Il pensiero di Peppe Mariani sulla Legge per la Sicurezza nello Sport

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 "Finalmente un passo in avanti su una problematica che non poteva più ammettere tentennamenti e rinvii". E' ancora visibilmente entusiasta Peppe Mariani, presidente della Commissione Lavoro, 

   Politiche Sociali e Politiche Giovanili della Regione Lazio, a poche ore dall'approvazione della proposta di legge sugli interventi per la promozione , il sostegno e la diffusione della sicurezza nello sport. "La nota più significativa evidenziata da questa proposta di legge, della quale sono stato firmatario, è la trasversalità che ha unito tutte le forze politiche. Davanti ad una questione così urgente è stata accantonata ogni preclusione di parte e questo è sintomo di maturità e buonsenso. C'era un'attesa fervente da parte di tutto il mondo dello Sport, soprattutto perché tra i primi fruitori ci sono proprio bambini e ragazzi" Entrando nel vivo dell'argomento e approfondendo le caratteristiche della proposta di legge, Mariani fa notare che "gli aspetti essenziali sono tre: l'impiantistica pubblica, il sistema sanitario e l'etica sportiva. Per il 2009 è previsto uno stanziamento di 500 mila euro per interventi strutturali negli impianti sportivi del Lazio, che sosterrà anche la tutela del diritto alla salute delle persone che praticano attività sportive. Una cifra utile quantomeno a garantire le elementari misure di sicurezza. L'auspicio è che possano costituire un deterrente alle negligenze emerse finora. In tal senso è stato indispensabile l'impulso continuo dato dalle Fondazioni Bini e Castelli, che hanno richiesto a gran voce segnali concreti da parte della politica." Ma il pensiero di Mariani vola inevitabilmente al ricordo di chi non c'è più, vittima di un sistema che troppo spesso ignora o, ancor più tristemente, è incurante dei rischi che lo Sport può riservare. " Il dolore per le tragedie di Alessandro Bini, Giorgio Castelli e tanti altri giovanissimi, scomparsi mentre si dedicavano alla loro passione, è tuttora vivo. Il plauso va alle famiglie, che stoicamente convivono col dolore ma, senza subirlo passivamente, hanno fatto della lotta per la sicurezza nello sport la propria ragione di vita. E' stata indetta una giornata regionale per la promozione della sicurezza nello Sport il 9 febbraio, giorno del compleanno di Alessandro Bini, il giovane tragicamente morto lo scorso anno su un campo di calcio dopo aver urtato contro un rubinetto. La scelta di tale ricorrenza non è casuale, ma dettata dalla volontà di riappropriazione della reale essenza dello Sport, inteso come esperienza ludica, aggregativa e di benessere fisico e mentale. In un momento storico in cui dilagano la crisi di valori e la penuria di agenzie formative c'è ancora più entusiasmo nell'accogliere una proposta di legge che restituisce dignità allo Sport non solo nella sua accezione agonistica ma anche socializzante. Tornare a concepire la disciplina sportiva come palestra di vita significa favorire la relazione interpersonale, preservando i ragazzi dall'isolamento e dall'appiattimento emotivo che la nuova frontiera della tecnologia vorrebbe imporre. Oltre che contribuire a tenere lontano il rischio di uno stile di vita eccessivamente sedentario e deleterio per la salute. Un'eccellenza dovuta proprio a questa molteplicità di risorse, che le istituzioni non possono esimersi dall' incentivare."