicida senza chiedere alcuna somma.
Il fatto che molti dei condannati a morte per omicidio siano poveri rende più difficile il reperimento del “prezzo del sangue”, fissato ufficialmente in 55.000 dollari, sebbene alcune famiglie chiedano di più.
Per saperne di piu’ :
http://www.google.com/hostednews/ap/article/ALeqM5ix758a9sywB5nsbeL6n7TUcAptjgD94K5A200

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NESSUNO TOCCHI CAINO – NEWS FLASH

BURUNDI: VERSO ABOLIZIONE PENA DI MORTE MA OMOSESSUALITA’ DIVENTA REATO
21 novembre 2008: l’Assemblea Nazionale del Burundi ha approvato a larga maggioranza una nuova legge penale che abolisce la pena di morte, introducendo tuttavia il reato di omosessualità.
Le nuove misure, adottate nel corso di una sessione durata 14 ore, devono ora essere votate dal Senato e promulgate dal presidente Pierre Nkurunziza, passaggi che non dovrebbero presentare sorprese.
“Voglio ringraziare i parlamentari del Burundi, che approvando la nuova legge penale con 90 voti a favore, nessun contrario e 10 astensioni, hanno raggiunto un risultato storico”, ha dichiarato il presidente dell’Assemblea Nazionale, Pie Ntavyohanyuma.
“Si tratta di una legge rivoluzionaria, dal momento che abolisce la pena di volte in Burundi per la prima volta”, ha dichiarato il deputato ed ex ministro della giustizia Didace Kiganahe, spiegando che il testo “recepisce la legislazione internazionale relativa al genocidio, crimini di guerra e contro l’umanità, non considerati finora come reati”.
In base alla nuova legge, tutti gli attuali prigionieri del braccio della morte riceveranno la commutazione della pena in ergastolo.
“Questo voto ha richiesto coraggio, poiché i parlamentari hanno votato a favore dell’abolizione della pena capitale pur sapendo che il proprio elettorato vorrebbe mantenerla”, ha aggiunto.
Di parere diverso la deputata Catherine Mabobori, che motivando la propria astensione ha dichiarato che “Sfortunatamente questa legge rappresenta un passo indietro poiché rende l’omosessualità un reato penale, mentre finora l’atteggiamento è stato di tolleranza”.
“Come saremo in grado di lottare contro l’AIDS se d’ora in poi gli omosessuali dovranno nascondersi?”, si è chiesto un attivista della Associazione per il Rispetto dei Diritti degli Omosessuali (ARDHO).
L’abolizione della pena di morte è una delle condizioni stabilite dalle Nazioni Unite per la creazione di una Commissione per la verità e la riconciliazione e di un tribunale speciale.
Il Burundi cerca di uscire da una guerra civile che dal 1993 ha causato la morte di almeno 300.000 persone.
E’ dal 2001 che non si registrano esecuzioni nel paese.
Estensore del testo approvato, Kiganahe ha detto che la nuova legislazione, composta da 620 articoli, inoltre “introduce delle misure per la protezione di donne e bambini da ogni forma di violenza, in particolare quella di natura sessuale”.
“Viene anche punita la tortura, pratica che le leggi del Burundi non avevano finora sanzionato”.
La nuova legge prevede per il reato di tortura pene detentive da 10 anni all’ergastolo, mentre per lo stupro da 20 anni all’ergastolo.
Per saperne di piu’ :
http://www.google.com/hostednews/afp/article/ALeqM5h-3WcJkCR9P8Y6lNSbWCEl5LPr9A

ALGERIA: TERRORISMO, 300 CONDANNE A MORTE DA INIZIO ANNO
24 novembre 2008: sono almeno 300 i condannati a morte per terrorismo in Algeria dall’inizio dell’anno, un numero record rispetto agli anni recenti. Lo scrive il quotidiano algerino Al-Khabar, citando una fonte della magistratura secondo cui 257 delle 300 condanne sono state emesse dal solo Tribunale di Boumerdes, nell’ambito di 64 casi.
Dall’inizio dell’anno sono un totale di 651 i casi di terrorismo trattati dal Tribunale, che nell’ambito di 57 casi ha emesso 102 condanne all’ergastolo, alcune in contumacia.
In Algeria, il principale personaggio condannato a morte per terrorismo è ‘Abd Al-Malik Droukdal, noto come Abu Mu’s’ab ‘Abd Al-Wudoud, leader del Gruppo Salafita di Preghiera e Combattimento (GSPC). Nel 2007 l’uomo è stato condannato a morte in contumacia.
Il GSPC si è formato negli anni ’90, durante la guerra civile in Algeria, con l’obiettivo di trasformare il paese in uno Stato Islamico.
Nel gennaio 2007 il Gruppo ha cambiato denominazione in Organizzazione di Al-Qa’ida nel Maghreb Islamico.
La legge dell’Algeria prevede la pena di morte per una serie di reati compresi crimini ordinari.
Nel 1992 la pena capitale è stata estesa agli atti terroristici.
Sono reati capitali, tra gli altri: tradimento e spionaggio, tentativi di rovesciare il regime o atti di istigazione, distruzione del territorio, sabotaggio di servizi pubblici o dell’economia, massacri e stragi, partecipazione a bande armate o a movimenti insurrezionali, falsificazione, omicidio, torture o crudeltà, rapimento di bambini e furto aggravato
L’ultima esecuzione capitale ha avuto luogo nell’agosto del 1993, quando sono stati giustiziati sette militanti islamici per un attentato dinamitardo nel 1992 all’aeroporto di Algeri che aveva provocato una quarantina di morti.
Per saperne di piu’ :

USA: FISSATA PRIMA ESECUZIONE ESERCITO DA 1961
20 novembre 2008: l’Esercito degli Stati Uniti ha fissato al 10 dicembre la sua prima esecuzione capitale in quasi 50 anni.
Il soldato Ronald Gray si trova nel braccio della morte di Fort Leavenworth, Kansas, dal 1998, anno in cui una corte marziale di Fort Bragg, North Carolina, lo ha condannato a morte dopo averlo riconosciuto colpevole di due omicidi, un tentato omicidio e tre stupri.
L’iniezione letale sarà praticata da militari di Fort Leavenworth nel penitenziario federale di Terre Haute, in Indiana.
Lo scorso luglio, citando i ‘brutali crimini commessi’, il presidente George W. Bush ha firmato l’ordine di esecuzione. A differenza del sistema giudiziario civile, la giustizia militare statunitense prevede infatti che la condanna a morte di un membro delle Forze Armate non possa essere eseguita senza l’autorizzazione esplicita del presidente.
Dal 1951, quando e’ entrato in vigore il moderno Codice di Giustizia Militare, 10 soldati sono stati messi a morte con l’approvazione della Casa Bianca. L’ultima esecuzione di un militare negli Usa risale al 1961, quando il soldato John Bennett fu impiccato per lo stupro e tentato omicidio di una bambina. Era stato condannato a morte nel 1955.
Il presidente John F. Kennedy e’ stato l’ultimo capo della Casa Bianca ad affrontare la questione quando nel 1962 commuto’ la condanna a morte di un militare in ergastolo.
Sono nove gli uomini detenuti nel braccio della morte militare Usa.
Per saperne di piu’ :
http://www.stripes.com/article.asp?section=104&article=58980

TANZANIA: L’ABOLIZIONE PUO’ ATTENDERE
25 novembre 2008: per il Governo della Tanzania le proposte di abolizione della pena di morte giungono nel momento sbagliato, considerati i recenti omicidi rituali commessi nel paese contro persone albine.
Lo ha dichiarato al `The Guardian` il ministro della Giustizia e degli Affari Costituzionali Mathias Chikawe, parlando dell’ipotesi di eliminare la pena di morte in Tanzania, considerate le abolizioni decise da alcuni paesi vicini.
“Stiamo raccogliendo pareri sull’argomento, tuttavia è il momento sbagliato. La gente normale è così contrariata per ciò che sta succedendo ai danni delle persone albine che non vuole nemmeno sentir parlare di abolizione della pena capitale”, ha detto il Ministro, aggiungendo che “Eventuali cambiamenti riguarderebbero la Sezione 197, che stabilisce la condanna a morte per l’omicidio volontario”.
La pena di morte è prevista per omicidio e tradimento. L’ultima esecuzione è avvenuta nel 1994.
Per saperne di piu’ :
http://ippmedia.com/ipp/guardian/2008/11/27/127173.html