La Danza Del Fuoco

0
1055

Nel passato remoto fu Attila, oggi bastano poche taniche di benzina e la certezza di non essere presi con le mani nella marmellata. Si finisce sui giornali, nelle notizie d’apertura dei TG. Dove si passa, non cresce più l’erba. Per interessi di parte o per semplice megalomania, continua la piaga degli incendi, in Europa e nel resto del pianeta. Bruciano i declivi, le foreste e alcune fra le boscaglie più caratteristiche, si carbonizza il profilo dolce di colline ospitali, ma non c’è la mano del destino dietro a ciò; l’uomo fa sempre tutto da sé. Il duello fra i roghi e gli arresti è impari, come la sfida fra le forze di soccorso, i pompieri e le fiamme. I piromani seguitano a flagellare le riserve naturali, mettendo a rischio i centri abitati e il polmone verde del mondo, e ciò che più desta sgomento è che il fenomeno torna a ripetersi ogni anno, ogni estate, in maniera feroce e capillare. Nonostante numerose segnalazioni, pochi individui vengono colti in flagranza di reato, e sul banco degli imputati finisce spesso la negligenza del Caso. Ma l’autocombustione, si sa, è una goccia nel mare, perché senza una miccia credibile nulla si avvampa. L’impegno globale non è venuto meno: dai boschi storici della Grecia ai preziosi pinus aristata californiani, un profondo senso di comune soccorso ha portato forze di terra e validi strumenti a impedire che bruciassero come cerini. L’ipoteca più pesante è la salute della gente, vittima di un cattivo rituale che si ripete. A guidare le mani incendiarie ci sono svariate ragioni, nessuna delle quali giustificabile. L’aureo principio di Charles Scott, “il commento è libero, ma i fatti sono sacri”, non prevede peccati di omissione, e anche i sospetti andrebbero messi alla berlina. Non sempre accade, ai nostri giorni; viviamo un tempo in cui molto è saputo, ma altrettanto deve restare all’oscuro, e che si muovano elicotteri NH500 o catene umane con secchi e idrovore improvvisate, la sostanza non cambia: il fenomeno andrebbe fermato sul nascere. Quali interessi nasconde? Perché la natura deve pagare un prezzo così alto per la follia di pochi? Serviranno anni prima che l’ecosistema ristabilisca un equilibrio credibile, perché si crei una cultura della sicurezza collettiva, senza rischi ed orrori. Allo stato attuale, è solamente senza pietà.