Caffarella: non sono mostri ma restano in carcere.

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Il DNA  scagiona i due comunitari ma per i Medias italiani e i PM sono lo stesso colpevoli?

 

“mi astengo di menzionare i loro nomi per salvaguardare la loro privacy prima della loro totale  colpovolezza come per le vittime”

Bisogna stare attenti, non si capisce del tutto di quale crimine  siano ancora accusati per giustificare la tetenzione in carcere. Sembrerebbe che il primo il biondino sia accusato di calunnia e autococalunnia. Calunnia verso chi? Il suo amico? Il secondo invece e’ ancora accusato dello strupo dello scorso 21 gennaio a Primavalle, pero’ per coloro che hanno visto l’ultima edizione di Porta a Porta sul caso, la stessa vittima ha ammesso di non essere sicura  al 100% che fosse stato lui a stuprarla. Porta a Porta ha mandato in onda anche le immagini del video-interrogazione del biondino poi ritrattata perche’ imposta dagli iquirenti italaini e rumeni In Italia come al solito il popolo i giornali e i mideas   si divide in colpevolisti e innocentisti. Va a questo punto  considerato un altro particolare, in questo momento in Italia c’e’ un reo confesso italiano accusato di stupro ed agli arresti domiciliari. La giustizia italiana non puo’ usare due pesi e due misure e non credo che le accuse di calunnia, giustificherebbero per un cittadino italiano le tetenzione (custodia cautelare) o in secondo luogo l’essere indiziato di stupro, basandosi sulla testimonianza non del tutto chiara della vittima. La tetenzione dei due comunitari potrebbe essere giustificata solo se i suddetti non avessere un indirizzo fisso o fossero clandestini, in ogni caso si potrebbe ricorrere al braccialetto elettronico. Il fatto piu’ aclatante non e’ la solita giustizia  lenta e pasticciona ma la poca atoregolamentazione della Stampa e dell’informazione in generale, pur di vendere qualche copia in piu’ e di sbattere il mostro in prima pagina si crea una situazione di completo caos. Non si capisce perche’ il nome delle vittime dev’essere tenuto allo scuro e quello dei presunti colpevoli, sventolati ai quattro venti, che siano essi italiani o stranieri.