Pazienti più tutelati dalle infezioni contratte in ospedale

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Il Parlamento si è pronunciato su una proposta di raccomandazione agli Stati membri che suggerisce una serie di misure volte a prevenire e lottare contro infezioni, errori medici e complicazioni che si verificano durante o dopo un intervento chirurgico.


 I deputati propongono di fissare un obiettivo di riduzione del 20%, entro il 2015, di tali eventi sfavorevoli e chiedono di rafforzare la formazione degli operatori e la consapevolezza dei pazienti sui rischi e sui diritti in caso di incidenti.  

Si stima che negli Stati membri dell’UE una quota compresa tra l’8% e il 12% dei pazienti ricoverati presso ospedali soffrono di “eventi sfavorevoli” (incidenti che comportano un pregiudizio per il paziente) mentre ricevono cure sanitarie, ossia un numero compreso tra 6,7 e 15 milioni di pazienti ospedalizzati ed oltre 37 milioni di pazienti che hanno richiesto cure sanitarie primarie. Fra gli eventi sfavorevoli più frequenti vi sono le infezioni nosocomiali, gli errori legati ai farmaci e le complicazioni che si verificano durante o dopo un intervento chirurgico. Se alcuni di essi sono correlati ai rischi intrinseci agli interventi o farmaci necessari, altri sono invece provocati da errori medici potenzialmente evitabili. Si ritiene inoltre che le infezioni nosocomiali (ICA) colpiscano in media un paziente su venti, ossia ogni anno 4,1 milioni di pazienti nell’Unione europea, e che circa 37.000 decessi siano dovuti ogni anno alle conseguenze di tale infezione. 

Alla luce di questi dati, la Commissione europea ha presentato una comunicazione e una proposta di raccomandazione che suggeriscono una serie di azioni da attuare a livello nazionale o europeo (o in combinazione tra i due livelli), comprese la prevenzione e la lotta contro le infezioni nosocomiali. L’obiettivo dell’iniziativa consiste nel proteggere i cittadini dell’Unione europea dai danni evitabili nel settore delle cure sanitarie incoraggiando gli Stati membri ad adottare adeguate strategie per la prevenzione e la lotta contro gli eventi sfavorevoli nel settore delle cure sanitarie, comprese le infezioni nosocomiali, e nel migliorare la fiducia dei cittadini riguardo alla sufficienza, all’adeguatezza e alla comprensibilità delle informazioni sul livello di sicurezza e sulla possibilità di presentare ricorsi nel quadro dei sistemi sanitari UE.  

 

Il Parlamento è solo consultato sulla proposta di raccomandazione (che dovrà essere adottata dal Consiglio dei Ministri UE) ma – approvando la relazione di Lia SARTORI (PPE/DE, IT) con 521 voti favorevoli, 6 contrari e 5 astensioni – non rinuncia a suggerire numerosi emendamenti volti a rafforzare ulteriormente la tutela non solo dei pazienti, ma anche degli operatori sanitari. Inoltre, un emendamento chiede di fissare un obiettivo preciso di riduzione del numero di persone colpite ogni anno da infezioni nosocomiali nell’UE: il 20% entro il 2015, che corrisponde a 900.000 casi l’anno. A tal fine, gli Stati membri dovrebbero dotarsi degli strumenti opportuni. 

La Commissione raccomanda ai governi di sostenere la creazione e lo sviluppo di politiche e programmi nazionali, nonché di informare cittadini e pazienti e metterli in grado di agire attivamente al fine di assicurare la loro libertà di scelta e di decisione. A quest’ultimo proposito, i deputati chiedono di fornire ai pazienti le informazioni riguardo al rischio derivante dalle cure e all’avvio di procedure giudiziarie intese a facilitare la richiesta di indennizzi per danni alla salute, «anche nei confronti delle aziende farmaceutiche». 

La raccomandazione propone inoltre agli Stati membri di creare o rafforzare sistemi di segnalazione e di apprendimento relativi agli eventi sfavorevoli, al fine di fornire informazioni adeguate sulla portata, i tipi e le cause di errori, eventi sfavorevoli e situazioni che hanno quasi provocato degli incidenti. I deputati chiedono di indicare anche l’identità delle persone responsabili e di garantire che tra le autorità sanitarie nazionali avvenga uno scambio di informazioni confidenziali sul personale sanitario riconosciuto colpevole di negligenza o di errori professionali. Ma anche di fornire una formazione adeguata a tutto il personale sanitario per consentirgli di utilizzare la tecnologia medica «in modo appropriato». 

Gli Stati membri dovrebbero poi classificare, codificare e misurare in maniera adeguata la sicurezza dei pazienti, cooperando con la Commissione europea, e condividere conoscenze, esperienze e le migliori pratiche a livello europeo.  

La Commissione raccomanda inoltre agli Stati membri di adottare e attuare una strategia nazionale per la prevenzione e la lotta contro le infezioni nosocomiali. A tale proposito, i deputati chiedono di introdurre efficaci meccanismi di valutazione del rischio e di prevedere un’adeguata tutela del personale sanitario attraverso vaccinazioni, profilassi post-esposizione, screening diagnostici di routine e utilizzo di tecnologie di protezione dalle esposizioni. Propongono inoltre di aumentare l’efficacia della prevenzione degli istituti di lungodegenza e riabilitazione. A loro parere, occorre poi garantire il massimo livello di pulizia, igiene e, ove necessario, asepsi di tutto il materiale destinato a venire a contatto con i pazienti, ed è necessario promuovere l’igiene delle mani tra il personale sanitario. Un altro emendamento chiede di informare il centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie in merito all’insorgere di ogni infezione nosocomiale che interessi un numero significativo di pazienti. I deputati, inoltre, propongono di condurre campagne d’informazione destinate all’opinione pubblica e al personale sanitario con l’obiettivo di ridurre le prassi che comportano una resistenza antimicrobica. 

La Commissione si propone di elaborare, entro tre anni, una relazione che valuti l’impatto della raccomandazione e analizzi in quale misura le azioni proposte abbiano funzionato e se sono necessarie ulteriori disposizioni. I deputati, le chiedono inoltre di individuare anche i punti in cui le vigenti norme giuridiche comunitarie potrebbero essere rafforzate per migliorare la sicurezza dei pazienti, ad esempio garantendo che, in caso di trasferimento degli operatori sanitari in un altro paese europeo, le autorità di regolazione delle professioni sanitarie si 
scambino informazioni sulle procedure disciplinari concluse o ancora in corso nei confronti di singole persone e non solo sulle loro qualifiche originarie. La invitano inoltre a elaborare un documento destinato ai pazienti sulla prevenzione delle infezioni nosocomiali, sulla scorta della Guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.