Il valore della persona.

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Dostojevskij diceva che una società va giudicata a seconda del trattamento che riserva ai malati di mente.

 

Nell’omicidio da parte della madre del proprio bimbo avvenuto a Genova-Sampierdarena, non ultimo né unico anche nella serie della “depressione post partum”,

 non ci sorprendono più le  “mattanze” di questi gesti, ma ci meraviglia il silenzio delle Istituzioni verso una mancata soluzione del “bubbone malattia mentale”.

 

Questo “andazzo” rischia di traghettare il n/s Paese , e quello che è più grave i giovani e gli adolescenti , verso una cultura dell’egoismo sfrenato, del gelo sempre più emergente e dell’indifferenza cogente, da una metodologia che si va affermando autonoma e svincolata da ogni rapporto con la legge etico- sociale che considera a volte, la persona “un oggetto da spazzatura.”

 

Una considerazione sorge spontanea: quale valore viene attribuito alla vita umana , visto che a volte , come nel caso in esame , occorre garantire la sicurezza dal folle gesto, anziché la libertà del gesto.

 

E’ veramente inconcepibile e profondamente contraddittorio che in una società che tende costantemente e giustamente a riaffermare il valore della vita ( no alla guerra , no alla pena di morte , no al terrorismo ) la si neghi attraverso il tentativo di costruire un presunto diritto di “licenza di uccidere”, come pare sia prassi consolidata il lasciare persone psichicamente instabili al loro destino dalle Istituzioni che di questa “problematica” (la malattia mentale) ne hanno fatto da tempo, 31 anni, un totale disinteresse!

 

Non essere sensibili a questi problemi e nello specifico a quello sopra accennato, significa deludere sempre più le aspettative della gente, che alterna a volte insoddisfazione ed a volte indifferenza simbolo inconfondibile di malessere.

 

Signor Presidente del Consiglio dei Ministri, l’obiettivo prioritario di ogni società civile è e resta il soddisfare il bisogno di salute attraverso la centralità del paziente ed il miglioramento del servizio offerto al fine di prevenire possibili “eventi avversi”, come nel caso di Genova, per individuare azioni di miglioramento in ogni comparto sanitario.

 

La depressione è parte integrante delle malattie mentali e la società “reclama” una legge-quadro di riforma dell’assistenza psichiatrica, attesa da ben 31 anni, in questa non mala sanità, ma sanità malata!

 

Tutto questo ci sgomenta perché non vediamo alcuna uscita da quel “tunnel tenebroso” costituito dalla carenza di iniziative per la riforma del bubbone “ malattia mentale”.

 

Resta, purtroppo, una pia illusione la “soluzione”, che come tutte le illusioni, lasciano il posto alla delusione !

 

Signor Presidente del Consiglio dei Ministri : su quali coscienze pesano queste morti ?