Musica che non muore

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Quanto ci vuole da Cosenza a Milano? Una vita intera, una vita intera.” La riscoperta della musica popolare nel XXI Secolo: il potere della taranta. 
 

 

In arte, come in natura, nulla nasce e nulla muore, ma tutto si trasforma, e, sopra ogni cosa, ciò che maggiormente appare scomparso, da epoche, generazioni, spesso può magicamente tornare in auge in altri tempi, in altre generazioni.

Le tarante son tornate le tarante son tornate cantavano i Nidi D’Arac, un gruppo salentino, in Tarantulae, loro album più riuscito a mio parere, ed avevano ragione : la musica del meridione, del Sud Italia, ed in particolar modo la musica proveniente dal Salento, una zona della Puglia, chiamata spesso “taranta” (di chiara derivazione dalla parola “tarantella”, più generica), è realmente tornata di moda fra le nuove generazioni dopo un’incubazione, una segregazione durata anni.

Per introdurre questo genere musicale, credo sia opportuno partire dal nome: la “taranta”, è difatti, in primo luogo, un animale, non identificabile con precisione tuttavia da un punto di vista zoologico, come ci spiega Ernesto De Martino  in “La terra del rimorso”, uno dei testi chiave per chiunque si interessi del fenomeno, sia musicale che culturale; la si può identificare sommariamente, per avere un’idea più chiara, forse con la Lycosa tarentula, un tipo di ragno, comunemente chiamato “tarantola”, il cui morso causerebbe nella persona infetta un avvelenamento, i cui sintomi sarebbero simili ad isteria ed epilessia.

Allo scopo terapeutico di mettere in fuga il veleno dunque dal tarantolato, si eseguiva il rito, un vero e proprio esorcismo musicale che, tramite un apparato musicale, coreutico e cromatico, permetteva al malato di rimettersi in salute: il malato difatti doveva ballare per ore, sino allo sfinimento, poichè secondo la credenza popolare solo in tale maniera la “taranta” si consumava e fuggiva via dal suo corpo.

Anche se la danza, frenetica ed incessante, chiamata “pizzica” (il cui nome è anche assegnato spesso ad una certa derivazione della taranta) rivestiva dunque un’importanza notevole, è principalmente la musica la principale parte di tale rito sopravvissuta sino ai nostri giorni. E proprio la musica, dopo un periodo di buio, è stata di recente riportata in auge da un certo numero di artisti, spesso contaminata da elementi moderni e svuotata del suo apotropaico senso originario, una riscoperta che ha contribuito ad incrementare l’interesse verso una delle regioni più affascinanti d’Italia.

Certamente, volendo stilare un ideale elenco di artisti che hanno contribuito a riproporre questa musica nei giorni nostri, uno dei primi posti spetta ad Eugenio Bennato, in special modo con il suo album “Taranta Power” del 1999, vero e proprio manifesto di come questa musica non sia mai realmente morta, anzi, torni spesso di enorme attualità. A seguire certamente vanno menzionati gli Alla Bua, o i Nidi D’Arac, gruppi musicali nei quali oltre alla musica sic et simpliciter si accosta anche una ricerca che si esplica in coreografie dal vivo con danze ed altro.

Ma il fattore che realmente lascia perplessi è l’attualità della musica proposta: ritmi scavati dal tempo che tuttavia ci mostrano come la musica sia un circolo, e come alcune melodie e ritmi in grado di suscitare stati d’animo in persone di passate generazioni si rivelino in grado di attuare la medesima operazione con le presenti. Una musica che non può essere inoltre sradicata dal suo contesto, e nella quale è dunque insita la ricerca, poiché spinge l’ascoltatore ad interessarsi ad una realtà tanto affascinante quanto misteriosa e sconosciuta alla massa, ma che certamente è una delle più belle caratteristiche di quella che proprio Bennato definisce in una sua canzone “Italia minore”.

La riprova che proprio negli ultimi due decenni questa musica sia tornata alla ribalta fra i giovani la si può notare, oltre che nella produzione di molti artisti coinvolti in tale movimento, anche nell’enorme affluenza al festival di musica popolare salentina “La notte della taranta”, che si svolge ogni anno in vari comuni della Grecia Salentina durante il mese di Agosto e si conclude con una grande serata finale presso Melpignano, un evento che negli ultimi anni sta assumendo proporzioni davvero imponenti, a testimoniare il costante e continuo interesse verso questo tipo di musica e cultura, perché la musica è cultura.

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