L’ Euro sbarca in Inghilterra

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Le coste d’oltre Manica affrontano la crisi accettando le banconote europee. 

Con l’arrivo della bella stagione la riviera inglese ha pensato bene di non farsi scappare nemmeno un centesimo dalle proprie mani, nemmeno se si tratta del tanto temuto centesimo di Euro.

Bournemouth e Pool, due tra le maggiori località balneari presenti nel Sud dell’Inghilterra, sperano in questo modo di attirare un maggior numero di turisti così come di intascare quei pochi euro rimasti nelle tasche di quei vacanzieri britannici che, almeno per quest’anno, non si potranno godere la consueta vacanza nelle belle, e in passato più economiche, riviere del Mediterraneo.  Al momento sono una ventina, tra hotel e ristoranti, quelli che hanno aderito all’iniziativa che prevede di accettare come mezzo di pagamento i nostri euro. Attenzione però: sono consentiti solo pagamenti in banconote e l’eventuale resto verrà dato in sterline.  

Che sia il primo passo verso il passaggio dalla sterlina all’euro? Se per i commercianti questo viene visto solo come un sistema per incrementare i guadagni in un momento in cui la crisi ha messo in ginocchio la moneta inglese, diversamente la pensa il resto della popolazione. Dalla Scozia arrivano le prime polemiche di coloro che, da sempre abituati a vedersi accettare di malgrado, o molto spesso persino rifiutare, le sterline scozzesi (in realtà in corso legale in tutta la Gran Bretagna, ndr), ora vedranno stranieri pagare liberamente con quell’Euro che all’epoca tutto il Paese aveva rifiutato con determinazione di avere. Molti pensano che questa sia solo una strategia per poi passare definitivamente alla nuova moneta. E se da una parte c’è chi grida al traditore e si vendicherà non andando in vacanza in queste zone pro-euro, dall’altra c’è invece chi non vede l’ora di sentirsi al cento per cento europeo e approva pienamente questa iniziativa. E noi europei invece, cosa ne pensiamo? Le opinioni sono varie. I vicini di casa francesi la trovano una bella idea, a patto però che non ci si approfitti del turista con ingiustificate maggiorazioni sui prezzi. Altri non vedono invece il vantaggio nel ricevere poi come resto una manciata di sterline, magari soggetta anche ad un tasso di cambio elevato. Insomma tanti sono i pro e i contro che questa trovata ha portato. Solo nel corso dei prossimi mesi si potrà veramente valutare l’efficacia di tale progetto.

Al momento possiamo solo augurarci che quest’iniziativa non porti solamente a far surriscaldare gli animi di patriottici ed europeisti, ma che porti piuttosto a far salire un po’ le temperature stagionali almeno per coloro che, a prescindere da euro o sterline, vorranno solo godersi un po’ di meritato riposo su di una soleggiata costa inglese.  
 

Elena Pinazzi