Greenwich festeggia i 125 anni

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Il primo meridiano

 Da allora ogni Paese aveva mantenuto un proprio orario locale, basato sulla posizione del sole nel cielo

Il primo meridiano

Londra – È la linea che "batte" il tempo del mondo e lo divide in due grossi spicchi. Esattamente 125 anni fa il meridiano che passa per l’osservatorio astronomico di Greenwich, nei pressi di Londra, venne scelto come punto di riferimento per sincronizzare gli orologi della Terra. Fino ad allora, infatti, ogni Paese, e addirittura molte città, avevano mantenuto un proprio orario locale, basato sulla posizione del sole nel cielo, In Italia, soltanto nel 1866 Roma e Milano adottarono lo stesso orario (seguite poi da Torino, Bologna e Venezia) calcolato in base al meridiano che passava per il Campidoglio. Ma sul piano internazionale e non c’erano regole che sancissero quando un nuovo giorno cominciasse (o terminasse) di preciso.

 

Una casa 'tagliata' da Greenwich
Una casa "tagliata" da Greenwich

CONFUSIONE – Il risultato era una confusione non più accettabile in un periodo in cui si cominciava a delineare quel fenomeno detto globalizzazione, che avrebbe reso il mondo più piccolo grazie all’intensificarsi delle comunicazioni in tempo reale e dei trasporti a lunga distanza. Così nell’ottobre del 1884, 41 delegati di 25 nazioni, tra cui l’Italia, si riunirono a Washington DC per stabilire una volta per tutte quale avrebbe dovuto essere il meridiano fondamentale, avente per convenzione longitudine zero, dove allo scoccare della mezzanotte comincia un nuovo giorno universale, che termina esattamente 24 ore dopo. In lizza, oltre a Greenwich, c’erano Berlino, Washington e Parigi. Il dibattito alla Conferenza Internazionale dei Meridiani – i cui documenti originali si possono consultare gratuitamente sul web – fu molto combattuto perché tutte le grandi potenze, in un periodo di grande fervore nazionalistico, non volevano rinunciare al privilegio di dettare il tempo del pianeta. Alla fine la scelta cadde su Greenwich, per una motivazione pratica: dalla Gran Bretagna partivano le principali rotte commerciali, segnate su mappe che consideravano quello di Greenwich il meridiano primo.

 

FUSI ORARI – L’unico voto contrario arrivò da Santo Domingo. Francia e Brasile si astennero. L’Italia, che pure avrebbe preferito una soluzione più neutrale, come Gerusalemme, si allineò. A partire da Greenwich la Terra venne divisa in fusi orari. Da allora sappiamo che se a Londra è mezzogiorno, a Roma sono già le 13, a Los Angeles le 4 del mattino, a Pechino le 20, a Tokyo le 21 mentre ad Auckland sta già iniziando un nuovo giorno. Qualcosa che ormai ci sembra scontato, ma che permette di sincronizzarci con l’altro capo del mondo, quando mandiamo una mail, facciamo una telefonata intercontinentale, prendiamo l’aereo. Poco importa se nel Novecento prima l’orologio atomico e poi il sistema GPS (che nel 1984 spostò la linea 100 metri più in là dell’osservatorio) abbiano messo in luce leggere imprecisioni del sistema introdotto 125 anni fa: Greenwich continua ad essere il cuore del tempo della Terra.

 

 

Elvira Pollina