Le relazioni private di Berlusconi

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Oggi prenderò in esame il dietro alle quinte della vita di Berlusconi, che condiziona la sua politica molto all’italiana e i suoi rapporti con i giovani e le giovani.

Lo spunto nasce dalle parole di Elisa Alloro (www.elisalloro.it ) che si è sentita offesa e chiamata in causa dalle dichiarazioni di Veronica Lario sul “ciarpame senza pudore”. Il suo libretto “Noi, le ragazze di Silvio” (www.alibertieditore.it, 2009) è una comunicazione indirizzata a Veronica e all’opinione pubblica, per spiegare che molte delle ragazze che dovevano candidarsi alle elezioni europee erano persone con molte qualità. Purtroppo il fattore della bellezza era quello più visibile e ha attirato l’attenzione delle stampa più mediocre. Non dimentichiamo che in tutti i settori dove si lavora a contatto col pubblico l’aspetto fisico è importante: pensiamo alle bariste e alle informatrici farmaceutiche. E dato che un politico deve vendere se stesso la bellezza è un fattore fondamentale. E i fatti hanno dato ragione a Berlusconi: le tre candidate di bella presenza proposte sono state tutte elette.

Per quanto riguarda i regalini di Berlusconi si sa che è un uomo molto generoso che applica alla perfezione le regole della politica italiota dello scambio di favori: “Inoltre va sottolineato che la filantropia del presidente non si limita alle esponenti del gentil sesso. Lui distribuisce equamente aiuti di ogni sorta a uomini e donne, senza alcuna discriminazione di natura sessuale, sociale e anagrafica” (p. 19). Berlusconi è stato un ragazzo relativamente povero e posso capire il suo bisogno di aiutare: il problema è che a volte questa generosità finisce nei contesti sbagliati.

Tuttavia, a quanto mi risulta, Berlusconi è sempre stato un uomo intelligente alla ricerca di talenti, questo perché sapeva che in tal modo poteva imparare e guadagnare tantissimo. Non solo nel mondo del calcio ma anche nei rapporti d’affari ha sempre amato circondarsi di persone molto capaci ed esperte. E consulenti indipendenti hanno affermato che Berlusconi imparava velocemente i segreti dei diversi mestieri. Ma in politica Berlusconi si è adattato alla cultura burocratica e scarsamente meritocratica patriarcale: il sesso maschile e l’anzianità la fanno da padroni anche nel Popolo delle Libertà.

Di tutto il resto preferirei non parlare perché non amo il gossip. Ma le donne dovrebbero essere più comprensive con i loro uomini: l’80 per cento degli uomini è naturalmente infedele perché è impossibilitato a non sbagliare nel controllare un sistema ormonale troppo potente che si è evoluto in condizioni di scarsità di cibo e di sesso. Inoltre è stato dimostrato che quasi tutti i leader uomini (circa il 5 per cento della popolazione) hanno una spinta ormonale più forte e anche molte più tentazioni: infatti tutti sanno che le donne più belle sono attratte dai soldi e dal potere.

Dunque l’opera è sviluppata con lucidità e intelligenza, ma non ho apprezzato la retorica finale dell’autrice che conclude così: “Perché l’infinita sensibilità vibrante di una donna non è una cosa che si può stendere su un letto” (p. 86). Infatti oggigiorno le sensibili antenne femminili vibrano prevalentemente in presenza delle carte di credito maschili.  

Comunque è molto meglio un capo autoritario che spende e spande a piene mani, piuttosto di un tiranno a cui piace menare le mani. In effetti Berlusconi è il vecchio capo villaggio di un paese europeo sempre più africanizzato: sia a livello economico-sociale, che a livello politico.

P. S. “Persino il migliore degli uomini, a vedersi garantito un simile potere, modificherebbe la sequenza dei suoi ragionamenti. L’insolenza gli sarebbe instillata dai vantaggi della sua posizione… l’insolenza lo porterà a indulgere in molti atti di licenziosità, e l’invidia in molti altri ancora” (Erodoto, Storie, Libro 3, par. 80).