La Commissione europea ha esaminato i programmi di stabilità e convergenza[ di Italia, Lussemburgo

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Bruxelles,Nel 2009 è previsto un sensibile deterioramento delle posizioni di bilancio di Italia, Lussemburgo e Portogallo.

 Negli ultimi due paesi questo sviluppo è dovuto anche ad importanti pacchetti di stimolo economico adottati in linea con il piano europeo di ripresa economica che caldeggia misure finanziarie tempestive, mirate e temporanee da parte degli Stati membri che abbiano i margini di manovra necessari. Le misure di stimolo adottate dall’Italia hanno un impatto neutro sul bilancio, il che appare adeguato alla luce del rapporto debito/PIL molto elevato di questo paese. In Lituania, la disciplina di bilancio prevista lungo tutto il periodo di riferimento del programma è una risposta appropriata per fronteggiare gli squilibri economici esistenti. Vi sono tuttavia rischi significativi che i risultati di bilancio siano peggiori delle previsioni.

“A causa della crisi finanziaria e della recessione economica mondiale senza precedenti, le finanze pubbliche sono soggette a forti pressioni nella maggior parte dei paesi dell’UE. Dopo la nostra analisi della scorsa settimana, le valutazioni di oggi confermano che le misure di stimolo fiscale volte a sostenere la domanda e a creare occupazione sono in linea con il piano europeo di ripresa economica e differiscono sufficientemente da Stato membro a Stato membro in funzione delle diverse posizioni in termini di margini di manovra ed eventuali squilibri economici. Dalla nostra analisi risulta che anche i tre paesi che hanno adottato misure fiscali per sostenere le loro economie ne hanno garantito il carattere tempestivo, mirato e temporaneo. Per quanto i suoi squilibri esterni ed interni abbiano iniziato a riassorbirsi, la Lituania ha fatto bene ad astenersi dal contribuire allo sforzo collettivo”, è quanto dichiarato dal commissario per gli affari economici e monetari Joaquín Almunia.

ITALIA

L’economia italiana, che già risente di carenze strutturali croniche che per diversi anni hanno impedito una crescita soddisfacente della produttività, è gravemente colpita dalla crisi economica mondiale. Anche a causa di questa situazione il disavanzo pubblico dovrebbe essere cresciuto dall’1,6% del PIL nel 2007 al 2,8% nel 2008.

Il programma di stabilità aggiornato dell’Italia prevede che il disavanzo salga al 3,7% del PIL nel 2009, per poi gradualmente ritornare lievemente al di sotto del valore di riferimento del 3% del PIL entro il 2011; il rapporto debito/PIL dovrebbe giungere ad oltre il 111% alla fine del periodo di riferimento del programma. Le misure di stimolo adottate dal governo possono essere considerate adeguate in considerazione del rapporto debito/PIL molto elevato e sono ampiamente in linea con il piano europeo di ripresa economica. I dati del disavanzo e del debito potrebbero essere superiori alle proiezioni se la crescita economica risulterà inferiore al previsto e/o si verificheranno sfondamenti dei limiti di spesa. Eventuali ricapitalizzazioni di banche porterebbero ad un ulteriore incremento del debito pubblico lordo.

Sulla base della valutazione della Commissione, l’Italia è invitata: i) ad attuare le misure di bilancio per il 2009 come previsto e a realizzare con determinazione il percorso di aggiustamento strutturale previsto lungo il periodo di riferimento del programma. Passata la crisi, l’Italia è invitata a perseguire un risanamento finanziario ambizioso in modo da portare il rapporto debito/PIL molto elevato su un percorso di discesa costante e garantire la sostenibilità delle finanze pubbliche a lungo termine; ii) a continuare a migliorare la governance di bilancio e a sviluppare un nuovo quadro per il federalismo fiscale che garantisca la responsabilità dei governi locali e supporti la disciplina di bilancio; iii) a proseguire gli sforzi per migliorare la qualità delle finanze pubbliche concentrandosi sull’efficienza e la composizione della spesa, anche riallocando la spesa sociale in modo da liberare risorse per un sistema di sussidi di disoccupazione ampio e uniforme che garantisca incentivi al lavoro appropriati e politiche di attivazione efficaci, senza compromettere il processo di risanamento finanziario.

LUSSEMURGO

La crescita del PIL è rallentata considerevolmente a causa della recessione mondiale, passando dal 5,2% nel 2007 ad una crescita stimata dell’1,0% nel 2008, e dovrebbe diventare negativa (-0,9%) nel 2009 prima di recuperare lievemente nel 2010 (+1.4%). Le condizioni delle finanze pubbliche sono rimaste tuttavia relativamente favorevoli in quanto il saldo delle amministrazioni pubbliche ha continuato ad essere in attivo, per quanto in calo dal 3,0% del PIL nel 2007 al 2% stimato nel 2008. Il debito pubblico, per quanto sia raddoppiato alla fine del 2008 a seguito del sostegno al settore finanziario, resta tra i più bassi nell’UE (14,4% del PIL).

Il programma di stabilità presentato in ottobre e aggiornato il 2 febbraio 2009 prevede che l’avanzo si converta in disavanzo nel 2009 a seguito della crisi e delle misure di sostegno decise sia nel bilancio 2009 che successivamente, in linea con il piano europeo di ripresa economica. Tale disavanzo raggiungerà lo 0,6% del PIL e lieviterà all’1,5% nel 2010. Sebbene gli sviluppi attuali non destino preoccupazione per la sostenibilità delle finanze pubbliche a lungo termine, l’incremento della spesa pubblica connessa all’invecchiamento della popolazione, che sarà tra i più forti in tutta l’UE, costituirà un onere particolarmente pesante nei prossimi decenni.

Alla luce di questa valutazione e dell’incremento molto rilevante delle previsioni di spesa per i prossimi decenni, il Lussemburgo è invitato ad attuare nel 2009, come previsto, le misure di sostegno in linea con il piano europeo di ripresa economica e a migliorare la sostenibilità a lungo termine delle sue finanze pubbliche tramite riforme strutturali, in particolare in materia di pensioni.

LITUANIA

L’economia lituana versa in una grave recessione soprattutto a causa del calo della domanda interna. L’aggravamento della crisi finanziaria mondiale e l’indebolimento della domanda esterna contribuiscono ad accentuare la contrazione dell’economia. Mentre gli squilibri esterni ed interni hanno iniziato a riassorbirsi, il peggioramento della competitività di costo dovuto a diversi anni di incrementi salariali superiori alla crescita della produttività riduce le prospettive di una ripresa economica a breve trainata dalle esportazioni. Il saldo delle amministrazioni pubbliche si è deteriorato considerevolmente nel 2008 a seguito di una politica di bilancio espansionista.

Il programma punta ad un disavanzo del 2,1% del PIL nel 2009 e successivamente ad un calo graduale del disavanzo fino ad una posizione di equilibrio nel 2011. Tenuto conto dei rischi relativi allo scenario macroeconomico e alla mancanza di informazioni sulle misure necessarie per sostenere il risanamento finanziario dopo il 2009, vi sono rischi significativi che i risultati di bilancio siano peggiori delle previsioni, con un disavanzo nominale che potrebbe superare il 3% del PIL nel 2009 e nel 2010 mentre il rapporto debito/PIL resterà comodamente al di sotto del valore di riferimento del 60% del PIL. La disciplina di bilancio prevista dal 2009 al 2011 è una risposta appropriata alla luce degli squilibri esistenti.

In considerazione della valutazione precedente e anche alla luce della necessità di garantire una convergenza sostenibile ed una partecipazione agevole all’ERM II, la Lituania è invitata a: i) attuare le misure necessarie per raggiungere l’obiettivo di bilancio nel 2009 classificando le spese in funzione di un ordine di priorità e proseguire il risanamento finanziario previsto a medio termine; ii) praticare la moderazione salariale nel settore pubblico per agevolare l’allineamento dei salari dell’intera economia con la produttività e rafforzare la competitività di costo; iii) rafforzare la governance e la trasparenza di bilancio, potenziando il quadro di bilancio a medio termine e la disciplina di spesa.

PORTOGALLO

L’economia portoghese sta subendo una decelerazione a seguito di una domanda esterna fiacca, che riflette la crisi finanziaria e i problemi economici dei principali partner commerciali.

Il programma di stabilità del Portogallo prevede che l’economia sia in recessione nel 2009, con una contrazione dello 0,8% del PIL in termini reali nel 2009, seguita da una ripresa. Inoltre il divario di competitività non si è ridotto, soprattutto a causa di una scarsa crescita della produttività, che resta una delle principali debolezze dell’economia portoghese. Le autorità portoghesi hanno adottato varie misure per stimolare l’attività economica nel 2009 in linea con il piano di recupero, per un importo pari allo 0,8% del PIL, combinando aumenti della spesa e tagli delle imposte. Queste misure discrezionali del 2009 e la recessione economica influiscono pesantemente sulle finanze pubbliche e, in base alle stime contenute nel programma di stabilità aggiornato, il disavanzo pubblico è stato pari al 2,2% del PIL nel 2008 e dovrebbe raggiungere il 3,9% del PIL nel 2009. Dopo il 2009 l’aggiornamento prevede un calo graduale del disavanzo pubblico al 2,9% nel 2010 e al 2,3% nel 2011.

Sulla base di questa valutazione la Commissione invita il Portogallo: i) ad attuare le misure in linea con il piano di recupero come previsto, evitando un ulteriore deterioramento delle finanze pubbliche nel 2009; ii) ad effettuare con determinazione il previsto aggiustamento strutturale nel 2010 ed oltre, rafforzando il ritmo del risanamento finanziario se le condizioni cicliche si riveleranno migliori del previsto; iii) a rafforzare ulteriormente il quadro di bilancio e garantire che le misure di risanamento finanziario siano anche intese a rafforzare la qualità delle finanze pubbliche alla luce dell’aggiustamento dell’economia necessario per far fronte agli squilibri esistenti.

I pareri relativi ai singoli paesi sono disponibili al seguente indirizzo:

http://ec.europa.eu/economy_finance/thematic_articles/article14128_en.htm

ITALY

Comparison of key macro economic and budgetary projections

 
 
2007
2008
2009
2010
2011
Real GDP
(% change)
SP Feb 2009
1.5
-0.6
-2.0
0.3
1.0
COM Jan 2009
1.5
-0.6
-2.0
0.3
n.a.
SP Nov 2007
1.9
1.5
1.6
1.7
1.8
HICP inflation
(%)
SP Feb 2009
2.0
3.5
1.2
1.7
2.0
COM Jan 2009
2.0
3.5
1.2
2.2
n.a.
SP Nov 2007
1.9
2.0
2.0
1.8
1.9
Output gap1
(% of potential GDP)
SP Feb 2009
1.7
0.3
-2.3
-2.7
-2.5
COM Jan 20092
1.8
0.3
-2.3
-2.7
n.a.
SP Nov 2007
-0.6
-0.6
-0.6
-0.6
-0.6
Net lending/borrowing vis-à-vis the rest of the world
(% of GDP)
SP Feb 2009
-1.6
-1.6
-1.3
-1.1
-0.9
COM Jan 2009
-1.6
-2.2
-1.3
-1.5
n.a.
SP Nov 2007
-1.3
-0.8
-0.6
-0.4
-0.2
General government revenue
(% of GDP)
SP Feb 2009
46.6
46.4
46.8
46.8
46.6
COM Jan 2009
46.6
46.4
46.5
46.5
n.a.
SP Nov 2007
46.2
46.3
45.9
45.8
45.7
General government expenditure
(% of GDP)
SP Feb 2009
48.2
49.0
50.5
50.0
49.5
COM Jan 2009
48.2
49.2
50.3
50.2
n.a.
SP Nov 2007
48.6
48.5
47.9
47.3
47.0
General government balance
(% of GDP)
SP Feb 2009
-1.6
-2.6
-3.7
-3.3
-2.9
COM Jan 2009
-1.6
-2.8
-3.8
-3.7
n.a.
SP Nov 2007
-2.4
-2.2
-1.5
-0.7
0.0
Primary balance
(% of GDP)
SP Feb 2009
3.4
2.5
1.3
1.9
2.6
COM Jan 2009
3.4
2.3
1.0
1.2
n.a.
SP Nov 2007
2.5
2.6
3.4
4.2
4.9
Cyclically-adjusted balance1
(% of GDP)
SP Feb 2009
-2.4
-2.7
-2.6
-1.9
-1.6
COM Jan 2009
-2.5
-2.9
-2.7
-2.4
n.a.
SP Nov 2007
-2.0
-1.9
-1.2
-0.4
0.2
Structural balance3
(% of GDP)
SP Feb 2009
-2.5
-2.9
-2.7
-2.0
-1.7
COM Jan 2009
-2.6
-3.1
-2.8
-2.5
n.a.
SP Nov 2007
-2.2
-2.0
-1.3
-0.5
0.2
Government gross debt
(% of GDP)
SP Feb 2009
104.1
105.9
110.5
112.0
111.6
COM Jan 2009
104.1
105.7
109.3
110.3
n.a.
SP Nov 2007
105.0
103.5
101.5
98.5
95.1
Notes:
 
 
 
 
 
 
1Output gaps and cyclically-adjusted balances according to the programmes as recalculated by Commission services on the basis of the information in the programmes.
2Based on estimated potential growth of 1.1%, 0.9%, 0.6% and 0.7% respectively in the period 2007-2010.
3Cyclically-adjusted balance excluding one-off and other temporary measures. One-off and other temporary measures are 0.1% of GDP in 2007, 0.2% in 2008 and 0.1% 2009-2011; all deficit-reducing according to the most recent programme and in the Commission services’ January interim forecast.
 
 
 
 
 
 
 
Source:
 
 
 
 
 
 
Stability programme (SP); Commission services’ January 2009 interim forecasts (COM); Commission services’ calculations