I cento giorni del Presidente Obama fra maggioranza ed opposizione

0
935
obama.jpg

Sono trascorsi più di tre mesi dall’insediamento solenne e largamente partecipato di Barack Obama alla Casa Bianca.


 David Plouffe, uno degli strateghi della campagna elettorale e della comunicazione dell’attuale presidente ha inviato a milioni di corrispondenti sparsi in tutto il mondo una lettera circolare, in cui descrive, punto per punto, l’operato del governo tutto centrato sulla necessità del cambiamento, coerente con lo slogan centrale della lunghissima  campagna elettorale. All’elenco fanno da commento le testimoninze di tante persone che dichiarano di  sentire un effettivo cambiamento in meglio nel loro quotidiano. 

Dunque l’operoso David elenca i provvedimenti presi in politica interna per  lavoro, sgravi fiscali, sanità, casa, istruzione, energie pulite e parità salariale fra uomini e donne, ed infine per la cessazione della presenza delle truppe americane in Iraq. I commenti degli elettori sono quasi tutti centrati sui benefici economici provenienti dagli sgravi fiscali e sull’estensione della copertura sanitaria.

Mi soffermo solo sui provvedimenti che riguardano la produzione di energia pulita, perchè ritengo che questo sia un argomento di cruciale importanza anche per l’Europa e l’Italia. Il pacchetto stimolo per l’energia pulita prevede che la produzione di  questa raddoppi nei prossimi tre anni per mezzo di sostegni finanziari  e sgravi fiscali alle compagnie interessate. Inoltre ci sono sostegni per la ricerca di nuove fonti di energia, in particolare è sostenuta la produzione di veicoli elettrici.

Fortemente ideologica e senza mezzi termini la reazione del GOP (Grand Old Party) firmata da Michel Steel, Presidente del Republican National Committee. Secondo lui il cambiamento dei Democratici si configura come un assalto al capitalismo, alla libera impresa ed alla responsabilità fiscale e le attuali politiche della Casa Bianca e del congresso controllato dai Democratici costituiscono la spesa e la tassazione più irresponsabili che abbia mai avuto l’America. Changed America significa debiti verso creditori come la Cina, nazionalizzazione delle banche, industrie e sistema sanitario. Infine si sottolinea la fine delle libertà individuali sacrificate all’altare del collettivismo(in inglese collectivism).Collettivismo, sembra che questo termine desueto da vent’anni, cioè dall’epoca della caduta del Muro di Berlino, sia oggi riportato in uso dalla destra americana.

Altrettanto esplicite le accuse rivolte al Senatore ex-repubblicano Arlen Specter che è passato alle file democratiche, riducendo la possibilità dei repubblicani di rallentare la radicale programmazione di Obama e della sua banda della sinistra radicale. Le accuse sono di egoismo ed attaccamento al titolo di Senatore più che al partito ed ai principi che lo hanno formato ed eletto.

Per superare questo scontro di giganti  diamo un’occhiata  alla voce della gente per mezzo dei sondaggi Gallup.  Secondo l’inchiesta condotta nel primo quarto del 2009, da gennaio a marzo,  il 35% degli americani si identificano con i Democratici, contro un 28%  dei Repubblicani. Questa distanza di 7 punti è simile a quella trovata nel 2006, quando la corrente politica cominciò a girare a favore dei democratici. Il sondaggio Gallup del 1 maggio  prende in considerazione il sostegno al governo in relazione all’appartenenza a gruppi religiosi. Musulmani ed Ebrei americani danno ad Obama la più alta percentuale di approvazione, all’85% ed al 79%, rispettivamente. Obama riceve anche un solido sostegno di maggioranza dai Cattolici, il 67%, e dai Protestanti, il 58%, e più consenso che dissenso dai Mormoni.          

Infine, al di sopra dello scontro fra la politica della maggioranza e le critiche dell’opposizione, c’è da notare il rilievo crescente che acquista la First Lady Michelle. Avvocato proveniente dalle grandi università sebbene nata in una  modesta famiglia del ghetto nero di Chicago,  incarna la migliore espressione al femminle della meritocrazia odierna, questa sì veramente bipartisan. Appare evidente che sul valore di  certi titoli accademici e professionali ci sia generale consenso, al di là di inevitabili differenze ideologiche. Michelle è l’immagine vincente della donna professionista per merito, che sa essere anche moglie e madre.Vestita in modo semplice, non costosissimo, adatto per stile e colori alla sua figura forte ed  atletica, la roccia della vita di marito e figlie, è la migliore immagine di donna attuale, postfemminista, consapevole ed attenta ai diritti di tutti ed ai valori della famiglia. Coerente con la politica verde del Presidente, la sua creazione di un orto nello spazio verde della Casa Bianca, alla cui elaborazione hanno partecipato alcune classi delle scuole di Washington. Ottimo esempio per le nostre scuole che dispongono di un po’ di spazio aperto in stato di abbandono.