La salute e la felicità degli americani

0
1042

 

                                                                                                                            

Vent’anni fa mio figlio Francesco, allora di quattordici anni, si ammalò di una grave malattia che gli fu fatale dopo sei mesi di cure sofisticate e costosissime ricevute in un ospedale pubblico di Roma.


Ricevetti allora tante manifestazioni di solidarietà e simpatia. Fra queste mi è rimasto impresso  un particolare delle tante lettere che ricevetti dai miei parenti emigrati e felicemente al lavoro sulla costa est degli USA. Questi chiedevano sì notizie della salute di mio figlio, ma dopo aver chiesto se avevo i soldi  per pagare le cure. Allora un po’ mi meravigliai, ma come era possibile una cosa del genere, non sapevo nulla dei costi delle singole cure e della sanità in generale. Abbiamo un gioiello, la sanità pubblica, e forse non ci siamo accorti subito del suo valore.

Oggi  Barack Obama, eletto alla Casa Bianca sull’onda dello slogan Change, yes, we can,  per cambiare lo stato di cose della presidenza Bush, è ben deciso a realizzare  e rendere effettivo il suo programma con una  riforma il cui principio cardine è che nessuno resti privo di cure sanitarie per quanto basso possa essere il suo reddito, insomma la sua riforma prevede l’obbligo per tutti di avere una qualche forma di assistenza sanitaria  abbassandone i costi. La riforma inoltre prevede che lo stato offra un piano di copertura sanitaria in grado di competere con quelli privati sul mercato assicurativo.

Tutto questo  ha scatenato negli USA polemiche a non finire, senza esclusione di colpi da parte di portatori d’interessi forti, assicurazioni malattie, associazioni mediche, industria farmaceutica  e quant’altro ruota intorno alla sanità. Gli slogan “Fermiamolo prima che faccia del male”, “Impediamo che l’America diventi uno stato socialista”, “Difendiamo le nostre tradizioni di libero mercato” (libero mercato della salute?!),  scatenano accuse a non finire, ad esempio: il progetto di sanità pubblica aumenta i costi, aumenta le tasse ed il deficit di bilancio, e diminuisce la qualità e la scelta delle cure mediche.

Ed allora ecco un piano di difesa della Casa Bianca, consapevole del fatto che le decisioni serie, le battaglie toste si possono vincere solo se si è seguiti ed amati dalla popolazione e dagli elettori, e che nulla è più forte di milioni di voci che chiedono il cambiamento.

L’ultimo strumento di difesa della Casa Bianca è un sito organizzato perchè  ogni giorno nasce una nuova bugia sulla riforma delle assicurazioni sanitarie, bugie che creano pura e rabbia, per cui è accaduto persino che l’ufficio di un rappresentante della Georgia è stato insozzato da una svastica. Per tenere aggiornate le notizie, per smascherare interessi di parte ed organizzazioni di attacco è stato creato il sito “Setting the Record Straight”, uno strumento che risponde a tante domande e che validamente aiuta quelli impegnati  nella battaglia a favore della sanità pubblica.     

Da notare un preoccupante calo di popolarità del presidente Obama al seguito delle polemiche scoppiate per la realizzazione del suo piano salute.

Auguriamoci che i suoi sostenitori non diminuiscano proprio ora che ne ha bisogno, perchè non accada che i giovani debbano lavorare quattordici ore al giorno per pagare l’assicurazione medica, che gli anziani che hanno sgobbato nel paese che vanta tanti primati di ricchezza e progresso  siano avvisati dalla loro assicurazione della sospensione dei pagamenti delle cure mediche loro necessarie,  che una mamma debba chiedersi quanto costano e come pagare le cure mediche di un figlio che lotta per la sopravvivenza.

Una legge che garantisse a tutti almeno il minimo necessario per la salute contribuirebbe di sicuro ad aumentare la quantità e la qualità della  felicità di tutti, non solo di quelli che sono diventati  ricchi, il cui perseguimento è negli USA, non dimentichiamolo, un diritto garantito dalla costituzione.