INTERVISTA ad Alfonso Pecoraro Scanio

0
1053

Efficienza energetica,energie alternative, il nucleare come grande fallimento economico e ancora, biocarburanti ed allevamento. Tutto questo nell’intervista ad Alfonso Pecoraro Scanio,ex ministro dell’ambiente e fondatore dei Verdi.Di Flavia Squarcio,fonte Il Grecale


Alla luce della conferenza “Da Siracusa a Copenaghen” e in vista di quella di Bonn, vuole fare un bilancio della situazione italiana,in merito al clima e in più in generale all’economia verde?

 

Sostanzialmente sono deluso per la situazione che vive l’Italia attualmente. Avevamo una posizione d’avanguardia, come ha anche riconosciuto il Financial Times lo scorso ottobre. Avevamo lottato contro il cambiamento climatico,per l’economia verde; adesso sono stati tagliati i fondi destinati all’ambiente, alla difesa del suolo e al dissesto idrogeologico, invece di parlare di solare e in generale di energie rinnovabili, si continua a discutere di nucleare, ben sapendo che le centrali nucleari sono un fallimento. La situazione attuale in Italia è sicuramente di retroguardia.

 

 

  1. Nucleare. E siamo arrivati al punto. Spesso si parla di nucleare come una strada per il risparmio energetico. Ci sono dei rischi facilmente intuibili. Ma economicamente conviene davvero?

 

Non si tratta solo di rischi. E non c’è nessuna correlazione con il risparmio energetico. Si tratta soltanto di un alibi. E’ un po’ lo stesso meccanismo per cui, invece di parlare di problemi economici, in Italia si parla di Noemi. Il nucleare è un fallimento economico,non conviene. Non c’è nessuna azienda al mondo che investe sul nucleare e questo dovrebbe dirla lunga sulla sua reale convenienza. E poi è impossibile trovare una collocazione. Quando arriverà un nucleare senza scorie, allora forse si potrà discutere. Ciò di cui si parla adesso è la fissione nucleare che non ha risolto i problemi.

 

  1. Allevamento e deforestazione. Mi ha colpito un articolo che parlava di questo argomento. E’ possibile fare un parallelo con un altro problema,quello dei biocarburanti, prodotti nei paesi in via di sviluppo, con prodotti alimentari, e che hanno messo a rischio il sostentamento di intere popolazioni? Come si può conciliare allevamento e rispetto dell’ambiente?

 

L’argomento è molto complesso e andrebbe approfondito. Le due situazioni presentano caratteristiche diverse. I biocarburanti dovrebbero essere realizzati con filiera corta, quindi prodotti e consumati in loco e non trasferiti attraverso percorsi di migliaia e decine di migliaia di chilometri; poi devono essere realizzati con prodotti no food, quindi senza sottrarre nulla alle popolazioni, soprattutto i terreni per le necessità alimentari, in modo particolare quando queste necessità sono di primaria importanza. Ciò che crea problemi,poi, è l’allevamento intensivo, l’allevamento tradizionale non crea e non ha mai creato problemi perché avviene nel rispetto degli elementi naturali. C’è equilibrio. La cosa importante è gestire l’allevamento tradizionale nel modo più naturale possibile.

 

  1. Forse un po’ tutti ne abbiamo sentito parlare spesso. Magari,però, ai lettori de l’ItaloEuropeo farà piacere leggere nuovamente l’argomento. Quali energie alternative propongono i Verdi?

 

Quando ho fondato i Verdi, più di vent’anni fa,precisamente nel 1987, è stato scelto il sole come simbolo, perché i Verdi proponevano l’energia solare. Nel 2007 ho fatto la legge sul solare, il cd. conto energia, e oggi l’Italia ha visto aumentare notevolmente le realtà che si occupano di solare; il fotovoltaico si è diffuso grazie alla mia riforma. Certo sono stato attaccato dalle lobbie del petrolio e da tutti i prezzolati politici di destra e di sinistra legati a quella lobbie, ma abbiamo dimostrato come Verdi e come ambientalisti che la nuova energia c’è. Dobbiamo poi imparare a sfruttare altre forme di energia, ad es. la geotermia perché siamo un paese vulcanico. Importante è anche l’efficienza energetica, sprechiamo troppa energia, ci vorrebbe un uso razionale che porterebbe un risparmio dal 30 al 40%, senza diminuire l’uso di elettrodomestici o della luce.