LA DEPOSIZIONE DALLA CROCE

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Lo studio ricerca del prof Cinquemani esperto della sindone 

Gesù  è morto da circa 40 minuti. Il capo è reclinato a destra. E’ sospeso al patibolo con i chiodi conficcati nelle mani

. I piedi poggiano a terra con le dita del piede sinistro sovrapposte alle dita del piede destro. Le caviglie sono legate insieme da un tratto di fune. I genitali sono ricoperti da un triangolo di stoffa che è un perizoma di fabbricazione egiziana come lo è la Sindone (foto 50).

I tre litri di sangue fuoriusciti dalla ferita al costato hanno macchiato tutta la metà inferiore del corpo davanti e dietro. Sono passati circa 30 minuti dalla fuoriuscita del sangue. Durante questo tempo Giuseppe d’Arimatea è corso da Pilato per chiedere il permesso per la sepoltura. Nel frattempo le macchie di sangue sugli arti inferiori si sono in parte coagulate e fissate sulla cute. Giuseppe e Nicodemo devono risolvere il problema del trasporto del cadavere nel sepolcro senza macchiare le loro mani con il sangue. La pezza di tessuto che costituisce la Sindone era larga 110 cm. e lunga 490 cm.  I due discepoli, con un affilato coltello, tagliano una striscia dal bordo del tessuto larga circa 8 cm. e lunga 490 cm. Dalla lunga  striscia ricavano una benda lunga 90 cm. da utilizzare per legare i polsi del defunto. La striscia rimanente lunga 386 cm. circa sarà utilizzata per avvolgere le gambe.

Dal telo rimanente, che è largo un metro e lungo 490 cm., viene tolta una pezza alta 55 cm. che servirà per ricoprire la volta cranica insanguinata, che non può essere toccata direttamente con le mani. Da questa pezza viene ricavato il telo di Oviedo, ripiegato in quattro strati, posto trasversalmente, ponendolo da una spalla all’altra sulla volta cranica. La sua larghezza è di 19 cm., ricopriva la volta cranica dal limite della fronte alla regione occipitale.

Il telo che viene utilizzato nel sepolcro, è largo 100 cm. ed è lungo 436 cm. Dopo la Resurrezione i discepoli hanno ricucito sul bordo destro della Sindone la striscia usata per legare le gambe  lunga 386 cm., aggiungendo alle due estremità del bordo destro due strisce di 35 cm. e 15 cm. di tessuto differente da quello della Sindone per completare la mancanza della striscia utilizzata per legare i polsi che era lunga circa 90 cm.

I soldati avevano issato sullo stipes il patibolo su cui avevano inchiodato Gesù , avvalendosi di due funi che passavano attraverso gli anelli mobili posti alle estremità dei lunghi chiodi (24 cm.) che erano fissati stabilmente sul patibolo.

Le funi erano state fatte scorrere sopra la trave infilata trasversalmente fino alla base dell’unicorno. Il patibolo, insieme allo stipes, con la trave di 48 cm. sovrapposta e all’unicorno, costituivano la croce di Lorena (foto 49). La trave posta in alto veniva utilizzata come una carrucola.

Per deporre il patibolo i soldati usano la stessa tecnica con procedimento inverso. Erano necessari almeno due uomini per questa operazione perché il peso complessivo della trave e del defunto era di circa 90 kg. Staccato dallo stipes il patibolo viene sostenuto da Giuseppe mentre Nicodemo impugna con una mano la benda all’altezza delle caviglie e con l’altra impugna la benda subito sotto le ginocchia. Il corpo viene così trasportato fino all’ingresso del sepolcro in cui è già stata distesa la Sindone con il lembo posteriore scoperto, per accogliere il cadavere.

Giovanni libera dai chiodi le mani di Gesù mentre Giuseppe sostiene il corpo liberato dal patibolo tenendolo sotto le ascelle che non sono insanguinate. Liberate le mani Giovanni lega con nodi stretti i polsi del cadavere con la striscia lunga 90 cm. ripiegata in due e, di conseguenza, larga 4 cm. La striscia ricopre i pollici. 

I due discepoli trasportano il cadavere all’interno del sepolcro, il cui ingresso è alto non più di 110 cm. Giuseppe entra per primo nel sepolcro sostenendo il cadavere sotto le ascelle. Nicodemo lo segue sostenendo le gambe, impugnando la benda con una mano all’altezza delle caviglie e con l’altra all’altezza del ginocchio.

Per l’altezza del cadavere (187 cm.) e per l’altezza dell’ingresso al sepolcro (110 cm.)

se Nicodemo avesse impugnato la benda con ambedue le mani solo a livello delle caviglie, il bacino sarebbe stato trascinato sul terreno. Vi è inoltre un particolare rilevato nello studio della Sindone: sulla faccia anteriore delle gambe, subito al di sotto delle ginocchia, la benda non appare più della larghezza di 4 cm. ma appare con lo spessore di 13-14 mm. Questo spessore all’inizio dello studio della Sindone aveva fatto pensare che le gambe fossero legate da una fune del diametro di 13-14 mm. In realtà la benda, anche nel sepolcro prima della Resurrezione, era rimasta compressa dalla stretta della mano del trasportatore.

Il corpo viene disteso sul lembo posteriore del telo, supino e in completa estensione. Prima che il capo tocchi il sudario, Giovanni, che ha seguito i discepoli,  passa il telo d’Oviedo piegato in 4 lembi sulla volta cranica fino alle spalle, coprendo i capelli insanguinati. Successivamente i discepoli ricoprono la superficie anteriore del cadavere con il lembo anteriore della Sindone inserendo la sua estremità fra la superificie dorsale delle dita del  piede destro e la superficie palmare del piede sinistro (foto 27 e 29).

Le foto a luce trasmessa fatte nel 1978 da Barrie Schwortz hanno evidenziato l’esistenza della corda del perizoma insanguinato da cui è scolato tutto il sangue che ha verniciato la parte inferiore del Corpo del Crocefisso.

Barbet non aveva compreso che le due strisce di sangue che circondavano dorsalmente la vita del condannato indicano la presenza del perizoma e, di conseguenza, ha elaborato una ricostruzione assurda della deposizione, pensando che due uomini,  posti ai lati del cadavere, lo avessero trasportato all’interno del sepolcro sostenendolo con una fascia di tela della quale sarebbe rimasta la traccia intorno alla vita.

La cosa è  assurda perché la larghezza del sepolcro non poteva essere superiore a 100 cm.  Si deduce dal particolare descritto nel capitolo 20 del Vangelo secondo Giovanni, che all’epoca aveva poco più di 12 anni, che si è dovuto chinare per

scorgere le bende svuotate all’interno del sepolcro. L’altezza media di un adulto all’epoca era intorno a 140 cm. E’ evidente che la statura di Giovanni doveva essere minore, data l’età.