Senza Il Lato B

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La libertà di stampa è una formidabile ginnastica della storia, dove ogni situazione è simile e distinta nel tempo e nei suoi protagonisti. Da noi, solo il futuro è certo: il passato cambia sempre, il più delle volte ad uso e consumo di chi ne riscrive le pagine, spesso con la pretesa di assoggettare anche il presente. Tanto è successo giorni addietro, tanto prosegue fra un dibattito e l’altro, dal Parlamento ai salotti illustri e servili dei Principi della tribuna politica televisiva. “La minoranza cattocomunista”, afferma il premier, “ha inventato l’ennesima barzelletta, che punta alle dimissioni dell’esecutivo contro la volontà del popolo”. E la dimensione della berluscata è notevole, se si analizza l’intero colloquio ai microfoni de La Telefonata, trasmissione di Canale 5 in cui era ospite. Secondo il Presidente del Consiglio, il novanta per cento dei giornali sarebbe in mano a una Sinistra eversiva e diffamatrice, le cui armi sono l’insulto e la mistificazione. Da ciò ha preso le mosse l’azione legale intentata contro L’Unità e Repubblica, rei di avere attaccato ingiustamente (de gustibus non disputandum est) Sua Emittenza. Ma davvero, lo Stato amico e paterno è stato dannato nel peggiore dei Gironi? La mancanza di un minimo contraddittorio e le personalissime stime, grazie alle quali il consenso alle azioni di governo incontrerebbe il favore del 70% della popolazione, oscurano qualunque contraltare. Poco importa che la vera libertà di stampa sia una professione di fede che garantisce alla gente uno specchio sui fatti quanto più vicino alla realtà, col filtro soggettivo dei testimoni. L’intento è chiaro: mettere un freno a qualsiasi presunta intemperanza o voce – anche flebile – dissenziente. Sia fatta la volontà del Padre Nostro, insomma, che dall’alto dei cieli di Arcore veglia sul gossip, benedice Noemi Letizia, lo scandalo delle escort e il velinismo, beatificando i rapporti di Gianni Letta con la Chiesa, nonostante screzi, tensioni, e lo spinoso caso Boffo. Ma non si può limitare l’indipendenza, l’opportunità di informazione, senza che essa vada perduta. L’unilateralità di giudizio è inaccettabile, e qualcuno dovrà ricordare al Cavaliere che “io non sono la coppia più bella del mondo”.