L’ipotesi e lo studio del cancro…

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I " virus" del cancro e i potenziali di membrana

Nei precedenti articoli si è ipotizzata una protezione elettrica contro i virus del cancro. L’aggressione sarebbe facilitata, non solo dalla diminuzione del consumo di ossigeno, ma soprattutto dalla diminuzione dei potenziali di membrana.

Una cellula sana ha una prevalenza di cariche negative al suo interno con maggior numero di K+ rispetto agli ioni NA+ che prevalgono al suo esterno nel liquido interstiziale. Vi è una differenza di potenziale fino a – 90MV considerando O il potenziale del liquido interstiziale. Il potenziale di membrana nelle vecchie cellule scende fino a – 50MV. Nelle cellule degenerate scende fino – 15MV. Dati ancora più importanti sono quelli sulla concentrazione del K+ intracellulare rilevati da Moravek e Kishi che risalgono al 1932. All’interno delle cellule sane il potassio è di 290 mg%. Nel tessuto neoplastico in via di sviluppo è di 50 mg%. Nel tessuto neoplastico sviluppato è di 25 mg%. Nel tessuto neoplastico in fase terminale oscilla fra 5 mg% e O mg%.Il potenziale di membrana va di pari passo con la concentrazione dello ione K+ all’interno della cellula. Diminuendo il potassio all’interno della cellula diminuisce il potenziale di membrana perché diminuiscono le cariche negative. Quali potrebbero essere i motivi che favoriscono l’ingresso dei virus del cancro quando diminuisce il potenziale di membrana? Perché non tutti contraggono il cancro?  Sulla faccia interna della membrana cellulare che è un isolante, un dielettro, sono poste le cariche negative.  Sulla faccia esterna si trovano le cariche positive. L’insieme costituisce un campo elettrico. Il virus del cancro cerca di penetrare nelle cellule applicando il polo negativo del solenoide costituito dal suo DNA sulla membrana cellulare ma viene respinto dalle cariche negative che si trovano sulla faccia interna della membrana perché esse sono dello stesso segno negativo. Finché il campo elettrico è elevato il virus non può aderire alla membrana, di conseguenza non può entrare nella cellula. Quando il potenziale di membrana diminuisce  o è annullato anche in una piccola parte della membrana, vi può aderire con la strana proboscide a carica negativa che gli permette di penetrare nel citoplasma della cellula.

Uno dei caposaldi dell’ipotesi virale sarebbe l’induzione elettrica sulle membrane cellulari.

Condizione favorevole alla adesione dei virus sul lato esterno della membrana, premessa indispensabile per l’ingresso all’interno della cellula, è la formazione temporanea di cariche elettriche positive sulla faccia interna della membrana. Questo fenomeno può essere dovuto a radiazioni ionizzanti. Per la sua natura isolante, la membrana può mantenere per breve tempo le cariche positive sulla sua faccia interna, anche quando è cessata l’azione del forte campo elettrico  che ha provocato l’induzione. Quando esistono ancora le cariche positive sulla superficie interna si può verificare l’adesione della polarità negativa dei virus. Un ruolo importante contro il cancro sarebbe esercitato dalla vasopressina, l’ormone antidiuretico che impedisce la perdita di potassio nelle urine e favorisce la ricarica di ioni potassio nelle cellule mantenendo alto il potenziale di membrana. Molte sono le deduzioni che si possono fare sui potenziali di membrana. Se l’insorgenza dei casi di cancro è favorita dalla perdita di potassio e dall’aumento della diuresi, dovuta alla inibizione dell’ormone antidiuretico, si può ritenere che tutte le cause di inibizione della vasopressina, come i tranquillanti, gli anticoncezionali, molti diuretici ed altre sostanze che provocano la perdita di potassio, favoriscano l’insorgenza del cancro.

Un quesito da porre ai fisici di buona volontà è quello di stabilire quali siano le condizioni che possano variare temporaneamente il campo elettrico di membrana, determinando per induzione l’accumulo di cariche positive sulla sua faccia interna.

Un esempio può essere quello dello sfregamento sulla pelle di indumenti sintetici.

Altro esempio è quello delle radiazioni sprigionate dagli elettrodomestici, dai computers, dai radar, dai cavi dell’alta tensione.

L’azione cancerogena dovrebbe essere legata solo a quegli stimoli che possono determinare per induzione un accumulo di cariche positive sulla superficie interna della membrana.

Gli stimoli opposti che aumentano per induzione le cariche negative sulla faccia interna della membrana avrebbero invece un effetto benefico.

Qual è l’effetto di induzione della magnetoterapia sui potenziali di membrana? Se un potente stimolo fisico provoca un aumento delle cariche elettriche negative anche nel citoplasma, dovrebbe costituire un ostacolo all’ingresso del virus nel nucleo della cellula e, di conseguenza, all’aggancio magnetico al DNA della cellula. Il virus rimarrebbe così inattivo.