La Grande Guerra: il grande mistero della disumanità

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Nel libro “L’apocalisse della modernità. La grande guerra per l’uomo nuovo” (Mondadori, 2008), si esplora la società e la cultura dei primi anni del Novecento, per cercare di capire i motivi dell’esplosione e della durata irrazionale e ingiustificata della Prima Guerra Mondiale.

Lo storico Emilio Gentile, che ha vinto il Premio Hans Sigrist per i suoi studi sulle religioni della politica, ha ricostruito in modo esauriente la nascita e la degenerazione della malattia nazionalista guerrafondaia che può colpire anche nel 2009. Infatti i primi anni del Novecento furono anni di grandi progressi tecnologici e civili e nessuno si sarebbe mai aspettato una carneficina tremenda e apocalittica come la Prima Guerra Mondiale. Ma l’essere umano è sempre pronto a trovare giustificazioni per lottare contro altri esseri umani, anche se la forza bruta non è nulla di cui vantarsi, “è solo un accidente che nasce dalla debolezza altrui… La conquista della terra… non è una gran bella cosa se la scrutate a fondo. Ciò che la redime è soltanto l’idea… qualcosa davanti alla quale ci si possa inchinare, e alla quale offrire sacrifici” (Joseph Conrad, Cuore di tenebra, 1899, romanziere di origine polacca). Inoltre in guerra l’eroismo è la vera eccezione e gli squartamenti e gli sbudellamenti sono la regola: la maggior parte degli accadimenti sono dovuti al caos e al caso. Ci sono morti abbandonati, pezzi di cadaveri sparpagliati ovunque che ricordano continuamente ai militari e ai civili vivi, quella che può essere la loro rapida fine. Questa descrizione terrificante ci ricorda che combattere è diventato un mestiere obbligatorio di lavoratori asserviti alla catena di montaggio. Nelle guerre moderne “tutto viene fatto meccanicamente: la si potrebbe chiamare l’industria organizzata della macelleria umana” (studente tedesco, 1915). Purtroppo la guerra diventa sempre più tecnologica e impersonale, e si riducono i freni inibitori di carattere individuale che per millenni hanno limitato le morti e le crudeltà negli scontri umani (Irenaus Eibl-Eibesfeldt, “Etologia della guerra”, “Amore e odio”).

Del resto “la storia (nonché la logica stessa della vita) mostra che gli stati e gli altri aggruppamenti sociali sono tra loro perpetuamente in lotta vitale per la sopravvivenza… e uno dei casi acuti di questa lotta è ciò che si chiama guerra” (Benedetto Croce, p. 203). Ciò nonostante tutti gli uomini condividono anche degli istinti morali e un’etica di base simile ad una grammatica universale (Marc Hauser, neuroscienziato, “Menti morali. Le origini naturali del bene e del male”).

Comunque, sia per Freud, che per Einstein, c’era una solo spiegazione principale a quella insana macelleria umana che molti si ostinano a chiamare guerra: la violenta psicologia maschile, che andrebbe finemente rieducata fin dall’asilo nido. Ma per quanto riguarda la Grande Guerra ci furono altre concause: una era dovuta alla sovrappopolazione e l’altra era di carattere economico. Secondo J. K. Galbraith, la progressiva indipendenza di molte colonie europee nei vari continenti, aveva portato ad un forte aumento del costo delle materie prime e di conseguenza aveva provocato un cortocircuito economico e la forte crisi sociale, che molti governanti hanno cercato di controllare deviando l’aggressività all’esterno con la dichiarazione di guerra ai paesi confinanti.

Invece il vero motivo politico è questo: la guerra rende ogni paese molto dipendente dall’azione di pochi individui (politici, generali, industriali), “mentre, in periodo di pace, il corso delle cose è il frutto del movimento e dell’azione delle grandi masse di cittadini” (Ralph Waldo Emerson, p. 123).

E i motivi religiosi alla base delle guerre sono i virus della violenza inoculati dai fondamentalisti e dagli affaristi pseudo-religiosi opportunisti. Quindi per cercare di trovare il giusto punto di vista religioso riporto qui di seguito tre citazioni dello storico discorso di Barak Obama in Medio Oriente: il sacro Corano ci dice “Oh, umanità! Vi abbiamo creati uomini e donne e vi abbiamo diviso in Nazioni e tribù affinché poteste conoscervi”, il talmud ci dice: “L’intera Torah ha lo scopo di promuovere la pace”, la santa Bibbia ci dice: “Siano benedetti i portatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio”. I popoli del mondo possono vivere insieme in pace, sappiamo che quella è la visione di Dio.

P. S. In quasi tutto il mondo succede che in TV è vietato vedere dei film dove la gente si diverte a fare sesso, mentre vanno in onda a qualsiasi ora del giorno e della notte moltissimi film dove la gente si diverte ad uccidere. Un motivo ci sarà… Forse a troppe classi dirigenti interessano uomini capaci di uccidere e donne incapaci di fare sesso, ma capaci di fare tanti bambini che impareranno come uccidere…