Oggi attorno alla famiglia e alla vita si svolge la lotta fondamentale della dignita’ dell’uomo.

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(Papa Giovanni Paolo II a Rio de Janeiro il 3.10.1997 in preparazione al II incontro mondiale delle famiglie).
Referendum legge 40 – Family day. Questo e’ il vero volto dell’Italia!


Gentile  invio la presente nella speranza di farti cosa gradita


 


      Giorno 1 novembre la Chiesa ci fa celebrare la Festa di Tutti i Santi ed il 2 la Commemorazione dei fedeli defunti. In questa epoca ‘liquida’ caratterizzata dal relativismo, si cerca (in parte riuscendoci) di far dimenticare quali sono le nostre belle tradizioni (in Sicilia, ad esempio, si usa portare ai bimbi dei dolci e dei doni, come ‘pensiero’ da parte dei propri cari defunti) legate anche alla venerazione dei Santi ed a quel tesoro di cultura e di santita’ rappresentato dalla bimillenaria storia della Chiesa Cattolica.

      Ci sembra utile ricordare, allora, qual e’ la nostra storia e cosa crediamo.

     

      Dal sito www.parrocchiapentone.it

      Origini storiche della vigilia di Tutti i Santi

 

      Il 31 ottobre rappresenta per i cristiani la vigilia di una tra le festivita’ piu’ importanti del calendario liturgico: la festa di Ognissanti. Si tratta di una solennita’ di precetto ed e’ il giorno in cui la Chiesa onora tutti i santi di Dio, anche quelli che non sono stati canonizzati. La festa di Tutti i Santi esprime il credo cristiano della ‘Comunione dei Santi’. La comunione dei Santi e’ l’unione di tutti i fedeli sulla terra (la Chiesa militante), dei santi in paradiso (la Chiesa trionfante) e delle anime del purgatorio (la Chiesa sofferente) con Cristo che e’ il Capo. Essi sono legati insieme da un legame soprannaturale e si possono aiutare l’un l’altro.

La Chiesa Militante (quelli sulla terra ancora impegnati nella battaglia per la salvezza delle loro anime) possono venerare la Chiesa Trionfante e quei santi possono intercedere presso Dio per quelli ancora sulla terra. Sia i fedeli sulla terra che i santi del paradiso possono pregare per le anime del purgatorio.

      Nella Chiesa primitiva, gia’ a partire dal 4° secolo, si celebrava la memoria di tutti i cristiani martiri della fede il 13 maggio. Nel 615 Papa Bonifacio IV ufficializzo’ questa celebrazione istituendo la ‘Festa di Tutti i Martiri’ per commemorare la dedicazione del Pantheon, un antico tempio romano trasformato in chiesa cristiana dedicata alla Beata vergine Maria e a tutti i martiri.

Nel corso dell’VIII secolo, per iniziativa dell’episcopato franco, la festa di Tutti i

Martiri prese il nome di Festa di Ognissanti e fu spostata all’1 novembre: il principale promotore di questa iniziativa fu Alcuino di York, monaco sassone di formazione irlandese, che era uno dei piu’ autorevoli consiglieri di Carlo Magno. Egli, che ben conosceva le forme di religiosita’ precristiane delle isole britanniche, sapeva quanto fosse importante per le popolazioni dell’area celtica la festa del 1 novembre (Per i Celti l’anno nuovo non cominciava l’1 gennaio, come per noi oggi, bensi’ l’1 novembre, quando terminava ufficialmente la stagione calda ed iniziava la stagione del freddo), e quanto fosse necessaria cristianizzarla, sottolineando l’aspetto della santita’ e della comunione dei santi, legame tra le generazioni di cristiani, dei presenti e di coloro che ci hanno preceduti. Questa felicissima intuizione teologica ebbe seguito: pochi anni dopo l’imperatore Ludovico il Pio, su richiesta di Papa Gregorio IV, ispirato a sua volta da consiglieri come il vescovo di Fiesole, il missionario irlandese Donagh (conosciuto in seguito come San Donato di Fiesole), estese tale festa a tutto il regno franco.

      Ci vollero tuttavia ancora diversi secoli perche’ la festivita’ di Ognissanti divenisse obbligatoria in tutta la Chiesa Universale, grazie al pontefice Sisto IV nel 1475.

 

     

Dal Catechismo della Chiesa Cattolica www.vatican.va/archive/ITA0014/_INDEX.HTM

      960 La Chiesa e’ ‘comunione dei santi’: questa espressione designa primariamente le ‘cose sante’ [‘sancta’], e innanzi tutto l’Eucaristia con la quale ‘viene rappresentata e prodotta l’unita’ dei fedeli, che costituiscono un solo corpo in Cristo’ [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 50].

      961 Questo termine designa anche la comunione delle ‘persone sante’ [‘sancti’] nel Cristo che e’ ‘morto per tutti’, in modo che quanto ognuno fa o soffre in e per Cristo porta frutto per tutti.

      962 ‘Noi crediamo alla comunione di tutti i fedeli di Cristo, di coloro che sono pellegrini su questa terra, dei defunti che compiono la loro purificazione e dei beati del cielo; tutti insieme formano una sola Chiesa; noi crediamo che in questa comunione l’amore misericordioso di Dio e dei suoi santi ascolta costantemente le nostre preghiere’ [Paolo VI, Credo del popolo di Dio, 30].

 

 

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