Pena di morte nel mondo

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  • ARABIA SAUDITA: DECAPITAZIONE PER OMICIDIO
  • IRAN: VERSO LEGGE CHE LIMITA ESECUZIONI MINORI

 
 
 
ARABIA SAUDITA: DECAPITAZIONE PER OMICIDIO
Le decapitazioni avvengono in pubblico
Le decapitazioni avvengono in pubblico

18 febbraio 2009: un cittadino saudita è stato decapitato per omicidio a Qanfatha, nella regione occidentale del paese. L’agenzia ufficiale Spa identifica il giustiziato come Ahmed bin Said al-Massudi, riconosciuto colpevole di aver ucciso con un pugnale il connazionale Yehia al-Massudi.
L’omicida avrebbe commesso il crimine nel corso di una rapina, sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.
La sua decapitazione è stata effettuata all’alba.
Si tratta della nona esecuzione resa nota dalle autorità saudite dall’inizio dell’anno.
Nel 2007 si sono contate almeno 166 esecuzioni e 39 nel 2006.
Il 18 dicembre 2008 l’Arabia Saudita ha votato contro la risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

 

IRAN: VERSO LEGGE CHE LIMITA ESECUZIONI MINORI
 

17 febbraio 2009: la magistratura iraniana sarebbe intenzionata a rendere meno facile la condanna a morte di minorenni riconosciuti colpevoli di omicidio.
In base al disegno di legge predisposto dalla stessa magistratura, ai minori verrà evitata l’esecuzione “Nel caso in cui non comprendano la natura del crimine commesso o ci siano dubbi sulla loro maturità o capacità di discernimento”, ha spiegato ai giornalisti il portavoce della magistratura Ali Reza Jamshidi.
Già approvato dalla Commissione Giustizia del Parlamento, il nuovo disegno di legge divide i minorenni colpevoli di vari reati in tre categorie, in base all’età.
“Quelli di età compresa tra 15 e 18 anni potranno ricevere una pena massima da due a cinque anni da trascorrere in riformatorio per crimini per i quali gli adulti vengono condannati all’ergastolo o perfino a morte”, ha detto il portavoce.
I tribunali dovranno tener conto delle opinioni di esperti circa il grado di maturità di un minorenne riconosciuto colpevole di omicidio.
I bambini di età compresa tra 7 e 12 anni “non subiranno alcuna pena”, ha detto Jamshidi, aggiungendo che il disegno di legge non fa differenza tra maschi e femmine.
Questi soggetti “saranno inviati in strutture rieducative, riceveranno terapie mediche e psicologiche, o saranno sottratti alle proprie famiglie e dati in affidamento”.
Infine, “I minori di età compresa tra 12 e 15 anni saranno inviati nei riformatori per periodi variabili da tre mesi fino ad un anno, in caso di crimine che per un adulto comporterebbe la prigione”.
Lo scorso ottobre le autorità iraniane hanno detto che i minorenni riconosciuti colpevoli di traffico di droga avrebbero subito al massimo la condanna all’ergastolo.
In caso di omicidio, invece, sta ai familiari della vittima decidere se una condanna a morte nei confronti di un minore debba o meno essere eseguita.

 

 
 
Questa pubblicazione è stata realizzata nell’ambito di un progetto cofinanziato dalla Cooperazione italiana. Tuttavia le opinioni qui espresse sono imputabili soltanto a Nessuno tocchi Caino e non possono in alcun modo essere considerate rappresentative delle posizioni ufficiali della Cooperazione italiana.