Il mutuo che uccide – di Filippo Baglini

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TEMPO FA SCRISSI UN ARTICOLO RIPRESO POI DA ALTRI GIORNALI. FECI UNA PROMESSA ALLA FAMIGLIA CHE LO RIAVREI PUBBLICATO PERCHE NON BISOGNA DIMETICARE ….. eccolo
tanto le situzioni non sono comabiate…..

Un operaio italiano di 43 anni preoccupato per non poter far fronte alla prossima rata del mutuo per l’acquisto della casa, si è tolto la vita impiccandosi.

Fri, 19 Oct 2007 09:40:00

La moglie, precaria da Settembre, non era riuscita ancora a trovare lavoro, lui è crollato sotto il peso delle paure, delle angosce e così,  lascia la moglie e un figlio di sei anni. Per dovere di giornalismo e di cronaca dico che il fatto è successo in contrada Rancia di Tolentino (Macerata), per dovere di cittadino dico che è una Vergogna!. E’ una  vergogna che in un paese come l’Italia   capitino queste cose, poi mi rendo conto che accadono proprio perché siamo in Italia. Qui non c’entra la destra o la sinistra, qui siamo davanti a un uomo che si è ucciso perché lo Stato non è in grado di garantire una minima serenità per tutti. Non so voi, ma io mi sento smarrito, affranto, in questo mare di politici parolai, bugiardi che pensano solo a loro stessi, perché, diciamolo, tutti promettono per arrivare alla sedia, fiumi di parole, presenze in tv, chiacchiere senza fatti. ..” votate  me che cambio le cose…” Qui nessuno cambia nulla, l’unica cosa che è quella famiglia, dove manca la figura guida, la persona di riferimento. Proviamo a spiegare al figlio di questo operaio, che qualcuno al governo, o all’opposizione cerca di fare qualcosa per il precariato, cerca di fare qualcosa per cambiare l’Italia, già!, provino i politici che si fanno belli da Vespa o da Mentana che illudono gli italiani dicendo che hanno loro la soluzione di tutto, la chiave di svolta per tutto, provino ad andare a casa  di questo povero operaio e dirlo in faccia a quel figlio che ora è senza padre. Un operaio, una tassello importante del lavoro italiano, si è ucciso, ucciso! Un grido sordo che non ha trovato orecchie capace di ascoltarlo, o forse che hanno fatto finta di non ascoltare. Un semplice ma importante operaio che tutte le mattine si alzava per andare a lavorare, un padre di famiglia che voleva creare un futuro al proprio figlio alla propria moglie dando loro una casa. Una storia come milioni di storie in Italia, con la paura di non arrivare a fine mese, quella paura che non ti fa dormire la notte, paura che si tramuta in angoscia, quella solita paura che ti costringe nella disperazione, la paura, che ti fa ti da il coraggio per arrivare a toglierti la vita. Ora possiamo parlare, indagare, far passare per pazzo chi pazzo non lo era, attribuire fragilità o quant’altro, ma il punto rimane sempre quello, l’Italia così non può andare avanti, gli italiani si devono rendere conto ( e lo sanno bene) che queste cose in un paese serio, scientifico, culturale, come si ritiene essere l’Italia, non devono accadere. L’Italia , è un paese serio?Cultuale?….l’Italia a me sembra una grande pentola di chiacchiere  dove ci si dispera, ci si uccide perché non si arriva alla fine del mese. Vedo le cose da un punto di vista troppo drastico? Sono troppo pessimista? No! Narro la quotidianità, racconto di un fatto reale che ha del Vergognoso e traggo le conclusioni,  parlo di una persona che con la sua morte ha lanciato un grido, e questa storia non sarà nemmeno l’ultima, fatto questo, che mi lascia ancora più smarrito nella mia angoscia di cittadino.

Ora cosa cambia? Nulla. La notizia passerà nell’indifferenza totale, i politici continueranno a non fare niente, i posti di lavoro continueranno a non esserci, continueranno ad aumentare mutui, pasta, pane, e quant’altro. Chi ha le macchine blu continuerà ad ingrassare e a vomitare parole, e chi invece va in fabbrica continuerà a dimagrire, fino a diventare uno scheletro. Domani la notizia sarà già in qualche cestino, e la vergogna continuerà ad indorare il nostro paese, ma io come scrissi già in un precedente articolo non posso credere che gli italiani siano così ingenui, da abbandonarsi completamente a chi muove i fili. Gli italiani sono pazienti, non burattini, hanno una dignità, un cuore, anche se a volte cedono alla disperazione. La morte di questo operaio dovrebbe essere l’ultima, dovrebbe far riflette tutti, lo stato si dovrebbe fermare, la destra e la sinistra, trovare un dialogo per gli italiani e non per il potere, la politica dovrebbe non cambiare le foglie, ma diserbare l’albero e rinnovarsi, solo così la morte del nostro connazionale sarà servita a qualcosa. Ma sappiano tutti che non sarà così. Ho fatto del retorica comune? Già, ma sapete sono un cittadino come voi e vorrei  quello che vorreste voi, vorrei non dover più scrivere per una morte del genere, vorrei non illudermi o sperare che in Italia cambino le cose, ma che cambiassero veramente una volta per tutte, mi piacerebbe poter lottare per il mio futuro scontrandomi con una politica vera, non falsa e spesso inesistente. Vorrei tanto, non dovermi vergognare del mio paese.