Svelato il “segreto” di Rita Levi Montalcini «Assume la sua molecola per via oculare»

0
1050
Rita Levi Montalcini con Napolitano (Ansa)

Standing ovation in Campidoglio per i cento anni della scienziata, dopo la festa al Quirinale con Napolitano

 
 

 

Svelato il "segreto" di Rita Levi Montalcini
«Assume la sua molecola per via oculare»

Standing ovation in Campidoglio per i cento anni della scienziata, dopo la festa al Quirinale con Napolitano

ROMA – Rita Levi Montalcini ha compiuto cento anni e forse il suo segreto non è più un segreto. Pietro Calissano, vicepresidente dell’Ebri (European Brain Research Institute), che da 44 anni collabora con la celebre scienziata, ha detto a margine della celebrazione a lei dedicata in Campidoglio che prende tutti i giorni il Ngf (Nerve growth factor) in forma di gocce oculari per problemi alla vista. Si tratta della molecola scoperta dalla stessa Montalcini negli anni ’50 e che le è valsa il premio Nobel. Calissano ipotizza che la sostanza raggiunga il cervello, favorendone la naturale plasticità. Insomma il segreto della vitalità della centenaria più famosa d’Italia potrebbe risiedere proprio nella sua scoperta. «Mi auguro che resti con noi il più a lungo possibile, perché rappresenta un continuo stimolo a lavorare al meglio tutti i giorni» ha detto il collaboratore.

Rita Levi Montalcini con Napolitano (Ansa)

 

STANDING OVATION – La cerimonia per i 100 anni della scienziata al Campidoglio si è aperta con una standing ovation e un lungo applauso dei partecipanti raccolti in Aula Giulio Cesare. Ad accompagnare il premio Nobel, che proprio il 22 aprile festeggia il suo compleanno, il sindaco Gianni Alemanno con la moglie Isabella Rauti, il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini e il sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio. La cerimonia prosegue per l’intera giornata con un convegno scientifico che sarà chiuso dalla scienziata. «Con profonda ammirazione gratitudine, infiniti auguri»: è il messaggio che la Montalcini ha lasciato sul Libro d’oro del Campidoglio, quello su cui gli ospiti d’onore scrivono un loro pensiero. Alla Montalcini, ha annunciato il ministro Gelmini, in apertura del convegno dell’Ebri il governo «intitolerà il programma contro la fuga di cervelli e per il rientro in Italia dei nostri ricercatori. Un piano che quest’anno sarà finanziato con 6 milioni di euro, il doppio rispetto all’anno scorso».

«ESEMPLARI VIRTÙ CIVILI» – Due giorni fa anche il presidente Napolitano ha reso omaggio alla Montalcini, usando il salone delle feste del Quirinale per organizzare una vera festa in onore di «una cara amica, una grande donna di scienza e di esemplari virtù civili. Ha illustrato la patria per altissimi meriti e ha dimostrato un profondo attaccamento all’Italia», ha detto il capo dello Stato, regalandole una medaglia d’oro coniata per l’occasione. Fra gli invitati c’erano le alte cariche dello Stato, due premi Nobel (Carlo Rubbia e Aaron Ciechanover), alcuni scienziati, illustri estimatori fra cui l’ex premier Romano Prodi, due presidenti emeriti della repubblica, Oscar Luigi Scalfaro e Carlo Azeglio Ciampi, che nel 2001 la nominò senatore a vita.

«CREDETE NEI VALORI» – Al Quirinale la Montalcini si è commossa, ma non per questo ha rinunciato a prendere la parola. Quando la «grande donna di scienza» si è alzata ed è andata al microfono, è apparsa minuscola, fragile, elegantissima. Ha parlato a braccio per cinque minuti. Ha ringraziato in particolare Napolitano, al quale ha tributo ammirazione, e Ciampi che «nominandomi senatore del mio paese – ha detto – mi ha conferito l’onorificenza più alta alla quale potessi aspirare». «Oggi ho il privilegio di aver compiuto cento anni, privilegio che non molti altri hanno, e il privilegio di conservare ancora la capacità di intendere e di volere, e di lavorare ancora alle mie ricerche sul sistema nervoso». «È una fortuna per me incredibile – ha concluso – essere ancora fra i viventi, dopo aver attraversato momenti non sempre facili. Credo che la cosa più importante della mia vita sia stato aver dedicato tutto il tempo possibile a chi ha bisogno. Il corpo può morire. Ma – ha detto fra gli applausi – restano i messaggi che abbiamo mandato in vita. Perciò il mio messaggio è questo: credete nei valori».