L’Europa e i suoi valori. In occasione dell’entrata in vigore del Trattato di Lisbona

0
1039
europaflag.jpg

In occasione dell’entrata in vigore del Trattato di Lisbona  ma, soprattutto, della sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo sulla illegittimità del crocifisso nelle scuole italiane, abbiamo assistito ad un’opera di vera e propria disinformazione sull’Unione europea da parte di alcuni media

Criticare un’organizzazione politica che prende decisioni, emana norme giuridicamente vincolanti e utilizza i soldi dei contribuenti è, oltre che legittimo, anche utile per la migliore efficacia di questa organizzazione. Denigrarla sulla base di palesi falsità affermando che “l’Europa” è solo una burocrazia inutile e senza valori, è invece, a mio modesto avviso, qualcosa di controproducente; direi quasi autolesionista. Come colpire con l’ascia il fasciame del ponte della nave su cui stiamo tutti navigando; e senza davvero avere a disposizione altre scialuppe su cui saltare.

Mi spiego meglio. L’Europa non è un’entità astratta e lontana che viene da qualche strano pianeta. Siamo tutti noi; rappresentati da un Parlamento da noi eletto e da Ministri che sono l’emanazione dei nostri governi nazionali. Dipingerla come qualcosa di separato dalla nostra realtà anche quotidiana, quasi necessariamente ostile, incapace di capirci e di fare qualcosa di utile per noi, vuol dire restare nell’immaginario senza affrontare la realtà concreta di quello che oggi l’Europa è davvero con tutti i suoi limiti e difetti. Riportare notizie o affermazioni palesemente infondate, senza quel minimo di oggettività e correttezza che è la base indispensabile per qualsiasi critica sensata e costruttiva, non serve davvero a nulla e a nessuno.

Cominciamo dalla confusione, fatta anche da autorevoli TG e quotidiani, tra l’Unione europea e il Consiglio d’Europa e la sua Corte Europa dei Diritti dell’Uomo con sede a Strasburgo e autrice della controversa sentenza relativa all’esposizione del crocifisso. Siamo costretti a ricordare che la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo non è un’istituzione dell’Unione europea che, comunque, non avrebbe avuto nessuna competenza a pronunciarsi al riguardo. Per cui parlare genericamente di Europa o, peggio, specificatamente di UE, tacciandola di ostilità ad una religione mi sembra palesemente fuori luogo.

L’Unione europea (www.europa.eu) nasce con la CECA (Comunità europea del carbone e dell’acciaio) nel 1951 e si sviluppa successivamente attraverso la CEE (Comunità economica europea) e con la CEEA (Comunità europea dell’energia atomica) nel 1957. Le amplissime competenze di queste organizzazioni su cui si fonda il più grande spazio economico del mondo, sono definite dai Trattati fondanti le suddette Comunità e ulteriormente estese dal successivo Atto unico europeo (1986). Con il Trattato di Maastricht (1992) è stata istituita l’Unione europea, che insieme alle Comunità preesistenti punta ad un’integrazione sempre più stretta tra gli attuali 27 Stati membri. In seguito sono nati il Trattato di Amsterdam (1997) e il Trattato di Nizza (2001). Da ultimo, nel 2007 è stato firmato il Trattato di Lisbona che modifica e semplifica i precedenti; entrerà presto in vigore dopo il completamento del processo di ratifica. Le sue istituzioni principali sono la Commissione europea, il Parlamento europeo e il Consiglio europeo, mentre il suo organo giurisdizionale è la Corte di Giustizia dell’UE che ha sede a Lussemburgo.

Invece, la Corte europea dei dirittidell’Uomo (http://www.echr.coe.int/echr/) è stata istituita nel 1954 allo scopo di garantire il rispetto da parte degli Stati contraenti degli obblighi da essi assunti nell’ambito della Convenzione europea per i diritti dell’Uomo del 1950. Quest’ultima, la cui denominazione completa recita: “Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà fondamentali” è stata invece elaborata e approvata in seno al Consiglio d’Europa, istituito nel 1949, prima della nascita della CECA e quindi dell’Unione europea, rispetto alla quale ha finalità diverse. Gli Stati membri del Consiglio d’Europa, che ha sede a Strasburgo, sono 47, tra i quali i 27 Stati membri dell’UE e venti che non fanno parte dell’UE.

Pur collaborando tra loro, l’Unione europea da una parte e il Consiglio d’Europa con la Corte europea dei diritti dell’Uomo dall’altra rappresentano due organizzazioni diverse che hanno dunque differenti finalità, istituzioni e metodi di lavoro.
Per quanto riguarda poi la litania sempre più ricorrente, emersa anche stavolta, sull’Europa priva di valori, trovo profondamente ingiusto negare ai 500 milioni di cittadini che sostengono con le loro tasse l’azione dell’UE una verità evidente. L’Europa è si unità, ma nel profondo rispetto della diversità di tutti e riflette nella sua azione quotidiana valori profondi e fondamentali.

E’ un dato di fatto storico che grazie al superamento dello Stato nazione e il cd metodo comunitario dopo la guerra si è riusciti a mettersi intorno ad un tavolo e discutere su come risolvere problemi comuni con soluzioni comuni. Questo metodo ha pienamente funzionato ed è un grande successo della nostra storia dopo due guerre e divisioni devastanti. Da 6 Stati siamo arrivati a 27 riunificando il continente su basi di pace, democrazia e rispetto dei diritti fondamentali. Abbiamo creato il più grande mercato del mondo fondato su libertà e regole a garanzia del nostro modello sociale, della concorrenza e di interessi diffusi quali l’ambiente e i consumatori. E cerchiamo di far sentire la nostra voce nel mondo proprio per promuovere questi nostri valori. Pace, rispetto dei diritti umani, tutela sociale e dell’ecosistema; e lotta alla povertà e alle malattie in linea con i “Millenium goals” stabiliti dall’ONU.

Questa è l’Europa forte e generosa in cui i nostri cittadini sostengono oltre la metà dell’aiuto umanitario e dell’aiuto alla cooperazione allo sviluppo mondiale. E’ l’Europa che è leader nella battaglia per frenare il surriscaldamento del pianeta e che è in prima linea nel promuovere i diritti fondamentali e contrastare i dittatori.

Si dirà che l’Europa non è abbastanza forte, che non fa abbastanza, che dovrebbe fare di più; e che talvolta è debole perché troppo divisa. Vero, verissimo. E allora andiamo nel merito, guardiamo alla realtà per cercare di migliorare, anche con l’entrata in vigore del nuovo Trattato di Lisbona, un’Unione non ancora del tutto adeguata alle grandi sfide che ci attendono. Screditare l’Europa agli occhi dei cittadini – vera forza e sostegno dell’UE – facendoli allontanare proprio nel momento in cui c’è più bisogno della loro partecipazione al progetto europeo per affrontare uniti la complessità del mondo, mi sembra davvero poco lungimirante.

Carlo Corazza 
Direttore della  Rappresentanza a Milano