Le Epidemie del Terzo Millennio

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Banalmente, drammaticamente, in Zimbabwe si muore di colera.

Già 565 i decessi e 12.500 le persone contagiate; questa è la stima secondo il quotidiano Herald, vicino al presidente Robert Mugabe. L’epidemia si è ormai diffusa in tutto il Paese, e maggiormente colpiti risultano i sovrappopolati sobborghi di Harare. Nell’intera nazione è stato dichiarato lo stato di calamità naturale, e la situazione è resa ancora più drammatica dal collasso del sistema sanitario, come affermato dal ministro della sanità David Parirenyatwa. Pessime condizioni igieniche e carenza di acqua potabile, oltre all’incapacità del governo di fronteggiare la situazione, hanno scatenato un dramma di immani proporzioni, che aveva dato le prime avvisaglie già ad agosto. Di pochi giorni fa è il piano di emergenza per la prossima stagione promosso dall’UNICEF, allo stato attuale l’unica organizzazione in grado di fronteggiare la crisi. I numeri parlano di un impegno considerevole: 360.000 litri di acqua potabile distribuiti ogni giorno, oltre ai farmaci, e l’attivazione di un team dedicato esclusivamente alla lotta all’epidemia. La questione più severa, come afferma il portavoce dell’organizzazione in Zimbawe, Tsitsi Singizi, è l’impossibilità delle autorità municipali non solo di fornire acqua potabile ma anche di raccogliere i rifiuti; tutto questo, oltre all’assenza di strutture sanitarie, moltiplica a dismisura le infezioni. Oltre all’accesso all’acqua sicura, alle cure nelle comunità e alla fornitura di alimenti supplementari, il piano dell’UNICEF prevede la distribuzione di sapone, guanti in lattice e compresse al cloro, in modo tale da rendere potabili le scorte idriche per tre milioni e mezzo di persone, nell’arco di sei mesi. Tra gli obiettivi dell’iniziativa, anche la fornitura di farmaci essenziali per il 70% della popolazione, la vaccinazione di 1,5 milioni di bambini, e l’assistenza diretta per circa 250.000 orfani; lo Zimbawe, infatti, ne ha il triste primato mondiale, con un orfano su quattro, soprattutto a causa dell’AIDS. E’ prevista anche una campagna di educazione all’igiene per la prevenzione del colera.