Mostri marini Scoperti i resti di un dinosauro carnivoro dalle dimensioni da record

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La testa due volte quella di un T-rex, un’impressionante fila di denti lunghi 30 centimetri: l’esemplare di pliosauro scoperto su una remota isola dell’arcipelago delle Svalbard è il carnivoro più grande che sia mai stato scoperto fino a oggi.

Durante l’estate del 2008, un team di paleoantropologi norvegesi ha portato alla luce la metà posteriore del cranio e altri 20.000 frammenti d’osso dell’animale. La scoperta è avvenuta mentre gli scienziati stavano scavando lo scheletro di un altro esemplare di pliosauro più piccolo, e hanno notato alcune ossa molto grandi che spuntavano dal terreno. Jørn Hurum, del Museo di Storia Naurale dell’Università di Oslo, a capo della spedizione, ha quindi segnato il punto del terreno con un sistema Gps per tornare poi lo scorso agosto e finire lo scavo.

I plesiosauri erano un gruppo di predatori acquatici dalla testa grande, il collo corto e quattro grandi pinne per muoversi nell’acqua. Si trovavano probabilmente in cima alla catena alimentare e cacciavano calamari giganti, pesci e altri rettili marini. I numeri dell’esamplare scoperto da Hurum – appartenente a una specie di pliosauro mai osservata finora – sono impressionanti: era lungo probabilmente 15 metri, pesava intorno alle 45 tonnellate ed è vissuto circa 147 milioni di anni fa.

Fra i resti rinvenuti si trova un osso sferico, quello che gli esperti chiamano condile basioccipitale, presente in tutti i mammiferi e rettili e che unisce la base del cranio con la spina dorsale. L’osso misura 15 centimetri in diametro, il doppio di quello di un tirannosauro.

Frank Fish, un esperto di biomeccanica delle pinne, dell’Università del West Chester in Pennsylvania, ha condotto alcune simulazioni in una camera del vento per capire come l’animale si muovesse in acqua. Secondo lo scienziato il dinosauro per nuotare usava solo le due pinne anteriori, ma scattava su tutte quattro quando doveva balzare di sorpresa sulle prede.

Patrick Duckermiller, dell’Università dell’Alaska, invece ha analizzato le ossa del cranio con una tomografia assiale computerizzata (TAC). In questo modo ha potuto creare un modello tridimensionale del cervello dell’animale, che doveva essere piccolo e allungato, simile per certi versi a quello di uno squalo bianco moderno.

Infine tutto il team si è spostato in Florida, nel Parco Zoologico di St Augustine, dove sono stati  eseguiti dei test allo scopo di determinare la forza del morso del pliosauro, che è risultato essere di circa 150 chilonewton, quattro volte quella di un T-rex.