A proposito della Conferenza del Consiglio d’Europa svoltasi a Parigi sui Diritti Umani.

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1.) “Uniti nella diversità” è il motto della Costituzione Europea (art.8),

 “Documento” che con le altre Regole Generali di libertà, sicurezza e giustizia ribadisce la difesa e la tutela della dignità della persona umana,”compresi i più deboli e bisognosi” come rimarca il Preambolo Generale.

Questo strumento costituzionale nel Preambolo Parte 2° comma 3° Carta dei diritti fondamentali “pone la persona al centro” dell’azione dell’Unione Europea, costituendo un grande risultato storico-sociale- ed importante tappa nel processo d’integrazione dell’Europa. Questa Costituzione è nata, forse, con un “peccato originale”, omettendo quella parte della storia riguardante le radici cristiane dell’Europa.

Ma per la parte che concerne il mondo della sofferenza, dei deboli, dei bisognosi, non possiamo non citare la inadeguata attenzione verso la malattia mentale, patologia assai diffusa anche in Europa specie fra i giovani ed ora anche fra gli adolescenti.

2.) Dalla Conferenza Internazionale sul tema “Quale futuro per i diritti umani e la democrazia in Europa. Il ruolo della Consiglio d’Europa ”, indetta dallo stesso Consiglio d’Europa che si è svolta a Parigi l’11 settembre 2009 per il 60° di fondazione dell’Organismo Comunitario, da notizie della stampa, la facente funzione di segretario generale del Consiglio d’Europa dott.ssa Maud de Boer-Buquicchio che interpreta la volontà politica del Consiglio d’Europa, ha aperto la Conferenza e nel corso della stessa abbia tralasciato ancora una volta nella protezione sociale e giuridica dei diritti quelli che dovrebbero essere tutelati verso la disabilità in genere, specie quella inerente i malati psichici, tutti destinatari delle preminenza del diritto.

La dott.ssa Boer-Buquicchio ha continuato affermando che la “Tutela dei diritti umani è doverosa e indispensabile per proteggere la società nel suo insieme” ed ancora ha proseguito dicendo che “le nostre norme giuridicamente vincolanti e i valori sui quali poggia da decenni la stabilità d’Europa vengono costantemente messi a dura prova…” Parole, solo parole!

3.) E’ obbligo ricordare che il Consiglio d’Europa nel settembre 2006 adottando in 15 Direttive il “Piano d’Azione 2006-2015” fra altre necessità ha considerato la protezione sociale e giuridica, dimenticando, e questa è una grossa ingiustizia, che il cittadino disabile fisico può “usufruire” in parte di quelle Direttive ( lavoro, violenze, abusi ) al fine di garantire una maggiore certezza del diritto per favorire la cooperazione tra i sistemi  degli Stati membri della UE, ma per quelli sanitari riguardanti gli handicappati psichici non sono “supportati” da quelle 15 Direttive, né “salvaguardati” dalle singole legislazioni degli Stati membri, nè dalla Costituzione Europea. La generica parola disabilità dal significato di privazione della forza fisica, è richiamata dalla Costituzione Europea, mentre la parola handicap formalizzata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità è di natura psichica, una mancanza causata da una menomazione di origine o invalidità susseguente, che può compromettere un regolare processo di crescita, di difficoltà psicologica, è solo nominata dalla Costituzione Europea nell’art.63, nel diritto all’integrità, sancisce “ogni persona ha diritto alla propria integrità fisica e psichica”.

4.) Per la diversificazione legislativa tra uno Stato e l’altro, ma con provvedimenti comunitari in materia di salute mentale, sarebbe il modo migliore e necessario affinché il cittadino sia protetto ovunque in ambito Unione Europea  da “soggetti” pericolosi.

Ed in ultimo, ma non certamente in ordine d’importanza, è auspicabile comunque che si possa realizzare omogeneità mirata a concetti di solidarietà verso esseri umani concretizzando che il malato disabile, anche se mentale, è un cittadino anche europeo, che deve essere tutelato pienamente nella sua dignità e nella sua precaria esistenza, per essere “uniti nella diversità”.

Ancora una volta un “Organismo Comunitario”, il Consiglio d’Europa, ci ha amaramente deluso, anche per un principio di giustizia, perché manca la volontà politica comunitaria e ci fa pensare quale futuro abbiano i diritti umani, specie quelli inerenti gli handicappati psichici, visto che nessun provvedimento legislativo specifico si fa in loro favore ?.

http://digilander.libero.it/cristianiperservire